Trust: proteggere chi ami, anche quando non ci sarai più
Anche il patrimonio familiare può (e deve) diventare uno strumento di tutela concreta. È possibile pianificare oggi – con strumenti giuridici precisi – cosa accadrà ai beni di famiglia, a tutela della persona con disabilità, quando i genitori non ci saranno più.
Alla morte di una persona, i beni vengono trasmessi secondo le regole della successione:
- Successione legittima: si applica se non c’è testamento. I beni vanno automaticamente a coniuge, figli e altri parenti secondo l’ordine previsto dal Codice Civile.
- Successione testamentaria: si può scrivere un testamento pubblico o olografoper indicare come e a chi destinare i beni, entro i limiti imposti dalla “quota di legittima” (una parte che spetta comunque a coniuge, figli o genitori).
✏️ Un testamento ben fatto è il primo passo per tutelare un figlio con disabilità e indirizzare con chiarezza i propri desideri.
"Quando si ha un figlio con disabilità, una delle domande che fanno più paura è: ‘Cosa ne sarà di lui quando non ci sarò più?’.
Fortunatamente esistono strumenti legali, concreti e personalizzabili, per rispondere a questa domanda con fiducia: il più efficace tra questi è il “Trust."
Il bisogno di protezione, di continuità, di dignità per il futuro di un figlio fragile non è solo emotivo, è anche concreto.
Che cos’è un Trust?
Il Trust è un istituto di origine anglosassone, riconosciuto anche in Italia, grazie alla Convenzione dell’Aja del 1985.
È uno strumento legale attraverso cui una persona (detta Disponente) affida beni, denaro, immobili o investimenti a un Gestore (Trustee), affinché li amministri per uno scopo preciso, nell’interesse di uno o più Beneficiari.
Nel caso delle famiglie con persone con disabilità, il Trust può diventare un modo per garantire al proprio figlio un futuro protetto, anche dopo la scomparsa dei genitori.
Come funziona, in pratica?
- Disponente: chi istituisce il Trust (es. il genitore).
- Trustee: chi gestisce i beni secondo le regole stabilite (può essere una persona di fiducia o un ente).
- Beneficiario: la persona con disabilità, che riceverà supporto economico, abitativo, assistenziale, secondo i termini stabiliti.
- Guardiano (opzionale): una figura che vigila sul buon operato del Trustee.
Il Trust non è solo un contenitore di beni: è una forma di protezione giuridica, personalizzabile e flessibile, che consente ai genitori di stabilire come dovranno essere usati i beni lasciati per garantire una qualità di vita stabile, rispettosa e duratura al proprio figlio.
Trust e legge “Dopo di noi”
Il Trust è uno degli strumenti previsti dalla Legge 112/2016, meglio conosciuta come “Legge sul Dopo di Noi”.
Questa legge promuove misure per l’assistenza, la cura e la protezione delle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare.
Nell’ambito della legge, il Trust può:
- usufruire di agevolazioni fiscali(esenzione da imposta di successione e donazione);
- essere supportato da contributi regionali o locali, se previsto nel progetto individuale della persona con disabilità.
Cosa si può mettere in un Trust?
- Immobili (una casa destinata al figlio, ad esempio)
- Risparmi o rendite vitalizie
- Quote societarie
- Beni mobili di valore
- Donazioni da terzi
Perché un genitore dovrebbe valutare un Trust?
✔ Per garantire continuità di vita a un figlio fragile
✔ Per tutelare la gestione dei beni, anche in caso di famigliari lontani o impreparati
✔ Per lasciare indicazioni chiare su cure, residenzialità, progetti di vita
✔ Per evitare conflitti familiari o decisioni affrettate dopo il lutto
✔ Per avere la serenità di aver fatto tutto il possibile
Cosa serve per creare un Trust?
- Una consulenza notarile o legaleesperta in diritto patrimoniale e disabilità
- La definizione precisa degli obiettivi e delle necessità del beneficiario
- Un progetto di vita (in collaborazione, se possibile, con i servizi sociali)
- La scelta di un Trustee competente e affidabile
A chi rivolgersi?
