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Ennesimo furto ai danni della Banca Popolare del Lazio a Sezze Scalo. Questa notte intorno alle ore 4 una banda di malviventi è riuscita a smurare il Bancomat della filiale dello Scalo come già era avvenuto altre volte. Sul posto le forze dell'ordine. 

Pubblicato in Cronaca

 

 

 

"Chi dorme di più, impara meglio!". Così titolava il giornale la Repubblica martedì 12 Novembre scorso. Non ci voleva molto a capire che quando si è riposati si lavora e si studia di più e meglio. Adesso, comunque, grazie alla ricerca e alla rilevazione di dati compiuti dall'Università "La Sapienza " di Roma, è scientificamente accertato che le cose stanno effettivamente così. Questo studio è servito all'ex sottosegretario alla P.I. Salvatore Giuliano, preside a Brindisi, a sostenere con forza l'ingresso posticipato di un'ora nelle scuole, alle ore 9 anziché alle ore 8. La sperimentazione che lui ha adottato in alcune classi della scuola che dirige ha dato buoni frutti. E' emerso, infatti, che gli studenti che hanno iniziato le lezioni alle ore 9 hanno conseguito nell'arco dell'anno scolastico un netto miglioramento nel rendimento, migliori prestazioni, maggiore attenzione e tempi di reazione più veloci. L'ex sottosegretario avvalora la sua opinione con motivazioni di carattere sociale e psicologico. L'inizio posticipato di un'ora sarebbe un valido strumento contro l'abbandono e contro la dispersione scolastica, diminuirebbe lo stress e farebbe stancare di meno gli studenti. Ritengo che ogni tipo di sperimentazione nella scuola vada incentivato affinché essa stia al passo dei tempi e risponda sempre meglio ai bisogni e alle aspettative dei ragazzi. Ma a me sembra che l'innovazione sperimentata dall'ex sottosegretario presenti alcune grosse difficoltà tanto da renderla inapplicabile. Le scuole, quasi sempre, sono collegate agli orari degli scuolabus, degli autobus, dei treni; gli orari degli uffici e delle aziende coincidono quasi sempre con l'entrata e l'uscita degli studenti. Il posticipo dell'ingresso scolastico comporterebbe necessariamente un diverso coordinamento e uno stravolgimento degli attuali orari. Infatti la scuola non è un servizio a se stante, avulso dal contesto sociale in cui vive. Ciò comporterebbe una modifica profonda delle abitudini e dei tempi di vita di un intero quartiere, di un intera città. Non sarebbe impossibile ma non è certamente facile, date le consuetudini e gli stili di vita ai quali siamo abituati. E allora? Non voglio semplificare troppo la questione che è all'attenzione del CNPI (consiglio nazionale della pubblica istruzione). Ma a mio modesto parere basterebbe che i genitori si adoperassero a mandare a letto i ragazzi un'ora prima. Basterebbe che i locali frequentati dai ragazzi anticipassero di un'ora la chiusura, almeno durante il periodo scolastico. Anche così i ragazzi avrebbero più tempo per dormire e per raggiungere migliori risultati. Vorrei comunque ricordare che per ottenere maggiore profitto a scuola non conta soltanto l'orario di ingresso ma soprattutto il tipo di insegnamento offerto. E' arrivata l'ora di non ripiegare sempre e soltanto sulla lezione frontale! E' arrivata l'ora di dare il giusto valore all'impegno e allo studio! E' arrivata l'ora di offrire pari opportunità a tutti i ragazzi meritevoli, anche se non abbienti e in precarie condizioni economiche!

Pubblicato in La Terza Pagina