Scuole chiuse per danni causati dal nubifragio. L'ordinanza del Sindaco
Scuole chiuse per altri due giorni, in aula si torna lunedì. Il maltempo e le forti piogge cadute copiose dalle prime ore del mattino hanno causato danni ai plessi scolastici di Via San Bartolomeo, scuola secondaria di primo grado via Piagge Marine dell’I.C. “Pacifici Sezze – Bassiano e Plesso di Crocevecchia dell’istituto comprensivo Valerio Flacco. Il sindaco Lidano Lucidi ha effettuato diversi sopralluoghi per verificare quanto accaduto e, con il sopporto di tecnici comunali, ha deciso di emettere una ordinanza di chiusura degli Istituti Scolastici interessati in attesa che vengano risolte le problematiche sopraggiunte. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di infiltrazioni provenienti dai tetti e da infissi vecchi danneggiati dal nubifragio che hanno reso inagibili diversi locali, compromettendo la sicurezza e l’igiene degli ambienti scolastici e determinando rischi per l’incolumità degli studenti e del personale.
“Il nubifragio della notte e di questa mattina ha causato allagamenti agli edifici scolastici – così il sindaco di Sezze Lidano Lucidi – abbiamo prontamente effettuato dei sopralluoghi per capire l’entità di quanto accaduto. Abbiamo ritenuto necessario, in via cautelativa e urgente, disporre la chiusura temporanea degli edifici scolastici fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza e igienicità”.
Le piogge hanno causato anche allagamenti in diverse strade del territorio comunale, frane, smottamenti e canali straripati in pianura. I volontari della protezione civile di Sezze sono al lavoro per scongiurare pericoli alla popolazione. Non risulta essere stato attivato il COC (Centro Operativo Comunale), nonostante le cattive previsioni meteo.
Anfiteatro: un Concorso di Idee a livello nazionale. La proposta di Italia Nostra
Si torna a parlare della vicenda Anfiteatro di Sezze, grazie all'associazione Italia Nostra, sezione di Latina.
Nella seduta del giorno 8 settembre 2025 il direttivo di Italia Nostra Sezione di Latina, infatti, ha approvato una lettera, poi inviata per Pec alla Giunta regionale del Lazio, al sindaco del comune di Sezze Lidano Lucidi, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, in cui il sodalizio ripercorre la "storia" del Teatro Sacro di Sezze, le sue vicissitudini e quelle di un'opera che oggi, a distanza di 20 anni, si vuole completare. Pubblichiamo integralmente la lettera a firma di M.Teresa Accatino, Presidente di Italia Nostra - Sezione di Latina.
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Finalmente si ha a disposizione un finanziamento di 2.000.000 di euro per l’”ANFITEATRO” di Sezze. Gli articoli apparsi sui quotidiani locali, però, parlano di “completamento” della struttura realizzata anni fa e lasciata in stato di abbandono. Completare quell’edifico significherebbe sancire definitivamente lo scempio di un luogo di particolare valore paesaggistico ed identitario, di alto valore culturale e sociale per i cittadini di Sezze. Il “Teatro Sacro” nato nei primi anni 50’ ha rappresentato un intervento di grandissimo impatto nella vita del paese. Finalizzato alla rappresentazione estiva in forma teatrale del Vecchio e dell’Antico Testamento, a integrazione della Processione del Venerdì Santo, che ancora si celebra ogni anno nel centro storico di Sezze, nacque come un evento capace di richiamare l’attenzione di tutto il mondo, come testimoniato dalla presenza alla sua inaugurazione delle numerose ambasciate straniere presenti in Italia. La partecipazione di oltre tremila cittadini di Sezze come attori e figuranti rimane la prova del forte radicamento sociale dell’iniziativa dell’Avv. Filiberto Gigli, ideatore dell’evento. Anche se l’utilizzo dell’”Anfiteatro” per gli scopi per cui era stato realizzato durò solo alcuni anni, la struttura venne usata ancora come campo di calcio, ma soprattutto per importanti manifestazioni canore e teatrali, con interpreti a livello nazionale, richiamando migliaia di spettatori.
Il “Teatro Sacro” progettato dall’Arch. Piacentini, che rispettava con sobrietà la morfologia del sito, avrebbe richiesto soltanto un adeguamento alle norme di sicurezza sopravvenute. In tal senso era stato redatto un progetto dall’APT (Azienda di Promozione Turistica), con un impegno di spesa di circa 300.000 euro. La politica locale e regionale optò invece per la rimozione del “Teatro Sacro” per realizzare un edificio completamente fuori contesto, da più parti e da sempre definito “ecomostro”. Non si riuscì a completarlo nei tempi previsti dal finanziamento europeo ottenuto (1.600.000 euro) e venne abbandonato al degrado. Mai come ora la politica dovrebbe ascoltare i cittadini, che per anni sono stati espropriati del godimento del sito dopo la demolizione del “Teatro Sacro”. Oggi con il finanziamento disponibile in 3 stralci annuali, un primo stralcio da 200.000 euro per il 2025 e 2 stralci di 900.000 euro per il 2026 e il 2027, può e deve essere l’occasione per correggere un errore marchiano, rimuovendo l’ecomostro e restituendo all’”ANFITEATRO” la sua naturale bellezza; quella di un’area piana tra due colli con un affaccio su un panorama spettacolare sull’agro pontino, da godere senza orpelli.
Subordinatamente, se proprio si dovesse scegliere di conservare quel manufatto, sarebbe opportuno ricorrere ad un intervento di rielaborazione del progetto per armonizzarlo con il contesto, ricorrendo ad un Concorso di Idee a livello nazionale, visto il particolare valore del sito. In tal senso la Regione dovrebbe concedere una rimodulazione dei tempi di realizzazione, per ottenere un risultato sicuramente più valido rispetto al deprecabile completamento dell’attuale ecomostro.
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Italia Nostra è un'associazione nazionale che nasce nel 1955 ad opera di alcuni intellettuali tra i quali Hubert Howard, marito di Lelia Caetani, il quale nel 1957 istituì la Sezione di Latina diventandone il primo Presidente. Lo scopo dell'associazione era, ed è, quello di tutelare il bel paesaggio italiano dalla speculazione edilizia che in quegli anni era già iniziata. La Sezione di Latina comprende i comuni da Cisterna a Terracina, inclusi quelli dei monti Lepini, per i quali, nel limite del possibile di un'associazione, monitora le trasformazioni e interviene su quanto ritiene non idoneo al luogo nel rispetto della missione cui è chiamata. L'attenzione al paesaggio e all'ambiente insieme alla tutela dei beni storici artistici e architettonici, ha prodotto un costante lavoro in proposito. E' impossibile riassumere brevemente quanti interventi, convegni e incontri sono stati fatti fino ad oggi.