- Notai specializzati in Trust familiari
- Associazioni come ANFFAS, Fondazione Dopo di Noi, AIPD, Fondazione Trust in Life
- Avvocati esperti di diritto delle persone con disabilità
- Sportelli comunali dedicati al "Dopo di noi" (se attivi)
Un Trust non è una formula fredda. È un abbraccio giuridico che dura oltre il tempo.
Per una madre, per un padre, sapere che il proprio figlio sarà accompagnato da una struttura solida, costruita con amore e intelligenza, è forse la forma più alta di cura.
Se ne parla ancora poco, ma è uno strumento potente. E ogni famiglia che affronta la disabilità dovrebbe almeno conoscerlo.
Tra gli altri strumenti troviamo:
- Vincolo di destinazione (art. 2645-ter c.c.)
Permette di vincolare specifici beni immobili o mobili registrati (es. casa, auto) a uno scopo di assistenza o cura, per un tempo massimo di 90 anni o per tutta la vita della persona beneficiaria. È utile per garantire:
- Che la casa resti a disposizione del figlio con disabilità,
- Che nessun altro possa venderla o distrarne l’uso.
È un’opzione interessante per chi vuole assicurare la stabilità abitativa dopo la propria scomparsa.
- Contratto di affidamento fiduciario
Introdotto dalla legge 112/2016, consente a una persona (affidante) di affidare beni o risorse a un altro soggetto (affidatario), con l’obbligo di gestirli nell’interesse della persona con disabilità secondo un progetto di vita:Ha forma scritta e pubblica, può essere personalizzato nei dettagli (durata, modalità di gestione, controlli), è meno rigido di un testamento e più snello del trust.
- Assicurazioni sulla vita: polizze dedicate al “Dopo di noi” con beneficiari predeterminati.
- Fondi patrimoniali: per vincolare i beni della famiglia alle esigenze di assistenza.
- Fondazioni di partecipazione o associazioni familiari: strutture più complesse, ma utili per progettare in modo collettivo il futuro.
Lo sapevi che...?
Lo sapevi che il Trust nasce nel Medioevo?
Fu creato dai cavalieri inglesi che partivano per le Crociate: affidavano i loro beni a una persona di fiducia per gestirli in assenza e garantirli alla famiglia in caso di morte.
Lo sapevi che il Trust può “parlare” anche dopo la morte del disponente?
Chi crea un Trust può lasciare istruzioni precise e personalizzate su come prendersi cura della persona con disabilità per tutta la vita, come un messaggio d’amore che continua nel tempo.
Lo sapevi che puoi scegliere chi sarà il “guardiano” del Trust?
È una figura di controllo che veglia sul Trustee. Molti genitori scelgono un parente, un fratello, o persino un amico fidato della persona con disabilità.
Lo sapevi che il Trust non è solo per i “ricchi”?
Spesso si pensa che serva un grande patrimonio per istituirlo, ma anche beni semplici – una casa, un libretto, una pensione – possono essere inseriti. L’importante è la volontà di proteggere.
Lo sapevi che il Trust può vivere anche mentre sei in vita?
Non è solo “post mortem”: molti genitori lo attivano già da subito, per vedere come funziona e correggere eventuali problemi, mantenendo il controllo.
Lo sapevi che può aiutare ad evitare conflitti in famiglia?
Con regole chiare e responsabilità ben definite, il Trust evita litigi tra fratelli, eredi o parenti, e protegge gli interessi del beneficiario più fragile.
Lo sapevi che puoi usufruire della tassazione agevolata: imposta su successioni e donazioni
Grazie alla legge 112/2016, i beni destinati alla tutela di persone con disabilità grave possono beneficiare di agevolazioni fiscali:
- Esenzione dalle imposte di successione e donazioneper i beni conferiti a trust, vincoli di destinazione o affidamenti fiduciari,
- purché i beni siano utilizzati esclusivamente per finalità assistenziali, a favore della persona disabile,
- e siano rispettati i requisiti indicati dalla legge (art. 3, comma 3, legge 104/1992).
“Se sei un genitore, informati. Se sei un’amministrazione, sostieni. Se sei un professionista, ascolta. Perché il futuro si costruisce anche così.”
A lunedì prossimo......
