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Lavoro e dignità: la Legge 68/99, una strada da percorrere insieme

Lug 21, 2025 Scritto da 
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“Il lavoro nobilita l’uomo”, si dice. Ma cosa accade quando il diritto al lavoro incontra la disabilità?
In Italia, la risposta – almeno sulla carta – si chiama Legge 68 del 1999, una norma importante che tutela l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Un passo avanti per l’inclusione, la dignità, l’autonomia. Ma come spesso accade, tra teoria e realtà il cammino è ancora pieno di ostacoli.

Che cos’è la Legge 68/1999?

È una legge che promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, attraverso il collocamento mirato.
Non si tratta solo di “numeri” da rispettare, ma di creare percorsi personalizzati che tengano conto delle capacità, delle inclinazioni, delle potenzialità della persona.
Perché il lavoro non è solo una fonte di reddito, ma anche identità, appartenenza, crescita.

A chi si rivolge?

Alle persone con disabilità che abbiano:

  • invalidità civilepari o superiore al 46%;
  • invalidità del lavorosuperiore al 33%;
  • cecitào sordità riconosciute;
  • disabilità intellettive o psichiche(con certificazione e progetto individualizzato).

PER POTER EFFETTUARE L'ISCRIZIONE NELLE LISTE DELLA LEGGE 68/99 presso il Centro per l’impiego  OCCORRONO ENTRAMBE LE SEGUENTI DOCUMENTAZIONI:

  1. VERBALE DI COMMISSIONE MEDICA PER L'ACCERTAMENTO DELLA INVALIDITA’ CIVILE, DELLE CONDIZIONI VISIVE E DELLA SORDITA' - CON PERCENTUALE SUPERIORE AL 45% (ai sensi dell'art. 20 della Legge 3 agosto 2009 nr 102)
  2. VERBALE DI COMMISSIONE MEDICA PER L'ACCERTAMENTO DELLA CAPACITA' GLOBALE AI FINI DEL COLLOCAMENTO MIRAТО. (Legge 12 marzo 1999 nr 68 - DPCM 13 gennaio 2000)

N.B. Entrambe le documentazioni (nel caso sia prevista una scadenza per revisione) devono essere in corso di validità

Obblighi per le aziende

Le aziende con almeno:

  • 15 dipendentidevono assumere almeno 1 lavoratore disabile;
  • 36-50 dipendenti→ obbligo di 2 assunzioni;
  • oltre 50 dipendenti→ il 7% dell’organico deve essere riservato a persone con disabilità.

In caso di inadempienza, sono previste sanzioni. Tuttavia, molte aziende preferiscono pagarle piuttosto che adeguarsi davvero, rinunciando così a una grande risorsa umana.

Il collocamento mirato: oltre i numeri

La forza della Legge 68/99 sta nella personalizzazione: l’obiettivo non è inserire “a caso”, ma trovare la giusta collocazione in base alle capacità residue della persona e alle esigenze dell’azienda.

 

 

I limiti e le sfide

Nonostante le buone intenzioni, l’applicazione è spesso discontinua. Le criticità:

  • aziende poco informateo poco sensibili;
  • preconcetti culturaliancora radicati;
  • scarsa personalizzazionedegli inserimenti.

Inoltre, chi ha disabilità cognitive o comportamentali, come le persone nello spettro autistico, spesso resta escluso dal mercato del lavoro, o non trova contesti davvero inclusivi.

 

Progetti virtuosi e buone pratiche: il caso concreto Mirability a Latina

La cooperativa Mirability, nata a Latina nel giugno 2022, è un modello di riferimento per la neurodiversità cognitiva e comportamentale, operando per favorire autonomia, partecipazione sociale e dignità delle persone con bisogni speciali, dall’età evolutiva all’età

 Inclusione nel lavoro: la storia di Daniela

Grazie alla collaborazione tra Mirability e il negozio Bershka al centro commerciale LatinaFiori, è iniziato un percorso di tirocinio per Daniela, una giovane con disturbo dello spettro autistico. Dopo sei mesi di affiancamento, a febbraio 2024 ha firmato il suo primo contratto a tempo indeterminato

Un successo che va ben oltre una firma su un contratto: è un percorso che ha trasformato competenze, fiducia e responsabilità in un lavoro reale.

Mirability dimostra che l’inclusione non è solo una normativa da applicare, ma un progetto umano: incoraggia, forma, responsabilizza e crea opportunità dove prima c’erano solo ostacoli.
Il lavoro può davvero diventare un diritto concreto. E una comunità più inclusiva è una comunità più generosa e più forte.

Cosa può fare un genitore?

  • Informarsipresso i Centri per l’Impiego e le associazioni territoriali.
  • Coinvolgere la scuola, soprattutto negli ultimi anni delle superiori, per avviare percorsi di alternanza o tirocini.
  • Costruire una retecon altri genitori e con le associazioni per condividere esperienze e strategie.

Lo sapevi che...?

  • Secondo l’Istat, oltre l’80% delle persone con disabilitàin età da lavoro è fuori dal mercato occupazionale.
  • Il lavoro migliora non solo l’autonomia economica, ma anche l’autostima, le relazioni sociali e la qualità della vita.
  • Esistono incentivi fiscaliper le aziende che assumono persone con disabilità, ma sono ancora poco sfruttati.
  • L’Italia ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che riconosce il diritto al lavoro su base di uguaglianza.

 

 

In conclusione

Ogni persona, anche la più fragile, ha un talento da esprimere.
La Legge 68/99 è uno strumento prezioso, ma va conosciuto, applicato, migliorato.

 “Non chiederti se una persona può lavorare. Chiediti: in quale contesto può dare il meglio di sé.”
L’inclusione non si realizza solo con le leggi scritte, ma con lo sguardo e il cuore di chi sceglie di crederci ogni giorno.

Pubblicato in Attualità

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