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Conosco Silvio Sangiorgi da sempre. Le nostre mamme storiche colleghe e amiche. Ho vissuto con Silvio molti momenti della mia infanzia e sono ricordi indelebili e resistenti al tempo. Ho sempre seguito con profonda ammirazione la sua crescita artistica, ne ho apprezzato sempre le scelte e lo stile, e ho cercato di vivere le stesse emozioni che provava nel farle. Parlare di un amico è sempre difficile, non vi è mai un vero distacco. Credo però che oggi, a parlare del Maestro Sangiorgi, siano le sue opere, le sue mostre in tutta Italia e all'estero, le sue poesie, i suoi libri ed il suo impegno costante e determinato. La cifra della sua opera sfugge se non si ha la consapevolezza che non esistono elementi distinti e separati. La poesia e la pittura in Sangiorgi, ad esempio, spesso si mescolano e dialogano in un intreccio artistico vivo e ricco di elementi sorprendenti, e solo in esso hanno senso e valore. Sangiorgi è un artista che sa parlare di sé e delle sue emozioni senza farne mistero. Da oltre venti anni suda le sue tele cercando di trasmettere ciò sente, compone le sue poesie vivendole profondamente. Sono onorato di far parte della cerchia dei suoi più cari amici.

 

Come e quando nasce l’amore per l’arte e per la poesia?
È nata prima la poesia, avevo 14 anni, ed è stato il primo mezzo con cui ho celebrato la vita e raccontato l'amore, il desiderio e la mancanza. All'età di ventidue anni ho iniziato a disegnare e, dopo un po’, a dipingere. Sentivo il bisogno di dare un volto alle parole delle mie poesie e allo stesso tempo raccontare storie attraverso immagini visibili.

Pittura e poesia in te, spesso, nascono dallo stesso seme. Sono linguaggi complementari o espressioni che possono essere indipendenti?
La poesia, il disegno e la pittura sono il modo con cui esprimo me stesso, ciò che è vivo e vissuto: a volte nascono prima le parole, altre volte prima i volti. Ci sono anche quadri e poesie che non si incontreranno mai.

Quanto conta la tecnica rispetto all’ispirazione artistica?
All’opera d'arte sono necessarie entrambe: l'ispirazione e l'idea hanno bisogno di mezzi per mostrarsi, e più li si domina, più queste si mostrano come le si sono immaginate. Bernini diceva: “L’arte sta in far sì che tutto sia finto ma paia vero”.

Quali sono i temi che ricorrono più spesso nelle tue opere?
Dal 2007 lavoro incessantemente ai temi dello spettacolo e dell'intrattenimento. Questo mio progetto, dal titolo “piazze, corti, piste, palcoscenici”, racconta questi mondi dalla fine dell'Impero Romano d'Occidente ai giorni nostri: mimi, giullari, saltimbanchi, maschere della Commedia, guitti, ciarlatani, artisti di strada, circensi, ballerine, cantanti e tantissimi altri ancora. Una moltitudine proteiforme e multicolore di uomini, donne e animali, compagni di vita e compari nel momento dell'azione.

Com'è cambiata la tua arte nel tempo?
È cambiata con me: viaggia sugli stessi binari della mia vita.

Secondo te è cambiato oggi il ruolo dell’arte e dell’artista?
Non lo so, io faccio quello che sento di dover fare a prescindere dai ruoli che sono stati degli Artisti del passato e dell'Arte di ogni tempo. Forse sta tutto nel sentirsi un artista, e io non mi ci sento; gli altri giudicheranno.

Cosa ti emoziona ancora dopo tanti anni di creazione?
Mi emoziona tutto quello che faccio, perché su tutto ho ancora molti dubbi.

Qual è stata la tua più grande soddisfazione?
Quella che deve ancora arrivare.

Quali consigli daresti a un artista che intende veramente vivere d’arte?
Beh, se è artista... forse non ha bisogno dei miei consigli. Ma se fosse un giovane disegnatore, pittore o scrittore, gli direi di starli a sentire tutti, poi di fare quello che ritiene giusto per sé.

