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La rielezione di Trump alla casa bianca ha cambiato il quadro politico in modo radicale. Gli Usa si preparano ad una svolta profonda nella politica interna e in quella internazionale rispetto al passato anche recente. Per l’Europa lo scenario che si prospetta non è più quello di doversi confrontare con una amministrazione americana che persegue i propri interessi anche a discapito della comunità europea. Non è neanche più il fatto che gli USA spostino il baricentro del proprio interesse verso il Pacifico e cerchino di diminuire il proprio contributo per la sicurezza e la stabilità EUROPEA, chiedendo maggiore impegno agli Europei. Con Trump, che questa volta ha un potere enorme, si inaugura una nuova era che mette fine all’obiettivo (per quanto perseguitato in modo sempre meno efficace) di costruire un ordine mondiale fondato sulle regole e sul multilateralismo. Un quadro in cui gli Stati Uniti sono fautori di un nazionalismo aggressivo e del confronto di potenza pura, in cui il presidente si propone di indebolire la forza del governo federale, di deregolamentare al massimo l’economia e la Finanza, in cui anche l’autonomia della Federal Reserve si troverà minacciata e in cui si esaltano e si promuovono i peggiori istinti e comportamenti, fomentando odio, paura, razzismo, maschilismo.

In questo contesto la comunità europea è in forte pericolo. E’ difficile prevedere se e quando si troverà da sola a fronteggiare l’aggressione di Putin e in generale la questione della propria sicurezza, ma quello che è certo è che in questo momento rischia di arrivare nel modo peggiore, ossia con la Russia che minaccia o addirittura aggredisce un paese membro dell’ UE. Sappiamo bene che l ‘UE è del tutto impreparata, che recuperare il suo ritardo tecnologico, industriale, logistico richiede tempi incompatibili nel caso in cui si dovesse trovare da sola contro l’aggressione Russa, senza più il pieno sostegno americano della NATO. Allo stesso modo è praticamente certo che Trump accelererà sulla intelligenza artificiale e non lo farà con attenzione all’utilizzo etico delle nuove tecnologie; anche in questo ambito, pertanto, il ritardo è la dipendenza europea sono altrettanto pericolosi.


L’altra arma nelle mani di Trump, come già sappiamo, sono i dazi che andranno a colpire i settori maturi in cui l’ UE è forte e in cui esporta negli USA ; in generale, le misure di politica commerciale della nuova Amministrazione rischiano di mettere in ginocchio un’economia fortemente esportatrice come è quella europea. Tutto questo si inserisce in un nuovo corso americano in cui l’ Unione Europea proprio come Mercato unico viene vista come un ostacolo da eliminare sulla via di un’ egemonia che non vuole confrontarsi con un interlocutore capace di reagire. La coincidenza di interessi tra Trump e Putin, in questo è, ancora una volta, particolarmente pericolosa. Da parte statunitense, sicuramente, ci sarà il tentativo di usare il proprio enorme potere per trattare bilateralmente con i singoli Stati Europei e dividere il fronte europeo per indebolirlo: già vediamo i vari pellegrinaggi verso l’attuale politica americana di Trump. Ed è proprio sul versante della costruzione di una Europa federalista che gli europei debbono lavorare e accelerare i tempi al raggiungimento di una piena autonomia. Questo cambiamento profondo deve portare l’UE ad avere una natura statuale, pur nella sua specificità politica e istituzionale di Unione federale , dotandosi di un governo democratico e autonomo nelle sue competenze, e’ dunque il punto da tenere, per indirizzare le forze pro-europee sul terreno corretto.

Basta Usa con Trump! L’Europa deve decidere! Anche perché l’Europa è il mercato più ricco con i suoi 500 milioni di cittadini e per il consumismo più alto a livello mondiale.

 

Pubblicato in L'Approfondimento

 

Comunicato stampa SPL Sezze

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Nel mese di giugno 2025 la raccolta differenziata ha raggiunto la quota del 63,3%, un risultato di rilievo che testimonia il buon funzionamento delle strategie messe in campo dalla Servizi Pubblici Locali Sezze, in sinergia con l’amministrazione comunale e con il contributo attivo della cittadinanza. “Il 63,3% di raccolta differenziata  - afferma l'AU Antonio Ottaviani - rappresenta molto più di un dato numerico: è la conferma che il lavoro svolto quotidianamente sul territorio da operatori e tecnici, la revisione dei processi gestionali e le campagne informative stanno generando risultati concreti. Questo successo è il frutto dell’impegno condiviso tra l’azienda e la comunità setina. Siamo consapevoli che la strada da percorrere è ancora lunga – prosegue Ottaviani – e sappiamo che ci sono margini di miglioramento e alcune criticità da superare. Ma proprio questi risultati ci danno la forza e la motivazione per continuare ad alzare l’asticella, migliorando costantemente i servizi, aumentando la qualità delle prestazioni e rafforzando il dialogo con i cittadini”.

Pubblicato in Attualità