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Prosegue e si amplia la collaborazione avviata nel 2023 tra l’Inner Wheel Club di Latina e l’artista Silvio Sangiorgi. Dopo il successo della mostra-conferenza “In compagnia di Arlecchina”, organizzata dall’allora presidente Giovanna Castellitto e curata dalla critica d’arte Azzurra Piattella, prende ora vita un nuovo progetto espositivo dedicato al mondo femminile nello spettacolo e nell’intrattenimento.

La nuova esposizione, “In compagnia della donna: bellezza, stile, spiritualità”, organizzata dalla neoeletta presidente dell’Inner Wheel Club di Latina Gabriella Nava, curata dalla direttrice del Museo Cambellotti Antonia Lo Rillo e patrocinata dal Comune di Latina, propone un viaggio affascinante nell’Arte del Ritratto.

In mostra mime, pantomime, giullaresse, saltimbanche, attrici della Commedia, guitte e clownesse: figure femminili che, attraverso l’espressività del corpo e della voce, hanno contribuito a rivoluzionare costumi sociali e culturali, affermando la propria identità senza restrizioni né discriminazioni.

L’inaugurazione e il dono dell’artista

L’inaugurazione si terrà domenica 23 dalle ore 11:00, alla presenza del maestro Silvio Sangiorgi, che per l’occasione donerà un’opera realizzata per l’Inner Wheel Club di Latina, Distretto 208 Italia.

Eventi collaterali

Il programma culturale che accompagna la mostra è particolarmente ricco:

  • Domenica 23 novembre, ore 12:00
    “La donna nel teatro da Antigone a Nora Helmer”, conferenza del professore e scrittore Giancarlo Loffarelli.

  • Mercoledì 26, ore 11:00
    Sfilata delle creazioni di moda realizzate dalle alunne dell’Istituto Vittorio Veneto Salvemini di Latina.

  • Venerdì 28, ore 11:00
    “Magnifiche e terribili: la misoginia nel corso dei secoli”, incontro con la storica Maria Luisa Nava.

  • Domenica 30, ore 11:00
    “Donne in pista: ammirazione artistica, poesia e scandalo”, a partire dai libri “La rivoluzione in pista” di Maria Vittoria Vittori (Iacobelli editore) e “Silvio Sangiorgi: libro d’arte e di poesia” (Amolà & MnM Print Edizioni).

  • Domenica 30, ore 16:15
    “Vultus Mariae per artem” di Francesco Vita.

Visitare la mostra

L’esposizione sarà visitabile gratuitamente durante gli orari di apertura del Museo Cambellotti.

Pubblicato in Eventi Culturali

 

 

Da diversi anni Sezze porta con orgoglio il titolo di “Città per la Vita”, aderendo alla campagna internazionale promossa dalla Comunità di Sant’Egidio per l’abolizione della pena di morte nel mondo. Un impegno che non si è limitato a mere dichiarazioni di principio, ma che si è tradotto in azioni concrete, soprattutto nel sostegno a chi si trova a vivere la realtà più estrema del sistema giudiziario: il braccio della morte.

Tra le storie che hanno segnato il cammino della comunità setina c’è quella di Ruben Gutierrez, detenuto nel braccio della morte negli Stati Uniti, al cui fianco i volontari hanno scelto di schierarsi per affermare la sua innocenza. Negli ultimi mesi non è stato possibile mantenere un contatto diretto con lui, ma si sa che la sua esecuzione è stata sospesa, seppur senza che sia riuscito a ottenere la piena dimostrazione della propria estraneità ai fatti. Il suo caso, come molti altri, ha alimentato la riflessione sulla fragilità di un sistema che può mettere in gioco la vita di una persona senza certezze assolute.

In questi anni, non solo condannati ma anche parenti delle vittime hanno portato testimonianze preziose contro una pratica definita da molti disumana, troppo spesso percepita come sinonimo di giustizia. Racconti che aiutano a comprendere quanto la pena capitale non sia soltanto un provvedimento estremo, ma una ferita sociale che non offre reali risposte né alle comunità né ai familiari delle vittime.

Oggi, in un periodo storico segnato dal riemergere di nuove forme di violenza, la tentazione di invocare pene esemplari e radicali è forte. Proprio per questo la comunità di Sezze ribadisce con fermezza il proprio sostegno alla giustizia riparativa, convinta che la pena di morte non rappresenti un deterrente efficace. “Non crediamo in un governo che punisce con lo stesso crimine che condanna” affermano i volontari, ricordando come il confronto con la realtà carceraria abbia dischiuso nuove prospettive e avvicinato tante altre associazioni impegnate nel rendere l’esperienza detentiva più umana, nel garantire giustizia anche per i reati più gravi e nel promuovere il volontariato nel rispetto della dignità di ogni persona.

Oggi la comunità presenta una realtà attiva sul territorio, che porta avanti un percorso di giustizia ispirato alle parole del Vangelo di Matteo: “Ero carcerato e siete venuti a trovarmi”. Un richiamo profondo che non riguarda solo la fede, ma una visione dell’uomo e della società che rimette al centro la capacità di ascolto, di incontro e di trasformazione.

Il dibattito sulla pena di morte e sulla giustizia rimane di stringente attualità, non solo nella nostra società ma in tutto il mondo. Di questo e altro si parlerà venerdì 28 novembre alle ore 17.30 presso il Centro sociale Calabresi, in un incontro dal titolo "Testimonianze sull'organizzazione del volontariato nella giustizia". L’invito a partecipare  è rivolto a tutti, per aprire un confronto che continui a nutrire la speranza di un futuro in cui la vita e la dignità di ogni essere umano siano sempre tutelate.

 

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