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Si è tenuta oggi l’udienza in camera di consiglio per la causa che ha per oggetto i lavori al Belvedere di Santa Maria di Sezze. Le parti hanno esposto le loro tesi e nei prossimi giorni il collegio depositerà la sentenza. C’è attesa di sapere cosa è stato deciso dopo Il ricorso in appello al Consiglio di Stato da parte di Don Massimiliano di Pastina al fine di ottenere la riforma della sentenza emessa dal Tar. C’è attesa perché se anche il consiglio di  stato darà ragione al Comune di Sezze è piuttosto assurdo che il committente possa andare ancora avanti mentre è plausibile che l’ordinanza di demolizione del manufatto venga eseguita immediatamente. Sono circa 600 giorni che il Belvedere di Santa Maria è occupato dal cantiere della vergogna, un cantiere ridotto a discarica in pieno centro storico e davanti la Cattedrale di Sezze. La vicenda ha diviso inizialmente la città, poi la politica mentre oggi tutti vogliono che si metta fine a questa vicenda che resterà comunque una delle pagine più brutte della storia setina.

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Anche la Comunità di Sant'Egidio di Sezze esprime dolore e sdegno per l’esecuzione di Lisa Montgomery.  Una decisione che non ha tenuto conto del suo stato di grave disagio psichico. Luisa Coluzzi della Comunità di Sant'Egidio ricorda che “la storia di questa donna è una storia atroce di abusi e violenza, che sfocia in una violenza altrettanto orribile e si conclude con una vendetta di stato dopo tanti anni ancora più ingiustificata”. Sono previste altre esecuzioni entro gennaio, prima dell'insediamento di Biden. Luisa Coluzzi ci tiene a sottolineare che “il delitto commesso dai condannati nel braccio della morte non giustifica il delitto di stato: parliamo di un sistema "occidentale e democratico". Diamo voce ad una giustizia diversa...che rispetta il diritto anche nella pena”. Il suo è un appello ad una giustizia che non promuova odio e vendetta legalizzata. “L'orrore di questa morte  - ribadisce la Comunità di Sant’Egidio - non sana le ferite provocate dalla violenza, ma inietta dosi di odio e disperazione in una società che invece ha bisogno di ragionevolezza, di una giustizia riabilitativa, di misericordia e di perdono. Ci auguriamo che la scellerata decisione di riesumare le esecuzioni federali sia presto revocata e si possa aprire una stagione di rispetto per la vita dopo troppa morte”.

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