Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita' illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie, per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

I referendum nel dimenticatoio tra oscurantismo e astensionismo

Mag 14, 2025 Scritto da 

 

 I referendum del 2025 hanno riacceso un forte dibattito pubblico. Da un lato, le forze promotrici li presentano come strumenti di giustizia sociale. Dall’altro, alcuni esponenti politici e associazioni di categoria esprimono preoccupazione per gli effetti economici e normativi che l’eventuale abrogazione di certe leggi potrebbe comportare. In particolare, il quesito sulla cittadinanza ha aperto uno scontro più ideologico che tecnico e reale. Per alcuni, la riduzione del tempo di attesa è un segnale di apertura e civiltà. Per altri, rischia di diventare una sanatoria di fatto, con implicazioni politiche e sociali delicate. Anche il quesito sul reintegro dei lavoratori licenziati divide profondamente: c’è chi lo considera una tutela irrinunciabile e chi, invece, teme possa scoraggiare le assunzioni. Anche la responsabilità delle imprese negli appalti è un tema controverso: si confrontano visioni diverse su cosa significhi davvero garantire sicurezza senza bloccare il mercato.

Quesito 1- Reintegro nel Posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo.

Se approvato, il referendum comporterebbe l’abrogazione totale del decreto legislativo n.23/2015 (Job Act) eliminando le tutele crescenti e consentendo di applicare a tutti i lavoratori il sistema di tutele precedenti, basato sulla valutazione del giudice, se il licenziamento è illegittimo, c’è il reintegro nel   posto di lavoro, mentre oggi c’è semplicemente un indennizzo economico predeterminato.

Quesito 2 - Maggiore tutela nei licenziamenti delle piccole imprese.

Se approvato, il referendum eliminerebbe i vincoli normativi al risarcimento, aumentando potenzialmente le tutele economiche per chi lavora nelle piccole imprese, in caso di licenziamento senza giusta causa, dando così, libertà al giudice di determinare l’entità del risarcimento in base alle circostanze specifiche del caso, come già avviene in altri settori del diritto del lavoro.

Quesito 3 - limiti ai contratti a termine e ritorno all’obbligo della causale.

Se il quesito sarà approvato, si tornerà a un sistema in cui ogni contratto a termine dovrà essere giustificato da esigenze concrete, aumentando la tutela dei lavoratori contro la precarizzazione.

Quesito 4 -Responsabilità negli appalti e sicurezza sul lavoro.

Se il referendum avrà esito positivo, la responsabilità del committente sarà rafforzata con l’intento di aumentare la sicurezza dei lavoratori, spingendo le imprese a esercitare un maggiore controllo sull’operato di chi viene incaricato attraverso appalti o subappalti.

Quesito 5 - Cittadinanza italiana dopo 5 anni di residenza legale.

Se approvato il referendum ridurrebbe da 10 a 5 anni il periodo di residenza necessario per fare richiesta di cittadinanza, favorendo l’integrazione degli stranieri che vivono stabilmente in Italia e garantendo automaticamente il diritto ai figli minorenni.

Questa riforma risponderebbe meglio alla realtà sociale di oggi, riconoscendo il ruolo attivo degli immigrati nella vita economica e culturale del nostro paese. Per concludere, votare è un diritto e un dovere civile e di democrazia previsto dalla nostra costituzione, problema questo che sta dividendo le forze politiche del nostro paese, perché affinché i vari quesiti e il referendum siano validi ha bisogno di raggiungere Il quorum del 50% più 1 degli aventi diritto al voto, problema questo, da non sottovalutare, anche se, il quorum andrebbe abolito o modificato, attraverso una modifica costituzionale, e conteggiare i voti a favore e contrari. L’ 8 e il 9 giugno o per il SÌ o per il NO è giusto esercitare il voto, no all’astensione … può essere l’occasione per riavvicinare i cittadini che sempre più, in questi ultimi anni si sono allontanati dall’esercizio del voto, ma potrebbe essere il riscatto dei più giovani per il bene e la costruzione del loro futuro attraverso l’affermazione dei diritti.

 

Pubblicato in L'Approfondimento
Ultima modifica il Giovedì, 15 Maggio 2025 18:50 Letto 482 volte

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Calendario

« Ottobre 2026 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31