La festa di tutte le culture promossa dalla Scuola della Pace di Sezze
Si è tenuta ieri la Festa della Pace organizzata come ogni anno dalla Scuola della Pace di Sezze. E' stata una festa dove i colori di tutte le culture hanno illuminato il centro sociale Ubaldo Calabresi di Sezze, una festa dove il gioco e il divertimento dei bimbi presenti ha riacceso speranza e amore nei nostri cuori addolorati per la guerra e per le guerre presenti in tutto il mondo.
"La Pace comincia da qui. Un percorso iniziato negli anni ' 90 - afferma Luisa Coluzzi - come supporto scolastico e accoglienza per bambini-e e famiglie venute da altri paesi e non solo, dove abbiamo sperimentato la ricchezza dell'incontro e dell'amicizia nella diversità di culture, mentalità e abitudini. Oggi molte persone sono diventate adulte e hanno preso strade diverse anche fuori da Sezze. Ma la scuola della Pace è ancora un "luogo liberato", dove si impara a stare insieme, a condividere amicizia e solidarietà. L' ha detto oggi un bambino mentre leggevano il nostro manifesto della Scuola della Pace. Lo vogliamo ripetere anche noi: Sezze è un paese di tante culture che possono con-vivere insieme con gioia e testimoniare la Pace in tempi così difficili, a cominciare dai diritti dei bambini e delle bambine di tutto il mondo! Vogliamo ringraziare la nostra Amministrazione Comunale e il Responsabile del Centro sociale - conclude l'organizzatrice dell'evento- per lo spazio messo a disposizione, Federica Cammarone e Pamela Sperduti per l' animazione, Luisa, Nadine e Andrea per la collaborazione, i genitori e i bambini che hanno partecipato alla festa nei giochi, nell' ascolto e nel messaggio con interesse e spontaneità.
La Pace comincia da qui, dove si lotta ogni giorno per costruire un mondo migliore tra la gente e si spera ancora che questo messaggio di unità dal cuore delle persone arrivi fino ai confini della Terra e sciolga il cuore dei potenti. Una sfida aperta per il prossimo anno, rivivere il paese come cittadini del mondo. Grazie!"
Mastelli tra cucina e camera da letto. La polemica dopo la consegna nel centro storico
Da pochi giorni gli addetti alla consegna dei mastelli per conto della SPL hanno recapitato i contenitori per la differenziata nelle abitazioni del centro storico di Sezze. Pur considerando fondamentale e irrinunciabile la differenziazione dei rifiuti urbani, la polemica è esplosa però sulla difficoltà di molti residenti del centro di non aver uno spazio sufficiente in casa dove poter sistemare i 7 mastelli consegnati. L’amministrazione comunale Lucidi e la SPL hanno usato infatti lo stesso identico criterio tra chi vive in campagna o in periferia e chi invece vive nel centro storico e quindi non ha spazi sufficienti. La decisione ha generato caos e malcontento, anche perché non si capisce bene lo scopo di questo nuovo servizio, perché si è già visto che chi non conferiva i rifiuti continua a non conferirli gettandoli per vicoli e piazze, sapendo che le mattina di buon ora (dalle 6) passa il furgoncino SPL a ritirare la monnezza ovunque. E poi chi paga la Tari continua a pagarla anche per chi continua a non pagarla: l'evasione negli ultimi anni ha sfiorato percentuali vergognose, come riferito nell'ultimo question time dai consiglieri comunali di opposizione.
Merita sicuramente menzione il post di Orazio Mercuri che sarcasticamente ha descritto quanto sta avvenendo in città.
“L’Amministrazione Comunale ha finalmente distribuito i nuovi mastelli per la raccolta differenziata. Non uno, non due… ma ben sette. Un arcobaleno plastificato che trasforma ogni casa in una succursale dell’ecocentro. E, vietato lamentarsi: l’ambiente prima di tutto! Ora, per carità, nessuno mette in dubbio l’importanza della raccolta differenziata. Ma ci sarebbe piaciuto capire anzitempo, avere qualche indicazione in più sul come in ogni casa si deve trovare spazio sette mastelli. Mi chiedo, qualcuno si è posto almeno per un momento il problema su come e dove vadano messi? Perché, cari amministratori, forse non ve ne siete accorti, ma non tutti vivono in una reggia”. Mercuri come altri residenti sottolineano lo spazio che ci vorrebbe per ospitare i 7 mastelli. “Il metodo fa venire l’orticaria. Nessuna differenziazione tra chi vive in campagna e chi nel centro storico, tra chi ha una villa e chi un monolocale. Tutti uguali… nel disagio. A questo punto ci aspettiamo che tra poco arrivi anche l’obbligo del compost domestico in salotto e della pesa pubblica dell’umido direttamente sul balcone. Noi cittadini - conclude Mercuri - ci organizziamo come possiamo: vetro sotto al letto, plastica in bagno, umido accanto al divano. E chi ha bambini piccoli… che dire? Li educhiamo al sacrificio: un mastello in camera non si nega a nessuno. Grazie, Amministrazione. Di cuore. Anche questa volta, siete riusciti a “differenziare” perfettamente… la realtà dalla fantasia”.
