Senza l'eroico lavoro degli operatori della SPL, Sezze sarebbe una discarica a cielo aperto
"In questo paese c'è chi ogni giorno si rimbocca le maniche per tenere pulite le strade, svuotare cestini, togliere bottiglie dai parchi, raccogliere i rifiuti che altri, senza scrupolo alcuno, lasciano. Sono gli operai della SPL di Sezze, troppo spesso trattati come invisibili. Molti di loro lavorano in condizioni precarie, con contratti a termine, part-time, che, va da sé, inducono i lavoratori al silenzio, accettando supinamente tutte le condizioni. Non è raro che manchino perfino gli strumenti di base. Nonostante questo, i lavoratori, continuano a fare il loro dovere ogni giorno, spesso coprendo anche i vuoti lasciati da altri settori del servizio pubblico". Così Luigi Gioacchini del movimento di Iniziativa sociale di Sezze relativamente al ruolo svolto dagli operatori della SPL. "Altrettanto spesso - aggiunge - sono da soli sui mezzi, costretti a scendere e risalire decine di volte per raccogliere i rifiuti. Una condizione, questa, logorante sia fisicamente che mentalmente. Nel contempo nessuno controlla chi differenzia male o chi abbandona bottiglie e sacchi nei parchi. Tutto viene lasciato sulle spalle di chi, pagato poco e senza tutele, cerca comunque di garantire un certo decoro. E lo scrivo senza tema di smentita: senza il prodigarsi all'inverosimile di questi lavoratori, Sezze sarebbe peggio di una discarica a cielo aperto". Per Gioacchini è doveroso "riconoscere il valore di questo personale, non certo continuando a ignorare, serve un cambio di passo immediato: contratti stabili, strumenti adeguati, assunzioni mirate e una gestione che faccia la sua parte".
Gioacchini parla anche di alcune scelte che considera sbagliate da parte dei vertici della municipalizzata. "Mentre gli operai continuano a lavorare in condizioni difficili - chiude la nota - l’amministrazione ha scelto di assumere figure di dubbia utilità, negli uffici o in ruoli di rappresentanza, anziché potenziare i servizi essenziali con più operatori sul territorio, dove ce n'è davvero bisogno. Non scelte infelici che la dicono molto lunga sulle priorità di chi governa, che peggiorano la vita di chi è già in trincea. Le decisioni come la rimozione delle buste per la raccolta del vetro - materiale già pesante e difficile da maneggiare - sono scelte scellerate che ricadono interamente sugli operatori costretti ad uno sforzo fisico non indifferente, senza alcuna tutela o compensazione. Chi lavora per mantenere il paese pulito merita, come minimo, rispetto, tutele e dignità. Non è più accettabile che tutto questo venga ignorato".
