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Milioni di euro non bastano... a Sezze manca ancora una visione

Dic 01, 2025 Scritto da 
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Negli ultimi anni Sezze ha visto arrivare – o promettere – milioni di euro in finanziamenti pubblici. Una pioggia di fondi che, sulla carta, dovrebbe rappresentare l’occasione per rilanciare davvero il territorio, migliorare i servizi, chiudere capitoli problematici del passato e aprire finalmente una stagione di sviluppo strutturale. Ma i soldi, da soli, non risolvono nulla. E la storia di Sezze lo dimostra fin troppo bene.

Perché intercettare finanziamenti è solo il primo passo: trasformarli in opere utili, calibrate sulle esigenze della comunità e sostenibili nel tempo è l’unica misura che conta. E su questo fronte, purtroppo, Sezze continua a inciampare.

Il caso dell’anfiteatro: un simbolo di ciò che non deve più accadere

L’anfiteatro è l’esempio più evidente. Un’opera costosa, arrivata con grandi promesse. Un simbolo di ciò che accade quando un progetto non nasce da un bisogno reale, ma dall’urgenza di utilizzare risorse disponibili per non perderle.

Lo stesso copione – per fortuna solo sfiorato – sembrava prospettarsi con l’impianto di compostaggio, un’altra struttura che rischiava di essere calata dall’alto senza un vero confronto con le necessità del territorio.

Il caso di Sezze Scalo: demolire un centro sociale per un nido che forse non serve

A Sezze Scalo la vicenda è ancora più delicata. Qui l’amministrazione propone di demolire l’unica struttura pubblica esistente, un centro sociale che negli anni è diventato un punto di riferimento indispensabile per la comunità locale.

Al suo posto dovrebbe sorgere un asilo nido. Ma sorge una domanda fondamentale: è davvero questa la priorità di Sezze Scalo?

Lo stesso sindaco, attraverso un recente sondaggio, ha evidenziato un calo della natalità e un aumento della popolazione anziana. Un dato che apre seri interrogativi sull’utilità immediata e sulla sostenibilità futura di un nido, soprattutto se realizzato sacrificando un servizio comunitario già funzionante e necessario.

Il problema non è il nido in sé, ma la mancanza di un’analisi seria dei bisogni reali, e la tentazione – ancora una volta – di inseguire fondi disponibili senza costruire una strategia coerente sul territorio.

Progetti senza radici nella comunità

È questo il nodo centrale: troppi progetti sembrano nati per inseguire bandi, non bisogni. Si prendono al volo opportunità finanziarie “a casaccio”, senza una visione, senza un piano a lungo termine, senza un progetto cucito sulla città.

Eppure il PNRR nasce con un obiettivo preciso: investire in modo mirato, affrontare problemi storici, riqualificare i territori secondo esigenze vere e non formali. Il fine non è “spendere soldi”, ma spendere bene.

I veri problemi che Sezze non affronta

Da anni Sezze convive con criticità che nessun finanziamento ha ancora risolto. Problemi semplici da elencare, ma complessi da ignorare:

  • assenza cronica di parcheggi
  • centro storico degradato e ancora aperto alle auto
  • strade del centro con asfalto non compatibile col contesto storico
  • piazze invase dalle macchine
  • Sezze Scalo privo di strutture sportive, a differenza di territori vicini che ne hanno dotato persino le periferie
  • gestione incerta dei servizi sanitari, mentre comuni come Priverno hanno scelto di investire in una Casa della Salute moderna e funzionale
  • Discariche ovunque

Sono questi i nodi che un’amministrazione dovrebbe sciogliere per lasciare un segno. Temi strutturali, non interventi spot.

Una città che attende ancora una strategia

Arrivare ai finanziamenti non è un punto d’arrivo: è solo l’inizio. La vera differenza la fa la visione. Sezze, oggi, non sembra averne una. Setia Facrory cos’è non l’ha capito nessuno; eppure, c’è chi lo elogia come progetto. La città appare sospesa, incapace di decidere cosa vuole diventare, di valorizzare ciò che ha, di costruire infrastrutture dove servono davvero.

Il risultato? Fondi frammentati, opere incomplete, progetti non allineati tra loro e una comunità che vive ancora gli stessi problemi di sempre.

Le risorse pubbliche rappresentano un’occasione straordinaria, ma solo se accompagnate da una progettazione attenta e realistica. A Sezze serve una programmazione che parta dai bisogni dei cittadini, non dalle scadenze dei bandi.

Perché i milioni di euro possono anche arrivare.
Ma se non diventano opere utili, durature e pensate per il futuro del territorio, resteranno solo cifre su un foglio. E Sezze continuerà a mancare di ciò che oggi più le serve: una visione vera, concreta e condivisa.

Pubblicato in Attualità

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