Assemblea Acqualatina di nuovo deserta. Lucidi: danni irreparabili
Nuovo rinvio per l'assemblea dei soci di Acqualatina; anche oggi - 1 dicembre - come accade ormai dai primi di settembre, la situazione si ripete senza alcun passo avanti nella gestione della società che eroga il servizio idrico. Questa situazione di stallo, di fatto, impedisce ai soci di procedere con qualsiasi decisione strategica o operativa, proprio in un momento in cui la continuità aziendale amministrativa e la continuità del servizio idrico richiede interventi urgenti. A commentare quanto accaduto è il Sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, che esprime forte preoccupazione per le conseguenze del ripetersi dei rinvii.
«Il nuovo rinvio dell'assemblea di Acqualatina è un fatto grave, che si ripete, e che impedisce ancora una volta qualsiasi forma di decisione sulla gestione della società. Da parte nostra ribadiamo piena disponibilità a un confronto costruttivo, anche al di fuori delle assemblee previste dal codice civile. L’obiettivo è uno soltanto: salvaguardare la società e garantire la continuità di un servizio essenziale per i cittadini. Un eventuale fallimento avrebbe conseguenze pesantissime, a partire dall’impossibilità di assicurare persino la manutenzione ordinaria. Non possiamo però continuare con questo immobilismo. Rinviare all’infinito equivale a generare danni irreparabili: si blocca ogni decisione, non si ragiona su come affrontare il problema, mentre aumenta il rischio di default e – nel frattempo – i cittadini continuano a subire disservizi. Noi ci siamo, oggi come sempre. Siamo pronti a lavorare, a confrontarci, a trovare soluzioni. Ma ciò che sta accadendo ha ormai assunto i contorni del paradosso: a fronte di un rischio di default, non si riesce neanche ad aprire un’assemblea. Per questo chiediamo che venga finalmente ristabilito un percorso di responsabilità e di decisioni nell’interesse esclusivo delle comunità che serviamo».
Acqua pubblica, il Coordinamento PSI Sud-Pontino: “Si rispetti la volontà del Referendum del 2011”
Latina, 1 dicembre 2025 — Tornano le tensioni sulla gestione del servizio idrico nel Sud Pontino. Il Coordinamento PSI Sud-Pontino esprime stupore per le recenti accuse rivolte da alcuni Sindaci alla Conferenza dei Sindaci, definita “inetta” e “inadempiente”. Le critiche riguarderebbero la mancata adesione all’aumento tariffario richiesto dal gestore privato Acqualatina o alla ricapitalizzazione da 30 milioni di euro, un onere ritenuto insostenibile per i bilanci comunali.
Secondo il Coordinamento, a essere davvero inadempiente sarebbe invece la stessa Acqualatina: aumenti tariffari senza miglioramenti del servizio, dispersioni idriche salite dal 46% nel 2002 al 70% nel 2024, ritardi sui dissalatori, costi energetici crescenti e il mancato raggiungimento degli obiettivi legati al mutuo da 115 milioni destinato all’ammodernamento della rete.
Nonostante ciò, per il periodo 2024–2029 la società richiede un nuovo aumento del 9,5%, giustificato con investimenti già previsti nel Piano 2022–2023. Il dubbio sollevato è semplice: sono stati davvero realizzati?
Il Coordinamento segnala inoltre incongruenze nei bilanci: investimenti dichiarati che “lievitano” di oltre 12 milioni e debiti dei Comuni ATO4 mai chiariti, nonostante un costoso progetto di recupero delle dispersioni.
Richiamando la normativa che prevede la trasformazione delle gestioni miste in aziende pubbliche, il PSI Sud-Pontino chiede alla Conferenza dei Sindaci di intervenire con decisione: verificare gli investimenti, applicare le penali, accertare i mutui e denunciare le inefficienze del gestore.
“È tempo di rispettare la volontà espressa dai cittadini nel Referendum del 2011: l’acqua è un bene comune e deve tornare pubblica”, conclude la nota.
