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Venerdì, 12 Settembre 2025 06:49

Troppi morti sul lavoro. E' urgente intervenire

 

 

Ancora oggi dobbiamo piangere lavoratori che si recano al lavoro e trovano la loro morte. E' assurdo. Incidenti sul lavoro, il bollettino è drammatico: 4 morti nelle ultime giornate. Due operai caduti da una gru e da un tetto a Torino è a Catania, schiacciamento per due operatori a Monza e a Roma. Diventa difficile mantenere il conto quotidiano, mentre scrivo altro infortunio mortale in un cantiere di Roma. Morti sul lavoro ancora in aumento, il bilancio delle vittime sul lavoro è inaccettabile: si contano già 507 decessi, 37 in più dello scorso anno ( +7% ). Occorre intervenire il più rapidamente possibile per interrompere questa catena che non è mai frutto di fatalità, ma ha cause precise, fondamentalmente nel mancato rispetto delle norme sulla sicurezza.

L’aspetto su cui è urgente intervenire dal lato normativo è quello della qualificazione tecnico-professionale delle imprese. Va aperto un confronto a tutto campo per raggiungere una condivisione con tutte le forze sociali, le organizzazioni sindacali, ma anche le rappresentanze politiche e istituzionali. Troppi imprenditori improvvisati, senza formazione e senza attrezzature idonee, mandano allo sbaraglio i lavoratori e le lavoratrici, il disegno di legge varato dal governo nel 2024 è molto confuso e contraddittorio. Gli ultimi avvenimenti dei quattro lavoratori morti in una sola giornata, dal nord al sud, hanno nuovamente portato a galla una delle cause che incidono fortemente sull’andamento infortunistico: la precarietà dei contratti e i subappalti a cascata al massimo ribasso, il lavoro nero e irregolare che è la modalità diffusa. È necessario avere un’idea precisa delle imprese coinvolte e dei relativi rapporti con i lavoratori deceduti, manca una banca dati. Ciò è in palese contrasto con la normativa che chiede, per i cantieri, la preventiva notifica agli organi di vigilanza delle imprese via via che entrano nel cantiere. “ Occorre interrompere al più presto questa catena di morti e infortuni, che non sono mai frutto di fatalità o di cosiddetti errori umani, colpevolizzando proprio le vittime , che non sono “deficienti” , come ha detto qualche imprenditore “.

E' stato ampiamente dimostrato che il fattore infortunio non è un’azione personale, ma per il datore di lavoro le troppe sicurezze sulle macchine  influiscono sulla piena produttività, il pieno sfruttamento, e quindi la manipolazione e l’aggiramento delle protezioni, che sono la normalità nei luoghi di lavoro e tra le cause di infortuni. Poi occorre  un controllo più rigoroso, frequente e mirato da parte degli ispettori può diminuire il rischio negli ambienti di lavoro. Gli Ispettori vigilano sul rispetto delle normative di sicurezza, la corretta formazione dei lavoratori, l’uso dei dispositivi di protezione e l’adempimento degli obblighi in materia di lavoro e previdenza. E’ chiaro che attraverso la consapevolezza di controlli più frequenti spinge le aziende ad adeguarsi alle normative , migliorando le condizioni di sicurezza, per contrastare il lavoro nero, e il fenomeno del caporalato. Bisogna prendere atto che l’ispettorato unico e centralizzato non funziona, ma va potenziato e va investito di più nei territori per dare più ruolo agli ispettori nei controlli e c’è bisogno di un coordinamento dei vari enti abilitati ai controlli. 

Pubblicato in L'Approfondimento