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Sabato, 22 Novembre 2025 17:24

Io non salto

 

L’osceno balletto da novelli giullari sulle note dell’anacronistico motivetto “Chi non salta comunista è”, che ha visto protagonista Giorgia Meloni e alcuni esponenti delle tre destre al governo, è la rappresentazione plastica del degrado della politica italiana, ormai ridotta a rumorosa scena d’avanspettacolo e ad un teatrino da guitti.
 
Evocare la compostezza dei vecchi leader politici è superfluo di fronte ad un quadro simile, se non fosse che la farsa di cui si sono resi protagonisti coinvolge le istituzioni, pertanto smette di essere divertente e diventa desolante.
 
Il saltellare ritmato finisce per sostituire la dialettica democratica con la coreografia da stadio e la dignità e la decenza, il decoro e il rispetto delle istituzioni vengono sepolti da lazzi, smorfie, sberleffi e canzoncine. 
 
Un Paese importante come l’Italia meriterebbe una classe dirigente di ben altra caratura e credibilità. Quell’esibizione ridicola è però non soltanto una messa in scena che ha i caratteri dell’assurda pagliacciata, ma è anche una plateale dimostrazione di arroganza, è l’esibizione di un potere che si permette di deridere tutto e tutti.
 
Antonio Tajani, vicepremier e Ministro degli Esteri, nel suo vestito grigio da impiegato che saltella con la grazia del Ragionier Filini, Giorgia Meloni che ride sguaiata e salta, indicandolo con il dito e il resto dell’allegro corpo di ballo che sul palco di Napoli non poteva non seguire, con passo ruffiano, il gesto della Presidente del Consiglio, hanno dimostrato di non possedere il senso della misura e del decoro. Soprattutto Giorgia Meloni, in ragione del ruolo ricoperto, avrebbe dovuto avere consapevolezza di dover rappresentare le sensibilità di tutti i cittadini e, anche in campagna elettorale, per quanto dura ed aggressiva, le sue parole e i suoi gesti non dovrebbero mai degenerare nello sberleffo.
 
Invero si è trattato di un teatrino a cui le destre sovraniste di ogni latitudine dell’orbe terraqueo ci hanno abituati, a cominciare dallo sceriffo di Washington, considerato il grande ispiratore e il fulgido esempio da seguire non solo politicamente ma anche per la gestualità e il lessico. Tuttavia va detto che anche per imitare serve mestiere, carisma e talento e l’emulazione è sempre una pessima scelta perché contribuisce a far sprofondare il livello già infimo dello spettacolo offerto.
 
Napoli, il Sud e l’Italia intera non hanno bisogno di mediocri compagnie di cabaret, ma di una politica che sappia coniugare responsabilità e impegno.
 
Comunque guardando i rappresentanti delle nostre istituzioni che piroettavano allegri, delle domande sorgono spontanee.
 
Di grazia contro cosa saltavano?
 
Saltavano contro una storia, incarnata da milioni di persone, che ha fatto dell’Italia un Paese più libero, più giusto, più istruito?
 
Saltavano contro Antonio Gramsci, il “cervello” che il fascismo, di cui tanti esponenti di questo governo si dichiarano eredi e ammiratori, voleva “impedire di funzionare” e perciò ha incarcerato e fatto morire in una squallida cella?
 
Saltavano contro chi ha scritto pagine fondamentali sulla politica che deve emancipare gli ultimi, mentre chi salta fatica a comporre un tweet in italiano coerente?
 
Saltavano contro le donne e gli uomini delle brigate partigiane, cattolici, socialisti, liberali, azionisti, ebrei, che in montagna hanno combattuto il nazifascismo pagando con la propria vita?
 
Saltavano contro la Resistenza plurale che ha permesso loro di fare i guitti in libertà?
 
Saltavano contro chi ha costruito la Repubblica, come Nilde Iotti, già Presidente della Camera, e Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente e staffetta partigiana?
 
Saltavano contro chi ha difeso gli operai, insegnato a leggere ai contadini e si è battuto per conquistare quei diritti di cui tutti noi oggi godiamo?
 
Saltavano contro uno dei pilastri su cui si fonda la democrazia italiana?
 
Evidentemente bisogna spiegare a chi non conosce la storia che il comunismo italiano è stata ben altra cosa rispetto al comunismo sovietico e precisamente un laboratorio di pensiero sociale, un presidio democratico e un’esperienza che merita ben altra serietà critica.
 
