85 sezzesi nel comitato contro le Lapidi rimosse
Comunicato Stampa
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Dopo l’azione impopolare, irriguardosa di scarso rispetto, quasi un accanimento per la cancellazione della storia, quella di voler il Sindaco rimuovere le LAPIDI, dopo averle ristrutturate e posizionate in altro luogo, senza aver revocato la delibera del 1975 con una nuova, dove motivava lo spostamento in altro luogo. Per l’atto offensivo che silenziosamente consumava, gli venne detto subito che avremmo costituito un apposito comitato, con lo scopo di far riposizionare le LAPIDI nel luogo di origine, ovvero Piazza di San Andrea. Oggi, alla Comunità COMUNICHIAMO che si è costituito il COMITATO LAPIDI RIMOSSE a Piazza San Andrea, composto da 85 persone, di cui ex Sindaci, ex Consiglieri, ex Assessori, nonché Associazioni e tantissimi liberi cittadini che vogliono dare una risposta al gesto sconsiderato e offensivo, scorretto e inopportuno verso i familiari dei morti del bombardamento della città, nella seconda guerra mondiale e, verso i politici, Onorevoli e Amm./ri di allora (1975) e, alla Medaglia d’Oro alla Resistenza CARLA CAPPONI, quando POSERO le LAPIDI in RICORDO del tragico bombardamento, nonché tutta la Comunità di oggi. Si ricorda che delle LAPIDI RIMOSSE abbiamo informato i Ministri, INTERNO, DIFESA, CULTURA, PRESIDENTE REGIONE, PREFETTO ed il Sig. SINDACO quale responsabile di quanto accaduto. Si ringraziano tutti gli aderenti, i quali sono pronti a far sentire la voce con una MANIFESTAZIONE specifica, pubblica da svolgere nel luogo dove le LAPIDI vennero posizionate, a Piazza San Andrea, che l’Amm./ne Comunale POSE, Sezze 11/05/1975.
Giovanni Paolo Di Capua
Figlio di Combattente e Reduce
Cavaliere di Vittorio Veneto
(componente del Comitato)
N’Drui, l'arte diffusa nel territorio
Sabato 20 e domenica 21, dalle 11 alle 21, si svolgerà “N’Drui - Arte diffusa nel territorio”, in pratica: pittura, performance, fotografia, danza, poesia, letture e video si intrecceranno nelle strade del centro storico. Protagonisti 40 artisti locali, che hanno risposto con entusiasmo all’invito del gruppo di ideatori, anche loro artisti. portando non solo le proprie opere ma anche loro idee e il loro contributo all’iniziativa. Le loro creazioni troveranno “casa” in diversi “Spazi d’Arte” distribuiti nella città: cortili, negozi e locali di vario genere, messi a disposizione dai proprietari con generosità e spirito di collaborazione, rendendo così possibile un progetto corale e condiviso. “È un percorso – precisano gli ideatori - con interventi artistici che non mirano a illustrare o narrare, ma a interrompere, a interrogare e interrogarsi, che ci ricordano che l’arte è anche una macchina per pensare il mondo e per provare a cambiarlo, ammesso che ci sia ancora tempo. Interventi temporanei nella realtà del luogo, senza operazioni di chirurgia estetica, senza ripuliture e abbellimenti dei luoghi, senza creazioni di isole pedonali fittizie, non una cartolina turistica da mostrare a turisti inesistenti ma essere nello stesso tempo fruitori e cittadini ‘n’drui’ nel proprio paese”. Sostenuto da Seti@ – Rete di Imprese, l’evento, continuano gli ideatori, “è pensato per essere un dono alla città: l’ingresso è libero e gratuito, cosicché chiunque possa lasciarsi sorprendere dalla forza dell’arte e dal talento della comunità. Non sarà soltanto una mostra diffusa, ma un invito a vivere Sezze in modo nuovo, percorrendo e scoprendo piazze e vicoli nascosti. Un’esperienza unica, che renderà la città un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto”. “N’drui”, in dialetto setino straniero, intruso. “Insomma – specificano gli ideatori - è lo sconosciuto, l’incognito, un qualcosa di esterno dalla propria confort zone, qualcosa che può turbare, che allo stesso tempo ci attrae, ci incuriosisce, ci tiene in tensione. Ecco, forse questo ci aiuta a capire meglio lo spirito di ‘N’drui’: un tentativo, il preambolo di quello che ognuno è disposto a cedere e mettere in comune con altre persone e realtà diverse (al di fuori della propria tana), e poter diventare spazio di convivenze artistiche, confronto tra sensibilità diverse, laboratorio creativo. per raggiungere obiettivi futuri”. È organizzato per creare corrispondenze tra individui, rete di comunità sia tra i partecipanti che tra il pubblico; vuole essere un momento di socialità, di ri/scoperta e di valorizzazione del proprio luogo, ribaltando l’utilizzo usuale degli spazi comuni (piazze e vie) e privati (locali vuoti e cortili) per diventare ambienti per esposizioni artistiche e performance”. Questo l’invito degli ideatori: “Volgiamo lo sguardo alla gentilezza, all’empatia, all’immaginazione per rendere l’invisibile un luogo capace di creare meraviglia, desiderio, impegno e creare un benessere”.
