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Nella data di ieri si è svolta l'assemblea degli iscritti al Movimento 5 Stelle di Sezze che sono intervenuti per discutere anche dell'assetto territoriale del nostro comune all'interno del gruppo territoriale più ampio, che comprende Monti Lepini e Ausoni,  con riferimento al Movimento 5 Stelle della provincia di Latina. "Il gruppo - si legge nella nota dei M5S-  ha deciso di aderire alle richieste del gruppo territoriale e di aumentare la collaborazione di concerto con gli organi provinciali e prospetta come obiettivo, anche in virtù delle modifiche statutarie decise domenica dal M5S nazionale, di diventare un gruppo territoriale autonomo solo per il comune di Sezze. Tutti gli iscritti si sono detti soddisfatti, in virtù della riorganizzazione del Presidente Giuseppe Conte dei territori, poiché finalmente non dovrebbero crearsi più situazioni di ambiguità, con altre persone che magari dicono di essere iscritti al Movimento 5 Stelle, ma non lo sono (come avvenuto in passato). Il nuovo assetto territoriale infatti prevede la possibilità di partecipare alle riunioni solamente agli iscritti al Movimento 5 Stelle sul portale nazionale e che abbiano aderito al GT di riferimento".

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Si è tenuta nei giorni scorsi la seduta della Commissione gestione risorse e programmazione del comune di Sezze, presieduta dall'Avvocato Federica Pecorilli, durante la quale è stato presentato un piano strategico contro gli evasori totali delle tasse comunali; tutti quei cittadini, quindi, praticamente sconosciuti agli uffici comunali ma che continuano a usufruire dei servizi comunali a spese della collettività.

Azione mirata e avvisi di accertamento

Il piano prevede l'invio immediato di oltre 200 avvisi di accertamento frutto di un lavoro effettuato nei mesi scorsi. Il passo successivo prevede un controllo su tutto il territorio, a partire da due vie del centro storico, Via Pitti e Via Cordonata Petrarca. Qui si stanno effettuando verifiche incrociate sulle banche dati, con particolare attenzione alle incongruenze riscontrate riguardo la tassa rifiuti e i contratti di affitto, oltre che sulle utenze domestiche. Un lavoro molto impegnativo che richiederà un periodo medio lungo per essere portato a termina ma che sta per partire.

Strumenti di controllo e indagini approfondite

Le verifiche effettuate hanno già rivelato diverse anomalie, che richiederanno ulteriori approfondimenti. Una volta esaurito il controllo in queste prime zone, l'azione di monitoraggio si estenderà progressivamente ad altre strade, fino a coprire l'intero territorio comunale.

Invito alla regolarizzazione

"Esprimo soddisfazione - dichiara il presidente Pecorilli - per l’attività che si sta per intraprendere grazie alla sinergia dell’Ufficio Tributi, l’Ufficio Anagrafe, il SUAP, Polizia Locale e Ufficio Tecnico che metteranno in campo una serie di controlli incrociati tali da permettere di stanare gli evasori totali. “Pagare tutti per pagare meno”, da qui dobbiamo partire. L’idea alla base è semplice: se tutti pagassero le tasse in modo equo e corretto, allora il carico fiscale potrà essere distribuito tra un numero maggiore di contribuenti, riducendo la pressione su ciascuno. La lotta all’evasione non sarà un percorso a breve termine ma sono certa che siamo sulla strada giusta".

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C’è una forma di amore silenzioso, forte e profondo che spesso resta ai margini dei racconti ufficiali sulla disabilità. È quello dei fratelli e delle sorelle di persone con disabilità. Bambini, adolescenti e poi adulti che crescono accanto a una condizione che li segna profondamente, pur non essendo la loro.

Sono i cosiddetti sibling, termine inglese sempre più usato anche in Italia per dare un nome, finalmente, a chi per troppo tempo non ne ha avuto uno.

Dietro ogni famiglia con una persona con disabilità, c’è spesso un fratello o una sorella che osserva, impara, rinuncia, si adatta, cresce prima del tempo. Spesso non lo dicono, ma lo sentono: “Io devo essere quello che va bene, che non dà problemi, che si fa da parte”.
È una forma di responsabilità non detta, un abito di maturità cucito addosso troppo presto.

Il peso invisibile della normalità

“Ero quella che non doveva disturbare. Se mia madre fosse stata stanca, io avrei imparato a fare da sola. Se mio fratello avesse avuto una crisi, io sarei sparito nella mia stanza. Nessuno me lo ha mai chiesto. È successo e basta.”
Così si racconta la sorella di un ragazzo con disturbo dello spettro autistico sui social.

