Da pochi giorni gli addetti alla consegna dei mastelli per conto della SPL hanno recapitato i contenitori per la differenziata nelle abitazioni del centro storico di Sezze. Pur considerando fondamentale e irrinunciabile la differenziazione dei rifiuti urbani, la polemica è esplosa però sulla difficoltà di molti residenti del centro di non aver uno spazio sufficiente in casa dove poter sistemare i 7 mastelli consegnati. L’amministrazione comunale Lucidi e la SPL hanno usato infatti lo stesso identico criterio tra chi vive in campagna o in periferia e chi invece vive nel centro storico e quindi non ha spazi sufficienti. La decisione ha generato caos e malcontento, anche perché non si capisce bene lo scopo di questo nuovo servizio, perché si è già visto che chi non conferiva i rifiuti continua a non conferirli gettandoli per vicoli e piazze, sapendo che le mattina di buon ora (dalle 6) passa il furgoncino SPL a ritirare la monnezza ovunque. E poi chi paga la Tari continua a pagarla anche per chi continua a non pagarla: l'evasione negli ultimi anni ha sfiorato percentuali vergognose, come riferito nell'ultimo question time dai consiglieri comunali di opposizione.
Merita sicuramente menzione il post di Orazio Mercuri che sarcasticamente ha descritto quanto sta avvenendo in città.
“L’Amministrazione Comunale ha finalmente distribuito i nuovi mastelli per la raccolta differenziata. Non uno, non due… ma ben sette. Un arcobaleno plastificato che trasforma ogni casa in una succursale dell’ecocentro. E, vietato lamentarsi: l’ambiente prima di tutto! Ora, per carità, nessuno mette in dubbio l’importanza della raccolta differenziata. Ma ci sarebbe piaciuto capire anzitempo, avere qualche indicazione in più sul come in ogni casa si deve trovare spazio sette mastelli. Mi chiedo, qualcuno si è posto almeno per un momento il problema su come e dove vadano messi? Perché, cari amministratori, forse non ve ne siete accorti, ma non tutti vivono in una reggia”. Mercuri come altri residenti sottolineano lo spazio che ci vorrebbe per ospitare i 7 mastelli. “Il metodo fa venire l’orticaria. Nessuna differenziazione tra chi vive in campagna e chi nel centro storico, tra chi ha una villa e chi un monolocale. Tutti uguali… nel disagio. A questo punto ci aspettiamo che tra poco arrivi anche l’obbligo del compost domestico in salotto e della pesa pubblica dell’umido direttamente sul balcone. Noi cittadini - conclude Mercuri - ci organizziamo come possiamo: vetro sotto al letto, plastica in bagno, umido accanto al divano. E chi ha bambini piccoli… che dire? Li educhiamo al sacrificio: un mastello in camera non si nega a nessuno. Grazie, Amministrazione. Di cuore. Anche questa volta, siete riusciti a “differenziare” perfettamente… la realtà dalla fantasia”.
