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Sarà stata anche colpa del maltempo, ma quest'anno si sono visti pochi ragazzi. Per molti di loro la ricorrenza del 2 Novembre sta passando quasi  inosservata. Spero di sbagliarmi, ma non vorrei che il ricordo e la commemorazione dei propri defunti venga da loro pian piano sottovalutata e trascurata. Fino a qualche anno fa non era così. Il 2 Novembre, festa dei defunti, ricopriva un valore particolare. La processione e la Messa solenne nella chiesa del Cimitero richiamavano una grande massa di cittadini. Le strade che circondano il Camposanto erano intasate di macchine fin dal primo mattino. Fiori e piante, da ogni parte. Era insomma un appuntamento imperdibile per grandi e piccoli. La visita ai propri cari defunti, un fiore depositato sulla tomba, un minuto di silenzio e di raccoglimento: piccoli gesti ma di grande significato che appartenevano a tutti. Dice il grande poeta Ugo Foscolo:" A egregie cose il forte animo accendono l'urne dei morti ...Non vive forse ei sotterra, quando gli sarà muta l'armonia del giorno se può destarla con soavi cure nella mente dei suoi?". Versi indimenticabili che vogliono esprimere la sopravvivenza, anche dopo la morte, di chi vive nel ricordo dei suoi parenti. Sia nella cultura pagana che in quella cristiana, infatti, la venerazione dei defunti induce a "una corrispondenza di amorosi sensi", a un legame che va ben al di là del tempo e dello spazio. Sarebbe un peccato, perciò, se i giovani non considerassero in maniera adeguata questa ricorrenza. Purtroppo la società di oggi spinge verso una rimozione del problema della morte. Il suo concetto viene cancellato, quasi esorcizzato. Il rapporto con essa (e con la vita) si va modificando. Il mito della efficienza e del successo fa percepire la limitatezza della vita come una anomalia. Invece, riflettere un pò di più sulla finitezza dei nostri anni aiuterebbe a gustarne pienamente il sapore e l'importanza. Il ricordo affettuoso di cari defunti è un segno di civiltà e appartiene a tutti, credenti e non credenti. Non si muore del tutto (non omnis moriar), dice il  grande poeta latino Orazio.

Pubblicato in La Terza Pagina

 

 

 

Gli straordinari eventi meteorologici del 29 e 30 Ottobre 2018 hanno causato vittime, ingenti danni ad edifici pubblici, privati, aziende e coltivazioni. Una tragedia che difficilmente la nostra comunità provinciale riuscirà a rimuovere dalla memoria. Immediatamente, il 31 Ottobre, il Presidente Nicola Zingaretti aveva proclamato lo stato di calamità naturale per l’intero territorio della Regione Lazio, ai sensi della legge regionale 26 febbraio 2014 n. 2, art. 15, comma 2.
Il Governo accolse la richiesta della Regione stanziando in prima battuta 3 milioni di euro derivanti dal Fondo per le Emergenze Nazionali: somme a disposizione dei primi interventi urgenti di protezione civile. Di questi 3 milioni, circa 1,3 milioni hanno riguardato 16 Comuni della nostra Provincia: Cori, Fondi, Maenza, Monte S.Biagio, Pontinia, Roccagorga, Sabaudia, Sezze, Sperlonga, Terracina, Itri, Latina, Priverno, SS.Cosma e Damiano, Sermoneta e Gaeta.

STRUTTURE PUBBLICHE.
Ad oggi sono stati concessi i seguenti finanziamenti per i danni alle strutture pubbliche della Provincia di Latina.
- Con il Piano dei primi interventi urgenti, relativo ai primi 3 milioni (di cui sopra) assegnati al Commissario delegato, sono stati finanziati n.  125 interventi, riguardanti 11 Amministrazioni, per un importo complessivo di € 1.298.568,61;
- Con i successivi Piani degli Investimenti, annualità 2019, sono stati finanziati n. 72 interventi, riguardanti 13 Amministrazioni, per un importo complessivo di € 2.788.543,18
 
STRUTTURE PRIVATE.
Relativamente ai contributi e finanziamenti riconosciuti a privati, attività produttive ed aziende agricole della Provincia di Latina, sono previste due tipologie di misure ai sensi del DPCM 27.02.2019 e sono stati finanziati gli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico nonché all'aumento del livello di resilienza delle strutture di proprietà privata.
All’Esito degli Avvisi Pubblici risulta quanto segue:
 
- Risultano ammesse n. 363 istanze (238 privati, 30 attività produttive e 95 aziende agricole), per un importo riconosciuto di € 2.929.884,24. [art. 3, comma 3, dell’OCDPC 558/2018]
- Ammesse ulteriori 276 istanze, di cui 15 ammesse con riserva (131 privati, 28 attività produttive e 117 attività agricole), per un importo riconosciuto di € 8.041.161,58. [DPCM - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.02.2019],
Sono inoltre all’esame del Commissario Delegato altre istanze da valutare per un totale di circa 170 mila euro per titolari di attività economiche e produttive.
 
Continueremo a monitorare e a lavorare affinché la sinergia fra livelli istituzionali diversi riesca a dare risposte utili a mitigare i danni e le sofferenze conseguenti ad avvenimenti di questa gravità. Le grandi questioni del dissesto idrogeologico, dell’ambiente e dei mutamenti climatici diventeranno sempre più centrali nei prossimi anni. La Regione Lazio è pronta, con azioni amministrative e buone pratiche, a raccogliere la sfida.

Pubblicato in Politica