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Venerdì, 27 Marzo 2020 13:03

Sì! A scuola tutti promossi!

 

 

 

Come spesso accade, le opinioni sono molto diverse. Ebbene, rispetto alla valutazione di questo anno scolastico, io sono d'accordo con quanti sostengono che non è questo il momento che la scuola si fermi ai voti. L'anno scolastico è ormai finito. La Ministra della P.I. non si è sbilanciata più di tanto, ma è impensabile che la scuola possa riaprire. Il coronavirus sta cambiando profondamente e impietosamente il nostro modo di essere, limitando drasticamente le nostre libertà. Tutti a casa, giustamente! In assenza di farmaci miracolosi e del vaccino non ci resta che restare rintanati tra le quattro mura domestiche. Si riparte a settembre (speriamo!!!). Molte scuole si stanno attivando con la didattica a distanza. Sono fornite di ottima strumentazione tecnologica, hanno il tablet di ultima generazione, computer aggiornatissimi, docenti preparati. Possono connettersi all'ora stabilita e seguire con calma l'apprendimento dei loro alunni. Non solo! Ma spesso, questi ultimi, hanno alle loro spalle una biblioteca e dei genitori in grado di sostenerli e accompagnarli nello svolgimento dei compiti assegnati. La didattica a distanza è un'operazione complessa e presenta aspetti ancora non sperimentati in molte scuole. In gran parte della Penisola la scuola non è pronta, non è attrezzata. Diversa è la situazione, perciò, di molti altri studenti. Un quinto, circa, di quelli che vivono maggiormente nelle periferie urbane e nei piccoli paesi, non ha il computer, anzi spesso non ha neanche la scrivania e la cameretta per studiare. Concentrarsi, per loro, è davvero un problema mentre i fratelli fanno rumore e disturbano saltandogli addosso. Essere studenti da casa riaccende le distanze sociali e familiari esistenti. Mentre i ragazzi in classe sono tutti uguali, a casa no! La scuola sta dimostrando, in questo tragico momento, tutto il suo valore essenziale e insostituibile per la socializzazione, il confronto, la sana competizione, l'istruzione e l'educazione delle giovani generazioni. La scuola è incontro, opportunità di crescita, è imparare a leggere e a scrivere ma soprattutto a diventare uomini e donne. La didattica a distanza non potrà mai sostituire i benefici di un rapporto pedagogico alunno-docente, alunno-classe: in classe si realizzano componenti di empatia, di ascolto reciproco, di richiami, di sguardi, di elementi indescrivibili che il miglior computer non potrà mai offrire. Ecco perché, rischiando qualche legittimo  disappunto, ritengo che quest'anno tutti i ragazzi passino direttamente all'anno successivo, con valutazioni (non voti) diverse e proporzionate ai risultati del 1 quadrimestre, all'impegno profuso, al grado di maturità e di crescita consapevole dei singoli studenti. 

 

Pubblicato in La Terza Pagina

 

 

 

 

"Dieci giorni fa, precisamente il 16 marzo, a Sezze è stata data un zolletta di zucchero per addolcire la situazione. Con grande sforzo sono stati attivati 16 posti letto e 4 medici di medicina generale per pazienti a bassa intensità nella PAT di Sezze (Casa della Salute). La salute non ha prezzo, si possono ridurre altre spese ma non certamente quelle che riguardano la vita. La  durata della pandemia che sta colpendo diversi Stati sarà purtroppo lunga. L’emergenza c’è e le migliori organizzazioni sanitarie italiane già rischiano di non reggere un importo massiccio di ricoveri gravi. Il covid 9 sta colpendo diverse persone, senza distinzione di età e se non ci sono abbastanza posti letto disponibili, i malati anziani affetti da altre patologie i bambini e i disabili devono morire a casa senza cure? NO! ciò non deve accadere. Dobbiamo aprire per dovuta emergenza e sicurezza gli ospedali pontini chiusi e precisamente i reparti non deteriorati da adibire alla gestione di cura". Vittorio Accapezzato, consigliere comunale negli anni Ottanta nel Comune di Sezze, riflette sulla situazione sanitaria ai tempi del covid19. Per Accapezzato prendendo in considerazione questa ipotesi "si creeranno più spazi all’ospedale Goretti di Latina che dovrà anche subire gli utenti vicini zona rossa di Fondi".  Per la realizzazione  dell’ampliamento e ristrutturazione dell’ospedale civile San Carlo di Sezze  - ricorda il prof. in pensione - "vennero spesi svariati centinaia di milioni di vecchie lire buttati al vento.  L’esecuzione dell’opera venne svolta con grande difficoltà tecniche non indifferenti dovute all’ubicazione e al dislivello del terreno". Il complesso ospedaliero cantiere che contiene quattro letti in terapia intensiva, due camere operatorie e oltre 150 posti letto "potrebbe essere riattivato anche come day hospital per quanti ne hanno bisogno e rischiano di non poter fare i controlli o piccoli interventi di day surgery".  Una struttura come l’ospedale San Carlo "è da diversi anni una cattedrale nel deserto a causa di scelte politiche non lungimiranti che hanno ridotto la sanità inadeguata ai bisogni del malato. E’ il caso che i consiglieri provinciali della Regione Lazio Pernarella, Simeone, Forte, La Penna e Tripodi  - afferma Accapezzato - prendano a cuore questa situazione al fine di ridurre i grandi disagi che i pontini stanno affrontando con il dilagare del coronavirus". Negli ultimi dieci anni "con una politica sanitaria e irresponsabile  -chiude -  sono stati tagliati 70mila posti letto e 175 ospedali. Ogni regione, in media, ha perso circa una decina di ospedali con danno alla difesa della salute dei cittadini".

Vittorio Accapezzato

 

 

Pubblicato in In Evidenza