Caregiver familiari: i diritti sul lavoro tra tutela e responsabilità dei datori
Prendersi cura di un familiare con disabilità non è solo un impegno emotivo, ma anche un lavoro a tempo pieno che spesso entra in conflitto con gli obblighi professionali. Fino a pochi anni fa, questa realtà era invisibile sul piano legislativo: i caregiver familiari rischiavano discriminazioni, riduzioni di carriera o, nei casi più gravi, il licenziamento.
Una svolta storica
Il luglio 2025 segna una data importante per i diritti dei caregiver: la Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 23185, ha stabilito che il licenziamento di un lavoratore che assiste un familiare disabile è illegittimo, a meno che il datore di lavoro non dimostri di aver tentato tutte le soluzioni possibili per conciliare esigenze lavorative e assistenza familiare.
In pratica, un’azienda non può licenziare un dipendente solo perché si prende cura di un figlio, un genitore o un fratello con disabilità. Al contrario, è obbligata a ricercare misure ragionevoli: flessibilità d’orario, telelavoro, permessi straordinari, rimodulazione dei carichi di lavoro.
Questa decisione segue anche la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, secondo cui la tutela contro la discriminazione indiretta per disabilità si estende ai genitori o ai caregiver di persone con disabilità, inserendo il principio di non discriminazione in combinazione con i diritti dei minori e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Perché è una novità fondamentale
I caregiver familiari sono spesso invisibili, eppure costituiscono un pilastro sociale ed economico. In Italia si stima che oltre 3 milioni di persone si occupino di assistenza familiare non retribuita. La sentenza della Cassazione del 2025 riconosce che il diritto al lavoro non può essere messo in contrasto con il dovere di cura, sancendo che i caregiver hanno diritto a strumenti concreti per conciliare entrambe le responsabilità.
Strumenti di tutela disponibili
- Permessi legge 104/1992:per genitori o familiari di persone con disabilità grave, fino a 3 giorni retribuiti al mese, cumulabili con altre forme di congedo.
- Telelavoro e flessibilità:possibilità di rimodulare l’orario o lavorare da casa per conciliare gli impegni di cura.
- Riconoscimento europeo:in Germania, Svezia, Finlandia e Francia, permessi retribuiti, indennità e tutele sul lavoro sono estesi ai caregiver familiari, con strumenti digitali per monitorare le esigenze e i diritti.
Buone pratiche in Italia
Alcune realtà italiane mostrano modelli virtuosi di tutela dei caregiver:
- Comune di Milano:percorsi formativi e sportelli di consulenza legale per genitori e operatori pubblici.
- Fondazione Dopo di Noi:supporto legale e programmi di accompagnamento per famiglie con figli disabili.
- Cooperative sociali in Emilia-Romagna e Lazio:progetti di “respiro familiare” per conciliare lavoro e cura quotidiana.
- Policy aziendali caregiver-friendly:grandi aziende italiane introducono telelavoro, permessi flessibili e supporto personalizzato, ispirandosi a modelli europei consolidati.
Perché parlarne è urgente
Riconoscere i diritti dei caregiver non è un atto di carità: è il segno concreto di una società che tutela chi è più vulnerabile e chi si prende cura di loro. Non si tratta di privilegi, ma di dignità, sicurezza economica e equilibrio tra lavoro e vita familiare.
“I diritti non possono dipendere dalla fortuna o dall’empatia del datore di lavoro.”
? Lo sapevi che…?
- In Germania i caregiver familiari hanno diritto a congedi retribuiti fino a 10 giorni l’anno per emergenze sanitarie del familiare.
- In Francia, esistono indennità mensili dedicate a chi assiste parenti disabili o anziani non autosufficienti.
- In Italia, oltre 3 milioni di persone svolgono attività di caregiving familiare non retribuita.
- Alcune aziende italiane hanno policy “caregiver-friendly” che includono telelavoro e permessi straordinari.
- La sentenza Cassazione 23185/2025 obbliga il datore di lavoro a cercare tutte le soluzioni possibili prima di procedere a un licenziamento legato a responsabilità di cura.
