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Il Comune di Sezze ha emesso un'ordinanza che segna la fine di una presenza storica nel tessuto urbano cittadino, e cioè la rimozione del chiosco – edicola di via San Leonardo. L'ordinanza del 3 dicembre dispone infatti la decadenza definitiva del titolo abilitativo all'esercizio dell'attività e della concessione del suolo pubblico, con obbligo di demolizione delle strutture. Il chiosco, autorizzato inizialmente nel 2008, aveva ottenuto nel 2021 un rinnovo della concessione di occupazione del suolo pubblico fino al 2032. tuttavia, nel febbraio 2023, la società conduttrice aveva comunicato la cessazione dell'attività e da quel momento l'esercizio era rimasto chiuso al pubblico.

In realtà la vecchia edicola è molto più datata, probabilmente risaliva agli anni '80 del secolo scorso, quando la gestiva Gigiotto. L'ordinanza adesso ne impone la demolizione entro 90 giorni dalla notifica e il Comune in caso di inadempimento procederà d'ufficio.

Oltre all'aspetto amministrativo, la vicenda ha sicuramente un forte impatto sul piano emotivo e simbolico, perché quell'edicola rappresentava una parte della comunità che sta scomparendo definitivamente, una parte del paesaggio urbano setino che cambia e si modifica in maniera sempre più dinamica e veloce. Per molti anni l'edicola è stata un punto di riferimento storico, un luogo dove sostare e commentare le notizie che uscivano solo il giorno dopo e solo sui giornali cartacei. Lì si parlava di calcio, di politica locale, di governi e di ideologie, tutti temi che accendevano e scaldavano gli animi e che oggi, invece, non scaldano nemmeno una mosca. Sembra assurdo e inverosimile ma è così, come era vero che la prolungata attesa dell'informazione veniva ripagata da un approfondimento e da una forma che era sostanza, che certificava qualità e veridicità della notizia oggi impensabili. La sua rimozione, ora, inevitabile, segna la chiusura di un capitolo della memoria collettiva locale.

 

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Il Comune di Sezze ha firmato nei giorni scorsi un protocollo d'intesa con l'ANCDA – Associazione Nazionale Contro il Disagio e l'Alcolismo – per l'attivazione di un nuovo sportello di ascolto e supporto dedicato alle persone alle prese con dipendenze da alcol, droga o gioco d'azzardo, e rivolto anche alle loro famiglie.

“L'iniziativa nasce dal confronto umano e diretto con Emanuele Montanari, e dalla collaborazione con il dottor Vito Grazioli, professionista impegnato da anni nel recupero e nel sostegno a chi affronta situazioni di dipendenza”, ha dichiarato il sindaco Lidano Lucidi, sottolineando la necessità di un servizio che nel territorio mancava da tempo. Lo sportello sarà attivato presso il Centro Sociale “U.Calabresi”, concepito come luogo di incontro e riferimento per tutte le generazioni. Nei prossimi giorni saranno resi noti giorni e orari di apertura. L'amministrazione evidenzia come questo nuovo presidio rappresenti un passo significativo per sostenere persone e famiglie in difficoltà e per valorizzare le tante storie di riscatto che arricchiscono la comunità setina.

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Ah, la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità .
Quel momento dell'anno in cui, come mamma di un figlio con disabilità, mi sento dire frasi poetiche tipo:
“Sei un'eroina!”
“Non so come fai!”
“Che forza che hai!”

Peccato che nessuno, proprio nessuno dica:
"Serve qualcosa? Possiamo fare qualcosa di concreto?"
Eh, quello no. Dev'essere fuori moda.

La tutela... quella sconosciuta

Oggi dovremmo sentirci più tutelati.
Dovremmo, appunto.
Ma tra burocrazia, liste d'attesa più lunghe di una maratona, documenti che scadono sempre troppo presto e servizi che evaporano come la rugiada, la verità è una:
ci sentiamo tutelate quanto un ombrello rotto sotto il diluvio.

Gli esperti dell'empatia a tempo determinato

Il 3 dicembre spuntano ovunque gli esperti di empatia: politici, scuole, aziende, influencer.
Tutti pronti a condividere un post:
"Giornata internazionale! Inclusione! Diritti!"
E poi?
Poi, quando serve davvero un assistente, un supporto, una visita, un insegnante di sostegno…
Silenzio cosmico.
Deve esserci un bug nel sistema: gli hashtag funzionano, i servizi no.

Essere mamma in questo mondo

Lo dico con ironia, perché altrimenti dovrei urlare:
essere mamma di un figlio con disabilità significa fare la coordinatrice sanitaria, avvocato, psicologa, atleta di triathlon (tra corse, scadenze e combattimenti con gli uffici).
E tutto rigorosamente non retribuito , naturalmente.
Anzi, se va bene vieni premiata con un: “Signora abbia pazienza”.
Che ormai lo potrei mettere sul curriculum.

E allora eccola, la mia celebrazione

In questa giornata, mentre il mondo festeggia con slogan scintillanti, io celebro così:
continuo a lottare, ad amare, a incastrare tutto, a pretendere diritti che dovrebbero già esserci.
E cerco di riderci su, perché l'ironia è l'unica cosa che non mi hanno ancora tolto. "L'unica vera disabilità è quella di chi non ha un cuore". 

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