Il vissuto dei sibling è spesso ambivalente: amore immenso e senso di colpa, orgoglio e rabbia, empatia e solitudine. Crescono in un mondo in cui le priorità sembrano già decise. I loro bisogni emotivi passano in secondo piano, non per cattiveria, ma per necessità. E questo, nel tempo, lascia tracce.

Non solo spettatori, ma protagonisti

Eppure, non sono solo spettatori. I sibling imparano presto a leggere le emozioni, a capire il “non detto”, a farsi adulti con naturalezza. Diventano ponti tra il mondo del fratello o della sorella e quello esterno, interpreti di silenzi, difensori discreti contro lo sguardo dell’ignoranza o della pietà.

Molti di loro, crescendo, scelgono professioni legate all’aiuto, all’educazione, alla psicologia. Altri invece fuggono da quel mondo, stanchi del carico emotivo che ha accompagnato la loro infanzia.

Tutti, però, portano dentro un vissuto che chiede di essere riconosciuto. Ascoltato. Rispettato.

Dare voce ai fratelli e alle sorelle

Negli ultimi anni, grazie al lavoro di associazioni e psicologi, si sta finalmente aprendo uno spazio di ascolto anche per i sibling. Incontri, gruppi di condivisione, progetti nelle scuole: si cerca di dar voce a quel mondo fatto di emozioni complesse e preziose.

Non si tratta di compatire, ma di riconoscere. Di offrire strumenti per elaborare e affrontare quel percorso. Perché essere sibling non è solo un “di più” rispetto alla normalità. È una parte identitaria profonda, che merita cura.

Serve una legge, serve riconoscimento

In Italia, oggi, non esiste una legge che tuteli esplicitamente i sibling. La loro presenza è accennata solo in alcune norme come la Legge 112/2016 sul “Dopo di noi”, ma senza diritti specifici. Eppure, il loro ruolo è fondamentale.
In Europa, alcuni Paesi hanno già avviato progetti di sostegno psicologico e educativo dedicati ai fratelli e sorelle. Anche noi dovremmo fare questo passo. Non per privilegiare, ma per equilibrare. Perché il carico che portano sulle spalle non è solo emotivo, ma anche sociale e spesso invisibile.
Riconoscerli a livello istituzionale significa prevenire disagio, coltivare risorse e costruire un tessuto familiare più sano e resiliente.

 

Il Comune di Sezze e il sostegno ai “sibling” che non c’è

Sono tante le iniziative che si potrebbero intraprendere: il Comune di Sezze potrebbe introdurre iniziative mirate per sostenere i fratelli e le sorelle di persone con disabilità — riconoscendo il loro ruolo e i bisogni specifici — attraverso azioni concrete. Ad esempio:

  • Gruppi di supporto facilitati da psicologi, con incontri periodici per adolescenti e genitori, ispirandosi a modelli già attivi in comuni simili .
  • Spazi di ascolto nei Servizi Sociali comunaliper offrire consulenze psicosociali specifiche anche a fratelli e sorelle
  • Promuovere convegni e sensibilizzazionenelle scuole e nei servizi sociali.
  • Organizzare gruppi esperienziali mensili, magari collegati alla Giornata Europea dei Sibling, come fatto a Montesilvano, coinvolgendo ANFFAS e associazioni locali.

Anche il più lungo dei viaggi comincia con un primo passo!

Oltre l’apparenza

Guardando una famiglia con una persona con disabilità, spesso ci si ferma a chi ha bisogno di assistenza, a chi soffre o combatte visibilmente. Ma accanto, un po’ in disparte, ci sono fratelli e sorelle che sorridono, studiano, lavorano, aiutano. Non gridano, ma ci sono.

 

Lo sapevi che:

  • In Italia sono attivi workshop per fratelli e sorelle chiamati Sibshop, basati sul modello ideato da Don Meyer:Percorsi ludico-formativi per ragazz* tra gli 8 e i 12 anni, con giochi, attività creative e confronti tra pari su emozioni come senso di colpa, rabbia o gelosia. Incontri condotti da facilitatori formati, rivolti a familiari, operatori e studentesse, per diffondere consapevolezza e sensibilità .

 

  • Ogni 31 maggiosi celebra il Sibling Day: un momento deputato a dare voce ai fratelli e sorelle di persone con disabilità, con brochure e webinar organizzati da Parent Project aps, rivolti a sensibilizzare famiglie, psicologi e scuole sull’importanza di riconoscere il loro punto di vista

 

A lunedì prossimo, una mamma che continua da imparare

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