Lettera aperta al Sindaco: Il Comitato Acqua Pubblica Sezze sollecita azioni concrete per risolvere le problematiche della gestione idrica
Il Comitato per l'Acqua Pubblica di Sezze torna a far sentire la propria voce con una lettera aperta indirizzata al Sindaco Dr. Lidano Lucidi, all'Amministrazione Comunale e ai Consiglieri Comunali. Il documento, redatto da Giovanni Paolo Di Capua, Portavoce del Comitato Acqua Pubblica di Sezze, porta alla luce le gravi problematiche legate alla gestione dei reflui urbani e alla distribuzione dell'acqua potabile in città. Il comitato sollecita un'azione rapida ed efficace per risolvere questioni che da anni affliggono i cittadini setini.
Il caso del depuratore e le carenze idriche
In un incontro del 7 novembre 2023, il Comitato e il Sindaco di Sezze avevano discusso di un'azione congiunta per affrontare la situazione critica del depuratore comunale e la gestione idrica sul territorio. Un problema annoso che riguarda tanto il centro storico quanto la zona dello Scalo. Il depuratore unico, infatti, serve solo un terzo degli utenti allacciati alla rete fognaria, mentre il collettore unico non è ancora completato, lasciando irrisolte domande fondamentali come il trattamento dei reflui e l'approvvigionamento idrico.
In particolare, il Comitato ha sollevato preoccupazioni sulla gestione da parte di Acqualatina, la società partecipata che gestisce il servizio idrico integrato. Le critiche riguardano la mancanza di personale qualificato, le problematiche di distribuzione dell'acqua nelle zone alte del paese e, soprattutto, le frequenti interruzioni dell'erogazione e la bassa qualità dell'acqua. La gestione del depuratore da parte di Acqualatina è ritenuta insufficiente e la mancata esecuzione delle sanzioni da parte dei soci pubblici, tra cui il Comune di Sezze, mina la credibilità della società.
La situazione economica e sanitaria
Il Comitato denuncia anche le gravi carenze idriche che da almeno quattro anni affliggono Sezze, con lunghi periodi di acqua non potabile. In risposta a questa emergenza, Acqualatina ha recentemente attivato una ricerca per individuare nuove fonti idriche, ma per il Comitato questo non basta a risolvere il problema. La distribuzione dell'acqua è infatti legata alla capacità del depuratore di trattare i reflui, ma anche alla mancanza di un controllo serio da parte dell'Amministrazione Comunale.
Le richieste del Comitato
Il Comitato per l'Acqua Pubblica di Sezze chiede chiarimenti sulle azioni concrete che l'Amministrazione intende intraprendere per tutelare la salute dei cittadini e risolvere le problematiche economiche derivanti da una gestione inefficace del servizio. Si sollecita, inoltre, l'adozione di iniziativa per garantire lo sviluppo turistico del territorio, minato dalla cattiva gestione delle risorse idriche. In caso di ulteriori ritardi o incertezze da parte del Sindaco e dell'Amministrazione Comunale, il Comitato chiede l'intervento delle forze di opposizione in Consiglio Comunale.
Un futuro pubblico per l'acqua
Nel secondo intervento, sempre firmato dal Comitato, si pone l'accento sulla proposta di rendere interamente pubblica la gestione del servizio idrico. Sezze, come altri comuni della provincia, si trova in una situazione difficile a causa dell'alta percentuale di perdite nella rete (oltre il 70%), che Acqualatina non ha mai risolto. Il Comitato propone di investire nelle risorse per acquistare la quota del socio privato di Acqualatina, portando la società a una gestione interamente pubblica. In questo modo, i fondi pubblici, tra cui quelli del PNRR, potrebbero essere utilizzati per un rifacimento della rete idrica, evitando gli aumenti tariffari che gravano sugli utenti.
L'appello del Comitato è chiaro: è ora di agire per garantire il diritto a un'acqua pubblica, pulita e disponibile per tutti i cittadini di Sezze.
“Casa della Salute: basta annunci, servono fatti. La verità sul mancato potenziamento dei servizi sanitari a Sezze”
Negli ultimi mesi è tornato al centro del dibattito pubblico il tema del futuro della Casa della Salute di Sezze , accompagnato da dichiarazioni che parlano di presunti “potenziamenti” e nuovi servizi sanitari. Di fronte a questa narrazione che rischia di generare confusione nei cittadini, l'area Schlein del Pd di Sezze ritiene doveroso fare chiarezza, calma con calma ma con assoluta fermezza, sui fatti reali.
Ecco la nota:
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Affrontiamo i punti in modo chiaro e netto:
- Il PAT, ex Pronto Soccorso, riaprirà dalle 20 alle 8? No.
