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Il Comune di Sezze ha adottato una serie di provvedimenti amministrativi preliminari alle future procedure concorsuali per l’assunzione di nove unità di personale appartenenti all’area contrattuale degli istruttori.
Le iniziative si collocano nell’ambito del Piano triennale dei fabbisogni di personale 2025-2027, approvato dalla Giunta comunale e validato dalla Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali (COSFEL).

Affidamento a Logos P.A. per la gestione dei concorsi

Con la determinazione n. 55 del 29 ottobre 2025, il Settore Sviluppo e Gestione del Personale, diretto dalla dott.ssa Elisa Perugini, ha disposto la decisione a contrarre e l’affidamento diretto alla società Logos P.A. srl del servizio di gestione di quattro procedure concorsuali, per un importo complessivo di 29.890 euro (IVA inclusa), tramite Richiesta di Offerta (RDO) n. 5724716/25 sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA).

Il servizio riguarda la gestione delle prove relative ai seguenti profili professionali:

3 istruttori di vigilanza,

3 istruttori tecnici,

1 istruttore amministrativo,

2 istruttori contabili.

L’affidamento è stato disposto ai sensi dell’art. 50, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici).

Manifestazione di interesse per i membri delle commissioni

Con la successiva determinazione n. 56 del 10 novembre 2025, l’Amministrazione ha approvato l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse finalizzato alla nomina dei presidenti e dei componenti esterni delle commissioni giudicatrici.

Le candidature potranno essere presentate dal 10 al 30 novembre 2025, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblicato sul sito istituzionale, sezione “Amministrazione Trasparente – Bandi di Concorso”.

Approvato il nuovo regolamento per i concorsi

Con la delibera di Giunta n. 160 del 6 novembre 2025, è stato approvato il nuovo Regolamento comunale per le procedure di concorso, selezione e accesso all’impiego, che disciplina la composizione delle commissioni esaminatrici e la possibilità di pubblicare gli avvisi anche sul Portale InPA. 

Pubblicato in Attualità

 

Una srcittura che vibra di passione. Nicole Vetica, classe 1995, di Sezze, è una giovane autrice che ha saputo trasformare il suo amore per la scrittura in una vera e propria sfida letteraria. Diplomata in ragioneria, Nicole scrive fin da bambina e oggi pubblica con lo pseudonimo di Nik-Anger, nome che racchiude tutta la forza e l’intensità delle sue storie.

Il suo esordio letterario avviene con “Lo specchio della luce”, una fiaba fantasy edita da Balzano Editore, che accompagna il lettore in un viaggio magico e introspettivo. Ma è con “La stessa mela”, primo volume di un dark romance pubblicato da BookRoad, che l’autrice mostra un volto più maturo e intenso della sua narrativa. Entrambi i romanzi sono disponibili negli store online e nelle librerie, e hanno già conquistato l’attenzione di molti lettori per la profondità dei temi trattati e lo stile autentico.

Nicole non ama definirsi una scrittrice, ma “una donna che ama scrivere”. Determinata, non  le piacciono storie semplici, i cliché o le trame scontate: "  Amo le storie quelle che lasciano l’amaro in bocca, che fanno riflettere. Ogni storia deve essere il più realistica possibile, anche se l’invenzione non manca mai”.

Altri lavori di Nik-Anger sono già in fase di editing, pronti ad arricchire il suo percorso letterario. “Ogni parola che scrivo è piena dell’amore che ho per la scrittura”, in ogni racconto c’è un pezzo della sua anima.

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Nei giorni scorsi, nella Sala delle Cerimonie del Comune di Priverno, si è formalmente costituita la Sezione ANPI di Priverno, alla presenza di Istituzioni, cittadini e rappresentanti dell’Associazione.

Ha aperto i lavori la presidente provinciale dell’ANPI, Teresa Pampena, che ha sottolineato come “Priverno, città Medaglia d’argento al merito civile e custode dei valori della Resistenza, richiedesse da tempo questo passo”, definendone la realizzazione un atto di responsabilità e memoria collettiva, nel nome delle Partigiane e dei Partigiani.

La Sindaca Annamaria Bilancia, neo tesserata ANPI, ha ricordato la figura di Antonio Aresu, giovane diciannovenne di Priverno che dopo l’8 settembre 1943 si oppose alla leva fascista, ma fu rintracciato dai tedeschi, torturato e ucciso senza mai tradire i suoi compagni. "Un’eredità importante — ha dichiarato la Sindaca — che deve continuare a guidarci nei valori della libertà e della giustizia”.

Il Vicesindaco Antonio Ines ha evidenziato come l’iniziativa risponda a un bisogno profondo di comunità e di principi condivisi, favorendo così la coesione sociale e il senso di appartenenza tra i cittadini.

L’Assessora alla Cultura e ai Servizi Sociali, Sonia Quattrociocche, ha parlato della nascita della Sezione ANPI come “un’esigenza che nasce dal basso”, assicurando la collaborazione dell’Amministrazione comunale affinché diventi un punto di riferimento della città.

