Sull'evasione delle tasse la fase critica è quella della esigibilità
Sulla notizia data dal sindaco di Sezze Lidano Ludici relativa all'avvio dei "controlli strada per strada incrociando le varie banche dati (TARI, affitti, luce, gas, acqua)", interviene l'avvocato Luigi De Angelis neo membro della direzione provinciale del Pd.
"Il fatto di aver individuato alcuni evasori totali grazie a controlli incrociati - afferma De Angelis - è sicuramente una cosa positiva, sacrosanta ma i numeri parlano da soli: si tratta di sei evasori totali su diecimila utenze. Non si tratta di fare polemiche né di avere posizioni prevenute, ma il dato che dovrebbe preoccupare di più è rappresentato dagli utenti censiti che non pagano da anni. Tanto più che per coprire i mancati introiti causati dagli evasori si è fatto ricorso all'aumento della tari a carico di quanti già pagano. Questa attività è stata fatta anche dalle passate amministrazioni, come possono confermare autorevoli esponenti di questa maggioranza, che all'epoca ricoprivano i medesimi ruoli di oggi. In questo non c'è indubbiamente una grande novità".
Per il membro del direttivo provinciale del Pd il punto vero invece è un altro. "La fase di accertamento della evasione della tassazione locale è importante, ma non è certo risolutiva. I problemi sorgono quando bisogna passare dalla fase dell'accertamento a quella della esigibilità e del concreto recupero. Le amministrazioni - continua l'avvocato -sono troppo spesso impotenti e arrivare alla effettiva riscossione richiede una seria strutturazione degli uffici e importanti risorse economiche, ad oggi difficilmente attuabili, oppure occorre affidarsi a società esterne attrezzate. È comprensibile l'enfasi nella comunicazione mediatica, ma i risultati concreti sono lontani".
Per De Angelis "la riprova della difficoltà a riscuotere è data da due questioni una di carattere locale e una nazionale. A livello locale è significativo che l'ammontare complessivo delle somme da riscuotere per pagamenti mancati o pagamenti parziali della tassazione sia aumentata significativamente in questi ultimi anni. Sul piano nazionale recenti studi hanno calcolato in un miliardo di euro mancati introiti degli enti locali per evasione totale o parziale, a testimonianza di una difficoltà oggettiva. Sarebbe politicamente più importante se venissero indicate le somme effettivamente recuperate annualmente. È da qui che si capirebbe la reale efficacia delle politiche messe in campo, al netto della legittima propaganda".
Di Capua non demorde. Le lapidi vanno rimesse a Sant'Andrea
Paolo di Capua, sulla questione dello spostamento delle lapidi commemorative del bombardamento del 21 maggio 1944 non demorde e in piena autonomia ha avviato una campagna di affissione di un documento che spiega nel dettaglio perché non andava fatto. "Il Comunicato del Sindaco, questioni lapidi rimosse, è stato letto con molta attenzione, riscontriamo parole irriguardose sugli amministratori del passato, incapacità nell’agire, commettendo errori da rendere l’installazione delle lapidi un momento storico irrilevante". Per il Coordinatore comunale del Partito Socialista Italiano "il Sindaco Lidano Lucidi disconosce che il luogo consono sia solamente Sant’Andrea, l’Amministrazione la installò (1975) e già c’era il parcheggio auto e sono vicino alla sguardo dei cittadini, poiché Sant’ Andrea è la piccola stazione Termini, dove vanno e vengono 2 mila persone al giorno. Com’è possibile affermare di essere state messe nel dimenticatoio e non davano dignità al ricordo delle vittime del bombardamento?. Ho l’impressione - aggiunge Di Capua - che il sindaco lo abbia detto in fretta non accorgendosi delle parole sgradevoli, stravolgenti la memoria e i sentimenti dei famigliari delle vittime, da essere poco consone e, come diceva il Marchese del Grillo : io sono io e gli amministratori del passato non erano nulla. Bastava eliminare 1 o 2 posti e realizzare un luogo tipo monumento a Luigi di Rosa". Per Di Capua le lapidi vanno rimesse dove sono sempre state.
Finirà a broccoli strascinati?
Mentre il sindaco Lucidi e la sua maggioranza si accingono a chiudere il quarto anno di consiliatura, la politica dell’alternativa sembra imbambolata così come le opposizioni in aula consiliare. A dire il vero però una parte dell’opposizione sembra di fatto subentrata in maggioranza a pieno titolo, un passaggio confermato ieri dagli auditori presenti in aula durante, ad esempio, uno degli interventi del consigliere Orlando Quattrini (gruppo Sezze Futura), visibilmente emozionato nel commentare e nel fare i complimenti alla Giunta “per la buona politica adottata” fino a sentirsi addirittura “parte integrante del tutto” in merito all'approvazione del punto all'ordine del giorno "Salvaguardia degli equilibri di Bilancio".
L’altra opposizione, Pd e Fratelli d’Italia, invece, sonnecchia o latita e lascia correre senza opporsi con determinazione, sulla falsariga di quello che sta accadendo nel campo largo delle alternative alla compagine del sindaco Lucidi. A meno di un anno e mezzo dal rinnovo del consiglio comunale, infatti, nessuna proposta ufficiale è stata presentata, nessun progetto politico risulta essere in itinere, nessuna idea concreta a parte il tentativo di qualcuno di serrare le fila e lavorare per questo.
Sulla soporifera posizione delle opposizioni e del partito che dovrebbe essere il perno di questa opposizione, ossia il Pd, si vociferano posizioni di avvicinamento a Lucidi. Sembra che su questa linea stia spingendo e lavorando il consigliere regionale Salvatore La Penna e una parte del Pd setino, anche se il tutto sembra essere ancora in una fase embrionale. Insomma, se così fosse, dopo ferro e fuoco e battute al vetriolo, il tutto potrebbe racchiudersi in un detto popolare: “ … e finì tutto a broccoli strascinati”.
Vedremo se si tratti solo di supposizioni o di mezze verità oppure di un progetto politico studiato a tavolino. Emblematico forse il documento approvato nell'ultimo congresso del Pd dove non si esprime nessun giudizio politico sull'operato dell'amministrazione Lucidi.
