Quando si parla del Piano di riequilibrio finanziario del Comune di Sezze il pensiero corre quasi sempre ai debiti. I documenti contabili, però, raccontano un'altra storia: una parte decisiva del futuro finanziario dell'Ente dipende dalla capacità di riscuotere i crediti iscritti nel bilancio.
Al 31 dicembre 2025, il patrimonio del Comune ammonta a circa 73 milioni di euro . Di questo patrimonio, oltre 32 milioni di euro sono costituiti da residui attivi , cioè somme che il Comune ancora ritiene di dover incassare. In altri termini, circa il 44% dell'attivo patrimoniale è rappresentato da crediti che devono ancora trasformarsi in risorse effettivamente disponibili.
È un dato che aiuta a comprendere la portata della sfida: quasi un euro su due del patrimonio comunale è ancora affidato alla capacità dell'Ente di recuperare quanto gli è dovuto. Da questa capacità dipendono non solo gli equilibri di bilancio, ma anche la possibilità di finanziare servizi, manutenzioni, opere pubbliche e nuovi investimenti.
I numeri raccontano una storia
Entrando nel dettaglio emerge con chiarezza dove si concentra la parte più rilevante del problema.
Le entrate tributarie rappresentano 18,3 milioni di euro , pari a circa il 57% dell'intero patrimonio dei crediti comunali. Ma il dato che colpisce maggiormente riguarda la TARI .
Dei 18,3 milioni di crediti tributari, 14,7 milioni di euro derivano infatti dalla tassa sui rifiuti. Ciò significa che la TARI rappresenta oltre l'80% dei crediti tributari e circa il 46% dell'intero ammontare dei residui attivi . In pratica, quasi un credito comunale su due riguarda un unico tributo.
È questo il motivo per cui la riscossione della TARI rappresenta una delle leve fondamentali per il successo del Piano di riequilibrio finanziario.
Una storia che parte da lontano
L'analisi degli allegati al rendiconto evidenzia inoltre che una parte consistente dei crediti TARI non riguarda gli esercizi ultimi.
Sono infatti ancora presenti somme riferite ad annualità che partono dal 2013 . In particolare, oltre 6,3 milioni di euro riguardano il periodo compreso tra il 2013 e il 2020 ; estendendo l'analisi fino al 2022 , il valore supera gli 8,5 milioni di euro .
Questo non significa automaticamente che tali crediti siano inesigibili o prescritti. Significa però che una parte rilevante dell'equilibrio finanziario del Comune dipenderà dalla capacità di recuperare crediti maturati nel corso di oltre un decennio, attraverso un'attività di riscossione sempre più efficace e costante.
Una sfida che riguarda tutta la comunità
Il Piano di riequilibrio finanziario non consiste soltanto nel contenere la spesa o ridurre il debito. Il suo obiettivo è trasformare i crediti iscritti nel bilancio in entrate realmente disponibili, rafforzando progressivamente la capacità finanziaria del Comune.
La documentazione contabile consente oggi di comprendere meglio la dimensione di questa sfida. È ragionevole attendersi che il percorso di rafforzamento della riscossione prosegua e continuare a migliorare, consolidando gli obiettivi del Piano e restituendo all'Ente risorse sempre maggiori da destinare ai servizi, alle manutenzioni, agli investimenti e allo sviluppo del territorio.
In questa prospettiva assume un significato concreto il principio "Pagare tutti per pagare meno" . Non è soltanto uno slogan, ma un criterio di equità fiscale e di buona amministrazione: recuperare l'evasione significa distribuire più equamente il costo dei servizi e rafforzare la solidità finanziaria del Comune.
Ma questo non è il punto di arrivo. È il punto di partenza. Il riequilibrio finanziario non rappresenta un fine in sé, bensì la condizione indispensabile per costruire uno sviluppo ordinato del territorio, migliorare la qualità dei servizi e competitivo, con responsabilità condivisa, il bene comune dell'intera comunità.