 

Segui il Maestro Sangiorgi visitando il suo sito:

Silvio Sangiorgi – Dipinti Disegni Accessori

 

 

 

Pubblicato in In Evidenza

 

 

L’ennesimo episodio di violenza verificatosi presso la stazione ferroviaria di Sezze riaccende il dibattito sulla sicurezza nel territorio. Un giovane è stato aggredito e derubato, un fatto che – secondo Fratelli d’Italia Sezze – conferma un trend preoccupante già denunciato più volte dal partito negli ultimi anni.

Secondo il Direttivo di FdI, le ripetute richieste di intervento rivolte all’Amministrazione comunale non hanno prodotto risultati concreti. Nonostante le risposte «improntate all’ottimismo», spiegano dal partito, la situazione non solo non sarebbe migliorata, ma mostrerebbe segnali di un progressivo peggioramento.

«Quando episodi di aggressione, rapina e microcriminalità si ripetono con tale frequenza, soprattutto in un luogo sensibile come la stazione ferroviaria, è evidente che siamo di fronte a un problema che richiede un salto di qualità nell’azione amministrativa», afferma Fratelli d’Italia nel comunicato. «Non servono più promesse: servono decisioni immediate, coordinate e incisive».

FdI Sezze avanza quindi una serie di proposte che ritiene attuabili in tempi brevi e già sperimentate con successo in altri comuni italiani. Tra queste:

  • potenziamento della presenza della Polizia Locale in stazione e nelle fasce orarie più critiche;

  • accordi operativi con RFI e Trenitalia per migliorare vigilanza, illuminazione e controllo degli spazi;

  • installazione di un sistema di videosorveglianza moderno e dotato di lettori targa;

  • controlli straordinari delle Forze dell’Ordine, anche tramite pattuglie coordinate con il supporto della Prefettura di Latina;

  • riqualificazione urgente dell’area, per eliminare degrado e zone d’ombra.

«La sicurezza non è una questione di schieramento politico – sottolineano – ma un diritto fondamentale che ogni amministrazione ha il dovere di garantire».

Il Direttivo di Fratelli d’Italia ribadisce infine il proprio impegno a monitorare la situazione e a sollecitare interventi «certi e verificabili», auspicando che episodi come quello avvenuto nei giorni scorsi non diventino una triste normalità. «Sezze merita un presente e un futuro in cui i cittadini possano vivere, muoversi e lavorare in tranquillità».

Pubblicato in Politica

 

 

Riparte dal 9 al 20 febbraio la campagna di ricognizione archeologica nell’area urbana dell’antica Setia, realizzata nell’ambito del Protocollo di Intesa “Setia e il suo territorio” tra il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università “La Sapienza” di Roma e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. La direzione scientifica è affidata alla prof.ssa Laura Ebanista.

Grazie al supporto dell’amministrazione comunale, anche quest’anno parteciperanno studenti provenienti da diversi paesi, impegnati nella prosecuzione delle ricerche avviate nelle campagne 2024 e 2025.

Le attività previste comprendono sessioni di addestramento alla ricognizione sul campo, tecniche di documentazione e rilievo manuale e strumentale, rilievi fotogrammetrici da drone e approfondimenti metodologici sulle indagini attualmente in corso nell’area di Sezze.

Un appuntamento di rilievo scientifico che conferma il ruolo centrale di Sezze nella ricerca e nella valorizzazione del suo patrimonio archeologico.

Pubblicato in Storia e Tradizioni

 

 

l progetto di riqualificazione per l’ex  stazione di Sezze Romano (oggi punto di arresto semplificato, senza infrastrutture operative)  è stato ufficialmente presentato il 21 novembre 2022 da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), come parte di un piano che coinvolge molte stazioni in tutta Italia.

Secondo gli annunci, l’investimento complessivo previsto è di 12 milioni di euro.

I lavori ancora in corso riguardano tre macro-aree:

  1. il piazzale antistante la stazione,
  2. gli interni della stazione,
  3. gli spazi di accesso ai treni, cioè marciapiedi, pensiline, sottopassaggi e strutture funzionali di accesso.