Saltavano conto la memoria di Pio La Torre e Peppino Impastato, trucidati dalla mafia?
 
Saltavano contro Enrico Berlinguer, un uomo e un politico di una statura morale non paragonabile a quella dei nani che calcano l’attuale scena politica, senza un’ombra nella vita pubblica o privata?
 
Che saltino pure. Quando si saranno stancati e sarà passata loro l’euforia da comizianti, c’è da sperare che si fermino a considerare che se fosse stato per i loro mentori invece che ballare al ritmo di “Chi non salta comunista è”, oggi avrebbero dovuto marciare in camicia nera cantando “Faccetta nera”, magari in tedesco e inneggiare ad Adolf Hitler.
 
È bene precisare che queste amare considerazioni appartengono ad una persona di un’altra formazione, ad un cattolico democratico e antifascista, convinto però che occorre avere la dignità e il senso della storia per non confondere la politica con il teatrino, la memoria con il qualunquismo, il rispetto del pluralismo delle idee con l’arroganza e la prepotenza, il servizio alla comunità con il potere.
Pubblicato in Riflessioni

 

Toni duri da parte della lista civica Bassiano Futura, che in un comunicato diffuso ai cittadini critica aspramente le decisioni assunte dalla Giunta comunale nel corso del Consiglio del 13 novembre. Al centro della polemica c’è la presunta rinuncia a un finanziamento statale di 720 mila euro destinato alla realizzazione dell’asilo nido comunale, intervento per il quale – secondo il gruppo – era già stato ricevuto un anticipo di 72 mila euro.

Secondo Bassiano Futura, tale scelta rappresenterebbe una “resa incondizionata dell’amministrazione” non solo sul progetto dell’asilo nido, ma anche sul fronte delle opere pubbliche e della gestione dei rapporti con Acqualatina. Nel comunicato, la decisione viene definita “politicamente e amministrativamente ingiustificabile”, con un impatto negativo sulle giovani famiglie del territorio.

I fondi ministeriali per gli asili nido

La lista chiede inoltre chiarimenti sull’utilizzo delle risorse erogate dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, destinate all’incremento dei posti negli asili nido. Nel documento vengono ricordati due contributi:

  • 15.336,40 euro, erogati il 27 maggio 2024 (Capitolo 1365)

  • 15.336,25 euro, erogati il 3 luglio 2025 (Capitolo 1446)

Secondo Bassiano Futura, tali somme non avrebbero prodotto benefici diretti per le famiglie del paese che sono costrette a rivolgersi a strutture di altri comuni.

Il gruppo civico contesta anche le modalità operative della Giunta, accusandola di adottare un “metodo chiuso, autoreferenziale e poco trasparente” e di prendere decisioni “a porte chiuse e fuori Bassiano”.
Una gestione che, secondo i firmatari, non sarebbe in linea con la tutela dell’interesse pubblico né con la salvaguardia della comunità.

La lista Bassiano Futura quindi richiama la necessità di un’amministrazione capace di agire con “trasparenza, rispetto del sociale e difesa del territorio”. La lista denuncia inoltre una presunta “visione miope del futuro” da parte dell’esecutivo e invita i cittadini a riflettere: “Così si mette in discussione la credibilità stessa del nome di Bassiano”.

Pubblicato in Politica

  

Il Comune di Sezze ha pubblicato questa mattina, nella sezione “Bandi di concorso” del suo sito istituzionale, quattro bandi che riguardano l’assunzione di nove figure professionali a tempo indeterminato nell’area degli istruttori.

Le categorie messe a concorso sono:

-3 posti per agente di polizia locale

-1 posto per istruttore amministrativo

-2 posti per istruttore contabile

-3 posti per istruttore tecnico

Questa iniziativa riflette la volontà dell’amministrazione comunale di rafforzare diversi settori: la sicurezza urbana (polizia locale), l’amministrazione interna, la contabilità e la progettazione tecnica/territoriale.

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro il 22 dicembre. Per candidarsi, è necessario seguire le modalità dettagliate nei bandi ufficiali, disponibili sul sito del Comune di Sezze nella sezione “Amministrazione Trasparente – Bandi di concorso”

Nel sito del Comune si trovano tutte le informazioni sui requisiti richiesti, le prove previste e le modalità di compilazione della domanda.

(comune.sezze.lt.it)

 

Pubblicato in Attualità