- Avremo una maggiorazione dei servizi sanitari? NO.
- Sarà riaperto un reparto (chirurgia, medicina , geriatria, ecc) ? No.
- Il medico a supporto dell'unità di degenza infermieristica potrà visitare i pazienti del PAT? Potrà curarli? No.
- Avremo un potenziamento della rete dell'emergenza? No
- Che fine ha fatto la promessa Fondazione che doveva rilanciare i servizi sanitari?
Anziché parlare di allarmismo di voci nel merito di questi punti e si facciano obiezioni precise. Come si fa ad affermare che c'è un potenziamento dell'offerta sanitaria a Sezze? Quali sarebbero questi nuovi servizi?
Forse perché sono stati spesi fondi del PNRR per aumentare un reparto di degenza infermieristica, portandolo da 16 a 20 posti letto e si sono ristrutturati anche locali e spazi inaugurati appena pochi anni fa? Ma di cosa stiamo parlando?
Infine vogliamo ricordare che la chiusura di Medicina e Geriatria, il Day Hospital, il Day Surgery chirurgico con le nuove sale operatorie per i piccoli interventi, fu decisa grazie al DECRETO 80 DEL 30 SETTEMBRE 2010 firmato da Renata Polverini alla guida di una giunta di destra!
Si tratta di quella stessa destra che tre anni fa ha promesso di risolvere le critiche alla sanità pubblica e invece ha fatto tutt'altro, destinando e regalando milioni e milioni di euro con posti letto e servizi alla sanità privata laziale!!! Mentre non si trovano neanche le...briciole per riaprire e potenziare i PAT dalle 20 alle 8.00! Questa drammaticamente è la realtà della nostra sanità con cui i cittadini, soprattutto più poveri, fanno i conti tutti i giorni, rinunciando addirittura a curarsi.
SETIAM attacca il Sindaco Lucidi: “Favole sui finanziamenti mentre la città è ostaggio dei disservizi”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell'associazione politica SETIAM, che torna a criticare duramente l'amministrazione comunale guidata dal sindaco di Sezze Lidano Lucidi , accusandola di alimentare “la fiaba dei finanziamenti intercettati” mentre la città vivrebbe una lunga serie di disfunzioni e disagi.
Ecco la nota
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Il Sindaco Lucidi e la sua giunta riciclano la favola dei finanziamenti intercettati che dovrebbero cambiare la città. La fiaba estiva raccontava di 17 milioni. La novella natalizia parla di 6 milioni. Intanto Lucidi e l'intera amministrazione tengono in ostaggio l'intera città.
Da una settimana la scuola più grande è chiusa per una caldaia malfunzionante con gravi disagi per alunni e genitori e ritardi nella programmazione didattica. Per una inutile modifica del software sono state bloccate le cartelle della tari con i cittadini costretti a richiederle autonomamente. Le tumulazioni al cimitero sono ancora una via crucis per la maggioranza dei cittadini e comportano un pesante aggravio di spese. Il centro antiviolenza è chiuso con gravi conseguenze emozionali e logistiche per le donne vittime di abusi fisici e psichici. Per ottenere la carta d'identità ci vogliono 83 giorni con i cittadini costretti a rivolgersi ai comuni limitrofi. I rifiuti invadono centro e periferia con nascenti problematiche igienico sanitarie. Ogni giorno alle uscite delle scuole il traffico è in tilt, le vie di ingresso della città sono perennemente ostruite. Del Centro per le Famiglie si sono perse le tracce con pesanti disagi per le utenze fragili. La percezione della sicurezza è ai minimi termini. I lavori al mercato fermi da mesi con gravi danni per gli ambulanti e disservizi per i cittadini che settimanalmente vedono anche ridursi il numero dei venditori. Il teatro Costa è inagibile e le compagnie teatrali setine devono emigrare fuori comune. Il Pat chiude alle 20 lasciando l'intera città senza un minimo presidio medico.
"Attendiamo che le favole dei finanziamenti scaccino gli incubi dei disservizi".
Milioni di euro non bastano... a Sezze manca ancora una visione
Negli ultimi anni Sezze ha visto arrivare – o promettere – milioni di euro in finanziamenti pubblici. Una pioggia di fondi che, sulla carta, dovrebbe rappresentare l’occasione per rilanciare davvero il territorio, migliorare i servizi, chiudere capitoli problematici del passato e aprire finalmente una stagione di sviluppo strutturale. Ma i soldi, da soli, non risolvono nulla. E la storia di Sezze lo dimostra fin troppo bene.
