Paolo di Capua, sulla questione dello spostamento delle lapidi commemorative del bombardamento del 21 maggio 1944 non demorde e in piena autonomia ha avviato una campagna di affissione di un documento che spiega nel dettaglio perché non andava fatto. "Il Comunicato del Sindaco, questioni lapidi rimosse, è stato letto con molta attenzione, riscontriamo parole irriguardose sugli amministratori del passato, incapacità nell’agire, commettendo errori da rendere l’installazione delle lapidi un momento storico irrilevante". Per il Coordinatore comunale del Partito Socialista Italiano "il Sindaco Lidano Lucidi disconosce che il luogo consono sia solamente Sant’Andrea, l’Amministrazione la installò (1975) e già c’era il parcheggio auto e sono vicino alla sguardo dei cittadini, poiché Sant’ Andrea è la piccola stazione Termini, dove vanno e vengono 2 mila persone al giorno. Com’è possibile affermare di essere state messe nel dimenticatoio e non davano dignità al ricordo delle vittime del bombardamento?. Ho l’impressione - aggiunge Di Capua - che il sindaco lo abbia detto in fretta non accorgendosi delle parole sgradevoli, stravolgenti la memoria e i sentimenti dei famigliari delle vittime, da essere poco consone e, come diceva il Marchese del Grillo : io sono io e gli amministratori del passato non erano nulla. Bastava eliminare 1 o 2 posti e realizzare un luogo tipo monumento a Luigi di Rosa". Per Di Capua le lapidi vanno rimesse dove sono sempre state.
