Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita' illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie, per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

L'importanza dello sport inclusivo

Mag 19, 2025 Scritto da 
Vota questo articolo
(1 Vota)

 

 

Lo sport è da sempre una straordinaria opportunità di crescita, divertimento e socializzazione. Ma per molte persone con disabilità, soprattutto a Sezze, accedere a queste attività è ancora una sfida.

Tanti genitori si mettono in cammino alla ricerca di realtà sportive inclusive, perché sanno quanto lo sport possa essere fondamentale per l’autonomia, la socialità e il benessere dei propri figli. Non è sempre facile trovarle, ma quando accade, è un traguardo prezioso.

Tra gli sport più inclusivi e praticati ci sono il nuoto, il basket, l’handbike e il ciclismo adattato, il tennis tavolo e il tennis in carrozzina, il calcio a 5 (per disabili intellettivi e non vedenti), la ginnastica adattata, gli sport sulla neve, l’equitazione, le arti marziali inclusive e le bocce.
Ma non dobbiamo mai porci limiti: a volte, come genitori, possiamo essere i primi a porre dei limiti ai nostri figli, pensando che alcune attività, come lo sport, non siano accessibili a causa della loro disabilità. Ma lo sport, in tutte le sue forme, è un'opportunità per tutti, indipendentemente dalle difficoltà. A volte, è proprio uno sport “insospettabile” a fare la differenza.

Ne è prova una recente giornata di arrampicata, vissuta con un gruppo di ragazzi con disabilità della Cooperativa Mirability: il risultato è stato sorprendente. Uno sport che sembrava per pochi si è rivelato accessibile, emozionante e ricco di benefici. Studi dimostrano infatti che l’arrampicata, soprattutto nei ragazzi nello spettro autistico, favorisce coordinazione, attenzione, autostima e regolazione emotiva. Richiede fiducia, concentrazione e autocontrollo – abilità che si sviluppano giocando e divertendosi.

Nel mio percorso personale, ho incontrato la splendida realtà dell’associazione sportiva dilettantistica “In Team – Lo sport è di tutti”, con sede a Latina. Nata dalla passione per il basket di Alessia Montemurro e Valentina Ruggieri, questa associazione ha trasformato lo sport in uno strumento concreto di inclusione, dedicandosi specificamente al basket inclusivo.

"In Team" non è solo un luogo dove si gioca a pallacanestro, ma un vero e proprio laboratorio di relazioni. Ogni attività è pensata per adattarsi alle esigenze di ciascun partecipante. I ragazzi, seguiti da uno staff competente e appassionato, si sentono parte di un gruppo dove la diversità è accolta, rispettata e valorizzata.
L'inclusione qui non è una parola vuota, ma una realtà vissuta: nelle fatiche condivise, nei passaggi riusciti, nei sorrisi che ogni partita regala.

Ciò che rende speciale questa esperienza è proprio la capacità di usare il basket come veicolo di crescita: non solo sportiva, ma umana. In Team è un luogo dove ogni ragazzo può imparare a conoscere i propri limiti, a superarli, e a rispettare quelli degli altri.

Perché è così importante lo sport inclusivo?

Lo sport inclusivo è un’opportunità di sentirsi parte di qualcosa, di essere visti, riconosciuti, valorizzati.
Chi ha una disabilità non deve “adattarsi” alla società, è la società che deve aprirsi. Quando ci sono le giuste condizioni, i risultati sono sorprendenti.

Nel caso di mio figlio, che frequenta “In Team”, ho visto la differenza sulla sua autostima, sulle relazioni, sul desiderio di mettersi in gioco. Ogni piccolo traguardo, anche se agli occhi di altri può sembrare banale, per noi è una conquista immensa.

 

Costruire il futuro dello sport inclusivo anche a Sezze

Oggi più che mai, realtà come “In Team – Lo sport è di tutti” devono diventare un modello.
A Sezze servono più opportunità, maggiore accessibilità, formazione adeguata per gli istruttori e una vera cultura sportiva inclusiva. Offrire luoghi accessibili per lo sport inclusivo è solo il primo passo. Perché l'inclusione sia reale, servono persone formate, consapevoli e capaci di adattare attività e approcci ai bisogni di ciascun ragazzo. Senza personale preparato, anche la palestra più attrezzata rischia di restare vuota di significato. L’inclusione si costruisce con la professionalità, non solo con la buona volontà.

È fondamentale che le associazioni sportive si espongano, raccontino i loro progetti inclusivi e coinvolgano le famiglie.
Non basta fare: bisogna soprattutto comunicare, accogliere, collaborare, creare una rete con scuole, servizi sociali e comunità.

Lo sport inclusivo non è un lusso né un progetto sperimentale: è il termometro di una comunità che riconosce il valore di ogni persona. Che si tratti di basket con InTeam, di un’uscita di arrampicata o di una semplice partitella al parco, ogni esperienza condivisa accorcia la distanza tra “noi” e “voi” fino a farla scomparire. Mettere a disposizione spazi accessibili, formare tecnici competenti, raccontare le buone pratiche: sono i tre pilastri che trasformano lo slogan “lo sport è di tutti” in realtà quotidiana.

Concludo dicendo che valorizzare lo sport inclusivo a Sezze non sarebbe solo un gesto solidale: sarebbe un investimento sociale, educativo e culturale.

Lo sapevi che…?

  • Con il Decreto Legislativo 43 del 27 febbraio 2017si costituisce il Comitato Italiano Paralimpico e gli riconosce il ruolo di ente di riferimento principale per le attività sportive che vengono praticate dalle persone disabili

 

  • La FISDIR(Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) è la federazione sportiva riconosciuta dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) per la gestione, l’organizzazione e lo sviluppo delle attività sportive destinate a persone con disabilità intellettiva e relazionale, come la sindrome di Down e l’autismo ad alto funzionamento

 

  • Esistono realtà come Dynamo Camp primo centro in Italia dedicato alla Terapia Ricreativa: offre gratuitamente programmi a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, insieme alle loro famiglie e fratelli sani. Situato a San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, all'interno di un'oasi naturale affiliata al WWF, dove lo sport e la terapia ricreativa diventano strumenti di inclusione per bambini e ragazzi con disabilità.  Immerso nella natura toscana, offre gratuitamente settimane bianche, arrampicata, tiro con l’arco, attività acquatiche e tanto altro, tutto pensato per essere accessibile. Perché lo sport, anche in vacanza, può fare davvero la differenza.


Lo sport è di tutti non è solo uno slogan: è un impegno, una visione, una promessa. Facciamo in modo che valga anche a Sezze.

Con affetto,
Oltre l’apparenza – a cura di una mamma che continua a imparare

 

Pubblicato in Attualità

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Calendario

« Maggio 2026 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31