Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita' illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie, per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

 

Ad Majora. E’ proprio il caso della Compagnia teatrale Nemeo, reduce da una nuova esperienza andata oltre le aspettative per il successo di critica e di pubblico. Domenica scorsa la Compagnia teatrale setina ha preso parte all'evento contro il disastro ambientale "Reading Poetry" organizzato dalla Proloco di Maenza, dal Centro studi A.R.T.E. e dal Club dei poeti erranti. In un contesto straordinariamente naturale, i tre attori della Compagnia, Tony Piccaro, Luigi Costantini e Annamaria Bovieri, hanno inscenato lo sketch teatrale dialettale "La ficorappizza" ottenendo un enorme successo tra il pubblico, lo stesso successo riscontrato domenica 29 settembre presso l'Auditorium San Michele Arcangelo di Sezze, dove la Compagnia aveva messo in scena un altro divertentissimo spettacolo in dialetto setino, "I Préstito", a cui hanno preso parte anche altri attori della Compagnia: Giulia Berti, Isabella Baratta e la piccola Emma Mastrantoni. Insomma... tante soddisfazione per una compagnia teatrale che senza pretese vuole divertirsi e divertire, mettendo in risalto la valorizzazione del dialetto setino e le antiche usanze e tradizione di una comunità che sta perdendo i suoi antichi valori. Le commedie messe in scena sono sempre originali e frutto di un accurato studio e nascono dalla fantasia di Annamaria Bovieri, dalla regia di Luigi Costantini e dalla bravura di tutti gli attori della Compagnia Nemeo.

attori della Compagnia Nemeo

 

 

 

Pubblicato in Eventi Culturali

 

 

Meglio tardi che mai. Ammettere di aver fallito un'impresa è sempre molto difficile ma è pur sempre un atto di responsabilità e un primo passo per cambiare rotta. Esattamente 10 anni fa (ottobre 2009) l’allora sindaco del Comune di Sezze, Andrea Campoli, attraverso un opuscolo annunciava alla città l’avvio del progetto raccolta differenziata porta a porta a Sezze Scalo. “La mia scelta e dell’amministrazione comunale intera di investire sull’ambiente su questo territorio realizza in pieno il programma del mio governo che dell’ambiente è sempre stato uno strenuo difensore e fautore” scriveva il sindaco.

 

L'opuscolo del 2009 di Campoli

 

Nell’ultimo consiglio comunale convocato su richiesta delle opposizioni, finalmente la certificazione di un insuccesso da parte degli amministratori della città, la certificazione di un progetto che a distanza di un decennio vede Sezze ad una percentuale di raccolta differenziata al 23,35 %, numeri che fanno ridere rispetto ad altri centri dei Monti Lepini (Roccagorga 80/81% - Cori 72% - Sermoneta 67 % ). Nel progetto tecnico-finanziario del 2017 redatto dalla PMF (Project Management & Finance) per conto della SPL SEZZE era tutto già chiaro, ma sono passati altri due anni senza che nulla sia cambiato. Adesso finalmente c’è la volontà di pensare a nuovi progetti e di puntare al 65 % di differenziata entro la fine del 2020: si vorrebbe puntare ad un obiettivo eccellente in soli 24 mesi.  Le proposte per “svoltare” restano quelle del 2017: raccolta differenziata porta a porta “spinta” su tutto il territorio comunale o raccolta ingegnerizzata, ossia porta a porta circoscritto al centro storico e distribuzione di isole ecologiche in periferia.

L'ultima seduta consigliare del 4 ottobre 2019

 

LA PROPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

La Giunta comunale, come bene ha descritto l’assessore Giancarlo Siddera, punta al primo modello di rinascita, grazie al lavoro di tutti gli operatori ecologici impiegati sul territorio e all’incremento di automezzi, il tutto alla luce dei nuovi finanziamenti provinciali (circa 800 mila euro). Nel modello rilanciato da Siddera è incluso il compostaggio di prossimità per i rifiuti organici sia per i residenti del centro storico attraverso 2 compostiere di comunità, sia per le zone di Suso con compostiere individuali nei terreni privati.

Esempio di compostiera di Comunità

 

LA PROPOSTA DELL'OPPOSIZIONE

Le opposizioni invece punterebbero sul modello ingegnerizzato o delle isole ecologiche che prevede una spesa iniziale (da 1,5 mln a 2,5 mln) non sostenibile per le casse della SPL ma ricompensati a regime nel giro di 3/5 anni e con un costo di gestione annuo però molto inferiore rispetto al primo modello, con un risparmio di circa 500 mila euro l’anno rispetto al Porta a Porta.  Insomma due soluzioni per uscire dal vergognoso 23% che vede Sezze fanalino di coda di tutti i paesi della Provincia, soluzioni proposte ma che per il momento non hanno trovato un accordo comune.

Le Isole ecologiche proposte dalle opposizioni

 

LA PREOCCUPAZIONE DEL SINDACO

Nel suo intervento il sindaco di Sezze Sergio Di Raimo ha espressamente avallato il modello descritto dal suo assessore per un rischio che il primo cittadino non vuole proprio correre. La soluzione proposta dalle opposizioni, infatti, comporterebbe la perdita di 22 unità lavorative della SPL Sezze perchè il risparmio deriverebbe proprio dal taglio dei posti di lavoro e da una spesa iniziale per l'acquisto delle isole ingegnerizzate insostenibile.

IL RISCHIO MAGGIORE

Il rischio da evitare è che si passi da una proposta ad un'altra senza decidere nulla, restando così come siamo. La politica quindi deve decidere e subito, senza ulteriori rinvii e senza rimpalli. Tra i pochi dati positivi emersi nell'ultima seduta consigliare, quelli relativi alle sanzioni amministrative elevate grazie alle foto-trappole. Da marzo ad oggi sono stati "beccati" 47 cittadini fotografati mentre gettavano rifiuti per strada. La sanzione per ognuno di loro è stata di 600 euro, per un totale di circa 30 mila euro.

 

 

 

 

Pubblicato in Politica