Nonostante l’investimento e gli interventi annunciati, pendolari e residenti segnalano che la stazione — e soprattutto le aree esterne — continuano a essere soggette a degrado, incuria e abbandono. Fra le segnalazioni:

  • Spazi verdi e aiuole mai curate “non è stato fatto nulla per rendere l’area accogliente”: dopo i lavori di FS l’amministrazione non ha messo mano alla cura degli spazi verdi.
  • Problemi di sicurezza: vandalismi (rotture di vetri, auto danneggiate nel parcheggio), furti nelle auto in sosta, presenze sospette e bivacchi nelle ore serali.

Queste testimonianze suggeriscono un forte scarto fra le intenzioni del progetto di FS  e la condizione reale vissuta quotidianamente con assente interesse da parte dell’amministrazione.

Restare “bello sulla carta” non corrisponde a essere “accogliente nella realtà”.

Per trasformare davvero la stazione in un punto funzionale e rispettato del territorio serve — oltre agli interventi di restyling — una manutenzione continua, decoro urbano, cura del verde e presidio sociale. Solo così gli investimenti potranno avere un impatto reale sulla qualità della vita dei pendolari e dei cittadini. Questo gap mette in evidenza che un restyling — anche consistente — può diventare inefficace se non accompagnato da una gestione costante e partecipata da parte della nostra amministrazione.

Il nodo del parcheggio ferroviario di via degli Archi: annunci di sicurezza — ma finora poco fatto

Anche il parcheggio della stazione di Sezze Scalo (area via degli Archi, San Lidano) da tempo è sotto la lente dei cittadini: episodi di furti, danneggiamenti a auto in sosta e atti di vandalismo hanno creato un clima di insicurezza tra chi lascia lì la vettura ogni giorno. Molti preferiscono occupare spazi in divieto di sosta con evidenti restringimenti di carreggiata nel centro abitato dello Scalo piuttosto che parcheggiare nel luogo adibito, per paura di furti e danneggiamenti.

Non va dimenticato che nel settembre 2024, le commissioni comunali “Gestione delle Risorse” e “Lavori Pubblici”, rispettivamente presiedute dalla consigliera Federica Pecorilli e dal consigliere Pasquale Casalini, hanno annunciato una proposta ritenuta risolutiva: l’area — che conta circa 330 posti auto — sarebbe stata videosorvegliata, delimitata, con un servizio di guardiania dalle 6 del mattino alle 22, e con sorveglianza attiva anche di notte.

Era previsto che una ditta esterna avrebbe gestito il parcheggio: si doveva occupare non solo della sorveglianza, ma anche della manutenzione ordinaria e straordinaria del sito. Le tariffe, secondo l’annuncio, sarebbero state “irrisorie”, con agevolazioni per pendolari e studenti.

Tuttavia, nonostante le promesse e le dichiarazioni di una “soluzione definitiva”, nulla è realmente cambiato: l’annuncio è rimasto lettera morta. I problemi di vandalismi, furti e degrado nel parcheggio continuano a essere segnalati dai residenti, e il progetto sembra essersi arenato. La cronica mancanza di controlli e di un presidio stabile rende ancora oggi l’area un parcheggio considerato “a rischio”.

Gravissimo l’episodio avvenuto ieri, con l’aggressione ai danni di un giovane pendolare. Un fatto che non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima conferma di un problema più ampio che affligge l’intero scalo e non solo: pendolari e cittadini continuano a muoversi in un contesto di totale insicurezza. È un paradosso che un’infrastruttura fondamentale per gli spostamenti di studenti, lavoratori e famiglie resti priva di quel minimo di tutela e vivibilità che dovrebbe essere garantito a ogni cittadino.

Bisogna restituire dignità e sicurezza a un luogo che rappresenta la porta d’ingresso del territorio. Finché non ci saranno interventi concreti e costanti, i pendolari continueranno a convivere con paura e rassegnazione. Il rischio più grande, oggi, è proprio questo: accettare il degrado come se fosse inevitabile.

Pubblicato in Cronaca