Salario minimo, priorità dopo il Referendum
Gli stipendi degli italiani sono fermi. Negli ultimi 30 anni, dal 1991 al 2022, sono cresciuti solo dell’ 1% a fronte del 32,5% in media nell’area OCSE. Un dato che sancisce il fallimento della contrattazione collettiva ed è legato alla bassa produttività oltre che il pullulare di sindacati di comodo e contratti pirata. E' ora di una legge sulla rappresentanza. Il risultato è la continua caduta della quota dei SALARI sul pil (prodotto interno lordo) a fronte della crescita dei profitti che si attestano (40% contro 60% rispettivamente). Giudizio negativo anche sulle politiche di incentivazione, che non hanno portato alcun risultato sull’occupazione femminile: la percentuale di donne occupate resta bloccata al 40% a fronte del 60% degli uomini.
Il grosso macigno è l’INFLAZIONE, serve urgentemente il salario minimo. E’ stato un grande errore togliere il reddito di cittadinanza… certo andava corretto e migliorato nell’applicazione, come per esempio: utilizzare in lavori Socialmente utili i lavoratori in lista per aiutare i Comuni per il decoro la manutenzione e il recupero dei tributi e lavori amministrativi e non così come è oggi, con poche ore e solo con il salario della Naspi (come si faceva negli anni 80- 90 per l’utilizzo nei lavori socialmente utili dei cassaintegrati e la cassa integrazione in deroga). Esperienza questa, che garantiva personale agli Enti Locali e consentiva ai lavoratori di avere un salario più adeguato per combattere l’inflazione. Anche perché la questione salariale è stata perfino aggravata nell’ultimo triennio dall’incidere dell’inflazione- I salari reali sono addirittura calati rispetto al 2020, a fronte di incrementi sostanziali negli altri paesi.
Ecco perché potrebbe essere utile in questo contesto l’introduzione del SALARIO MINIMO legale. D’altra parte, non esistono ragioni né sul piano analitico né sul piano dell’evidenza pratica per escludere strumenti basati sull’imposizione di una soglia minima invalicabile. Si dice che sono sempre più lavoratori che pensano di lasciare il proprio lavoro : il 14,6% degli occupati tra i 18 e i 74 anni ( sono oltre 3,3 milioni di persone ha pensato di dimettersi , farebbe questa scelta solo se trovasse altre entrate economiche). Poi la poca formazione e la bassa produttività fa fatica a proteggere tutti i lavoratori che prevalentemente lavorano in piccole attività senza diritti o a conduzione familiare. Poi c’è un’altro elemento che minaccia e grava sul sistema produttivo italiano; la carenza di lavoratori, che si manifesta con la difficoltà dei datori di lavoro a coprire i posti vaganti. Anche perché l’andamento delle nascite implica che la forza lavoro in Italia invecchia rapidamente: se nel 2002 ogni 1.000 persone che avevano un’età compresa tra 19 e39 anni ce n’erano poco più di 900 aventi 40-64 anni, oggi questi ultimo sono 1.400 e i lavoratori più anziani sono quelli che operano nella pubblica amministrazione, dove si trovano ben 3,9 lavoratori anziani ogni lavoratore giovane e più di 191 mila giovani, ogni anno lasciano il nostro paese per andare all’estero.
Mole Muti anello debole di tutto il sistema. L'ira del sindaco per i disservizi idrici
Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi resta seriamente preoccupato e adirato per la grave crisi idrica che ancora una volta ha investito tutto il territorio di Sezze. Anche questa mattina ha chiamato nuovamente la società Acqualatina per denunciare l’ennesima mancanza di acqua in molte zone di Sezze. “E’ vergognoso – ci ha detto il sindaco – siamo stanchi di subire questo tipo di disservizio e disagio”. Proprio lunedì, per tale ragione, il dott. Lucidi si è recato dal Prefetto, per denunciare le difficoltà ed i disagi di molti quartieri e famiglie di Sezze. “Ho denunciato lo stato di disagio e di crisi idrica che da sabato pomeriggio scorso ha investito seriamente molti quartieri della nostra città, causando sostanzialmente un abbassamento del livello idrico sempre più importante. L’estate è appena iniziata e già siamo in piena crisi. Nonostante qualche intervento del gestore – ha proseguito il Sindaco – la situazione nel fine settimana non era migliorata, in quanto il malfunzionamento del sistema di pompaggio presso Mole Muti non riesce a garantire tutto il sistema e, quindi, ho deciso di recarmi dal Prefetto”.
Ed è proprio il bacino idrico di Mole Muti il termometro di tutto il sistema di Sezze. “Il problema – ricorda il sindaco - è strutturale ed investe soprattutto la condotta obsoleta di Mole Muti. La priorità sarebbe quella di evitare che Mole Muti diventi l’ago della bilancia di tutto il sistema, l’anello debole che manda in tilt tutto”. Infatti, se il serbatoio di Villa Petrara va sotto il metro e 60 cm. , tutto collassa, a partire dalle zone più alte del centro e poi quelle della periferia. Il primo cittadino critica la gestione di Acqualatina, sottolineando l’assenza del Cda di parte pubblica “… ormai indifferente ad ogni tipo di richiesta ed intervento”. "Il Prefetto - chiude il sindaco - ha avviato una interlocuzione con i vertici di Acqualatina sulla base delle nostre richieste. Pretendiamo dal gestore interventi urgentissimi". Il sindaco, infine, chiede collaborazione ai cittadini, chiedendo di evitare di irrigare prati o piante nei momenti di maggiore difficoltà.