Il Vicepresidente provinciale ANPI, Giancarlo Loffarelli, ha messo in luce il grande valore della riscoperta della storia dei Monti Lepini e la necessità di coinvolgere i giovani in un percorso di consapevolezza civica.

Commovente l’intervento di Sandro Trani, figlio di un partigiano combattente, che ha portato la sua testimonianza personale.

Durante la parte formale dell’incontro è stato eletto il Comitato della nuova Sezione ANPI formato da Giulio Masocco (Presidente), Martina D’Atino, (Vicepresidente), Felice Antignani (Segretario), Pina Caradonna (Tesoriera) e Giuseppe Sciscione (Consigliere).

Emozionato, il neo presidente Giulio Masocco ha ringraziato i presenti per la fiducia e ha assicurato il proprio impegno per far crescere questa realtà, aperta a tutti coloro che "credono nei principi antifascisti e democratici".

Ha concluso i lavori Natalia Marino, direttrice di Patria Indipendente e componente del Comitato nazionale ANPI, rimarcando il valore della nascita della Sezione avvenuta proprio in un luogo delle Istituzioni, segno di un forte legame tra cittadinanza e Democrazia. Marino ha richiamato l’importanza di custodire la memoria storica con uno sguardo vigile sull’attualità — dai conflitti internazionali alla riforma della Giustizia, fino al ruolo dell’Europa — concludendo con un invito profondo a restare umani.

Il pomeriggio si è concluso in un clima di emozione e partecipazione, con un brindisi e un momento conviviale che hanno suggellato la nascita ufficiale dell'ANPI di Priverno.

Pubblicato in Attualità

 


 

In un momento di crescente tensione tra cittadini e gestore del servizio idrico, il Comitato Acqua Pubblica di Sezze lancia un appello ai residenti dei territori di Sezze, Suso e Sezze Stazione: dalla fattura di Acqualatina va detratta la voce “depurazione”.

Una presa di posizione decisa, che richiama la normativa regionale e il diritto dei cittadini a non pagare un servizio di depurazione non effettivamente erogato, soprattutto nelle aree ancora servite da fosse biologiche.


COME AGIRE: LE ISTRUZIONI DEL COMITATO

A) Utenti di Sezze e Suso

Chi riceve una fattura Acqualatina con la voce “DEPURAZIONE” dovrà:

  1. Sottrarre l’importo relativo alla depurazione dal totale imponibile.

  2. Aggiungere alla somma restante il 10% di IVA.

  3. Versare l’importo risultante sul conto corrente postale n. 36643443, utilizzando un bollettino in bianco.

Nella causale indicare:

“Fattura n. ___ detratta depurazione.”

Nota: gli utenti che possiedono una fossa biologica non devono fare nulla.


B) Utenti di Sezze Stazione

Per chi abita nella zona di Sezze Stazione valgono le stesse istruzioni, con un riferimento esplicito alla Legge Regionale n. 27 del 28/12/2006 e alla Delibera di Giunta Regionale n. 668 del 3/8/2007, che riconoscono il diritto alla detrazione.

Anche in questo caso:

  • si sottrae la voce depurazione,

  • si aggiunge il 10% di IVA,

  • e si versa il nuovo importo sul c/c 36643443 con la causale

    “Fattura n. ___ detratta depurazione.”


ESEMPIO PRATICO

Totale imponibile: €150
Voce depurazione: €40
Calcolo: 150 - 40 = 110 + 10% IVA = €121
Somma da pagare: €121


UN MESSAGGIO DI RESISTENZA CIVILE

Il portavoce del Comitato, Giovanni Paolo Di Capua, invita i cittadini a non avere timore:

“Non dovete avere paura. Uniamoci a coorte, siam pronti alla lotta!”

Il tono richiama la resistenza civile, ma l’obiettivo è concreto: difendere un diritto sancito dalle leggi e pretendere equità nella gestione dell’acqua, bene comune per eccellenza.

“Le galline hanno fatto le uova d’oro nel prato dove si vede il mare” – un modo simbolico per dire che, anche nei luoghi più semplici, può nascere un valore inestimabile: la consapevolezza dei propri diritti.


L’appello del Comitato Acqua Pubblica Sezze suona come un promemoria di cittadinanza attiva: ogni cittadino è chiamato a verificare, informarsi, e – se necessario – agire. La battaglia per l’acqua pubblica continua. 


 

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Come evidenziato dal dossier Azzardomafie 2025 redatto da Libera (curato da Toni Mira e Gianpiero Cioffredi) e basato su relazioni della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) , i numeri sul gioco d’azzardo nel Lazio e nella provincia di Latina fanno riflettere: miliardi di euro puntati in un solo anno, e una spesa pro capite che supera i tremila euro.

Dati che raccontano non solo un’abitudine, ma una vera e propria emergenza sociale, che non risparmia neppure i centri più piccoli come Sezze, dove il gioco d’azzardo ha piantato radici profonde e silenziose.
Non parliamo solo di slot machine o sale scommesse, ma di un fenomeno diffuso e normalizzato, che oggi entra nelle case attraverso uno smartphone, una pubblicità su un social network o un gratta e vinci.