Perché intercettare finanziamenti è solo il primo passo: trasformarli in opere utili, calibrate sulle esigenze della comunità e sostenibili nel tempo è l’unica misura che conta. E su questo fronte, purtroppo, Sezze continua a inciampare.
Il caso dell’anfiteatro: un simbolo di ciò che non deve più accadere
L’anfiteatro è l’esempio più evidente. Un’opera costosa, arrivata con grandi promesse. Un simbolo di ciò che accade quando un progetto non nasce da un bisogno reale, ma dall’urgenza di utilizzare risorse disponibili per non perderle.
Lo stesso copione – per fortuna solo sfiorato – sembrava prospettarsi con l’impianto di compostaggio, un’altra struttura che rischiava di essere calata dall’alto senza un vero confronto con le necessità del territorio.
Il caso di Sezze Scalo: demolire un centro sociale per un nido che forse non serve
A Sezze Scalo la vicenda è ancora più delicata. Qui l’amministrazione propone di demolire l’unica struttura pubblica esistente, un centro sociale che negli anni è diventato un punto di riferimento indispensabile per la comunità locale.
Al suo posto dovrebbe sorgere un asilo nido. Ma sorge una domanda fondamentale: è davvero questa la priorità di Sezze Scalo?
Lo stesso sindaco, attraverso un recente sondaggio, ha evidenziato un calo della natalità e un aumento della popolazione anziana. Un dato che apre seri interrogativi sull’utilità immediata e sulla sostenibilità futura di un nido, soprattutto se realizzato sacrificando un servizio comunitario già funzionante e necessario.
Il problema non è il nido in sé, ma la mancanza di un’analisi seria dei bisogni reali, e la tentazione – ancora una volta – di inseguire fondi disponibili senza costruire una strategia coerente sul territorio.
Progetti senza radici nella comunità
È questo il nodo centrale: troppi progetti sembrano nati per inseguire bandi, non bisogni. Si prendono al volo opportunità finanziarie “a casaccio”, senza una visione, senza un piano a lungo termine, senza un progetto cucito sulla città.
Eppure il PNRR nasce con un obiettivo preciso: investire in modo mirato, affrontare problemi storici, riqualificare i territori secondo esigenze vere e non formali. Il fine non è “spendere soldi”, ma spendere bene.
I veri problemi che Sezze non affronta
Da anni Sezze convive con criticità che nessun finanziamento ha ancora risolto. Problemi semplici da elencare, ma complessi da ignorare:
- assenza cronica di parcheggi
- centro storico degradato e ancora aperto alle auto
- strade del centro con asfalto non compatibile col contesto storico
- piazze invase dalle macchine
- Sezze Scalo privo di strutture sportive, a differenza di territori vicini che ne hanno dotato persino le periferie
- gestione incerta dei servizi sanitari, mentre comuni come Priverno hanno scelto di investire in una Casa della Salute moderna e funzionale
- Discariche ovunque
Sono questi i nodi che un’amministrazione dovrebbe sciogliere per lasciare un segno. Temi strutturali, non interventi spot.
Una città che attende ancora una strategia
Arrivare ai finanziamenti non è un punto d’arrivo: è solo l’inizio. La vera differenza la fa la visione. Sezze, oggi, non sembra averne una. Setia Facrory cos’è non l’ha capito nessuno; eppure, c’è chi lo elogia come progetto. La città appare sospesa, incapace di decidere cosa vuole diventare, di valorizzare ciò che ha, di costruire infrastrutture dove servono davvero.
Il risultato? Fondi frammentati, opere incomplete, progetti non allineati tra loro e una comunità che vive ancora gli stessi problemi di sempre.
Le risorse pubbliche rappresentano un’occasione straordinaria, ma solo se accompagnate da una progettazione attenta e realistica. A Sezze serve una programmazione che parta dai bisogni dei cittadini, non dalle scadenze dei bandi.
Perché i milioni di euro possono anche arrivare.
Ma se non diventano opere utili, durature e pensate per il futuro del territorio, resteranno solo cifre su un foglio. E Sezze continuerà a mancare di ciò che oggi più le serve: una visione vera, concreta e condivisa.