Un fenomeno che non risparmia nessuno

Secondo i dati regionali, nel Lazio si giocano ogni anno miliardi di euro.

La provincia di Latina è tra le più colpite, e Sezze, come molti comuni del territorio, non fa eccezione. Qui il gioco non è più solo un passatempo: è diventato una presenza costante, una promessa di “colpo di fortuna” che, spesso, si trasforma in una trappola. Dietro ogni giocata ci sono storie di persone comuni — pensionati che sognano un aiuto alla fine del mese, giovani attratti dalla scommessa sportiva, madri o padri che tentano la sorte per “rimediare” a difficoltà economiche. Ma quando la speranza si trasforma in dipendenza, il confine tra sogno e rovina diventa sottilissimo.

Il gioco d’azzardo è un problema sociale, non solo individuale. Dietro ai numeri ci sono famiglie spezzate, conti correnti prosciugati, relazioni logorate dal silenzio e dalla vergogna. Spesso chi gioca non chiede aiuto finché la situazione non diventa insostenibile.

Il Ser.D. dell’ASL di Latina, accoglie ogni anno nuovi casi di “Disturbo da Gioco d’Azzardo” — una patologia riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale. La maggior parte delle persone arriva tardi, quando i debiti o i problemi relazionali sono già gravi. Ma chi lavora in questo campo sa che la prima barriera è proprio la solitudine: la difficoltà di dire “ho bisogno di aiuto”.

Oltre i numeri: un problema culturale e sociale

L’azzardo si alimenta di fragilità economiche, di isolamento sociale e di mancanza di alternative. Quando il lavoro è precario e le prospettive scarse, la tentazione di “provare la fortuna” cresce. Ma ogni euro speso nel gioco è un euro sottratto alla famiglia, all’istruzione, alla cultura, alle passioni vere.

Contrastare il gioco d’azzardo significa, dunque, ricostruire legami sociali: offrire spazi di incontro, attività per i giovani, opportunità di crescita. Non basta dire “non giocare”: serve dare motivi per non farlo.

La risposta possibile: comunità, ascolto, prevenzione

Per cambiare direzione, Sezze potrebbe contare su una rete di forze vive: associazioni, scuole, parrocchie. Servirebbe coordinare queste energie, fare rete, per creare percorsi di ascolto e prevenzione, campagne mirate e sportelli di sostegno per le famiglie.

L’obiettivo non è demonizzare chi gioca, ma restituire consapevolezza e libertà. Perché il gioco, quando diventa dipendenza, ruba la cosa più preziosa: la possibilità di scegliere.

A oggi, nel Comune di Sezze non risulta adottato e se lo è non è ben visibile sul sito web un regolamento specifico per la prevenzione e il contrasto delle ludopatie o del gioco d’azzardo lecito. Un’assenza che si fa sentire in un territorio dove la spesa per il gioco cresce e le fragilità sociali si intrecciano con un’offerta sempre più capillare, anche online.

Molti comuni italiani — da Imola a Lissone, fino a piccoli centri del Nord e del Centro Italia — si sono già dotati di norme locali che limitano orari e distanze delle sale da gioco rispetto a scuole, oratori, impianti sportivi e centri di aggregazione.
Misure semplici ma efficaci, che aiutano a proteggere le fasce più vulnerabili, soprattutto giovani e anziani.

Sezze potrebbe seguire la stessa strada, adottando un regolamento comunale che:

  • definisca distanze minimedai luoghi sensibili per slot e sale scommesse;
  • stabilisca fasce orarie di chiusuraper gli apparecchi da gioco;
  • introduca obblighi informativiper gli esercenti sui rischi del gioco patologico;
  • e preveda incentivi per i locali “slot-free”, che scelgono di rinunciare alle macchinette.

Un atto politico e sociale che andrebbe oltre la norma: un segnale di attenzione verso la salute, la dignità e il futuro della comunità setina.

Un impegno di tutti

Il fenomeno del gioco d’azzardo a Sezze è un termometro di un disagio più profondo, che riguarda l’intero tessuto sociale: riconoscerlo è il primo passo per cambiare.

Per questo, oggi più che mai, serve una comunità che non giri lo sguardo altrove. Servono istituzioni che ascoltino, scuole che educano, famiglie che si stringono, e luoghi dove la speranza non si giochi su un display luminoso, ma si costruisca insieme, giorno dopo giorno.

È da qui che può partire una nuova sfida di civiltà: restituire alla parola “gioco” il suo vero significato — quello di stare insieme, di sorridere, di vivere.

Il gioco d’azzardo non è solo una perdita di denaro, ma spesso una perdita di sé. Ritrovare il senso del limite, dell’incontro e della comunità è la vera vittoria che Sezze può conquistare.
Come scriveva Don Luigi Ciotti,

“La libertà non è fare quello che si vuole, ma scegliere ciò che è giusto.”

 

 

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