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Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dei Giovani Democratici di Sezze relativa alle tragedie avvenute in provincia di Latina a causa del bullismo.

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Latina, settembre 2025 — L’anno scolastico è già iniziato nel peggiore dei modi. Negli ultimi giorni la Provincia di Latina è stata ferita da tragedie inenarrabili: due adolescenti, ancora minorenni, hanno compiuto il gesto estremo del suicidio. Una ragazza di 17 anni, frequentante la scuola superiore, si è tolta la vita dopo essere stata bocciata per la seconda volta durante l’anno scolastico. Un ragazzo di 14 anni, vittima di bullismo da parte dei compagni di scuola, ha anch’egli deciso di togliersi la vita.
Questi fatti impressionanti devono scuotere le coscienze delle famiglie, degli insegnanti, della scuola, delle istituzioni, della società civile. Non sono eventi isolati, né certamente frutto di circostanze private che si esauriscono nella sfera individuale: essi mettono in evidenza falle profonde nel sistema scolastico, nella rete di protezione sociale, nel modo in cui ci prendiamo cura della salute mentale di chi è in formazione.

Le bocciature, gli esami di recupero, la costante tensione per ottenere “buoni voti”, la paura di non essere all’altezza delle aspettative — familiari, sociali, scolastiche — possono diventare per un ragazzo o una ragazza un carico insopportabile. Quando il fallimento (o ciò che è percepito come tale) viene vissuto come una vergogna, come un limite che espone al giudizio (dei pari, degli adulti), spesso non c’è spazio per chiedere aiuto, per essere ascoltati.
Il caso Paolo, 14 anni, vittima di bullismo evidenzia quanto spesso la scuola non riesca a intervenire in tempo: tra i segni che si ignorano, le denunce che restano non ascoltate, il ragazzo che si isola. Il bullismo non è solo scherno o aggressione fisica: è sistematico, quotidiano, invisibile per molti, ma logorante per chi lo subisce.
La scuola, le istituzioni sanitarie, le famiglie — tutti gli attori coinvolti — hanno una responsabilità. La prevenzione del disagio psicologico dovrebbe essere parte integrante del sistema educativo: con servizi di ascolto, con psicologi scolastici, con momenti di confronto, con una formazione degli insegnanti che vada oltre la didattica per includere empatia, riconoscimento dei segnali di allarme, non bisogna intervenire solo quando la tragedia si è già palesata, c’è bisogno di prevenzione.
Viviamo in una società che misura il valore delle persone – anche dei bambini e dei ragazzi – in voti, in performance, in conformità a modelli di successo accademico o sociale. Quando un giovane non rientra in questi parametri — perché è “diverso”, perché ha difficoltà, perché non riesce a star dietro al ritmo imposto — diventa vulnerabile. E spesso, viene lasciato solo.
Non basta piangere gli eventi quando si sono verificati. Serve – e serve subito – un impegno concreto da parte dello Stato, del Ministero dell’Istruzione, delle amministrazioni locali: programmi di prevenzione, risorse per la psicologia scolastica, politiche anti-bullismo efficaci, formazione per insegnanti e genitori, strutture di supporto che siano conosciute, accessibili, sensibili. Serve che la scuola sia un luogo non solo di apprendimento formale, ma anche di salute, di crescita umana, di ascolto.
La perdita di una vita è irreparabile. Perdere una giovane vita per un’insufficienza scolastica, per una bocciatura, o per gli insulti e il dolore del bullismo è una sconfitta per tutti noi. Dobbiamo costruire un sistema che non solo “misuri” le persone in numeri, ma che se ne prenda soprattutto cura. Non possiamo permettere che il prossimo adolescente, la prossima ragazza o ragazzo, si senta così privo di speranza da pensare che l’unica via di fuga sia quella estrema.

 

Giovani Democratici di Sezze

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Il Consiglio Comunale di Sezze durante la seduta del 16 settembre ha approvato all'unanimità il progetto esecutivo per la realizzazione di una nuova pista ciclabile, nell’ambito del bando nazionale del "Fondo specifico per lo sviluppo di ciclovie urbane intermodali".

L’intervento riguarda un tracciato complessivo di 1,1 km che interesserà Corso della Repubblica, Via Piemonte e il primo tratto di Via Veneto fino a Via Sandalara. La pista sarà larga 1,50 metri, realizzata con asfalto colorato e segnaletica dedicata, e sarà dotata di: dissuasori e divisori di sicurezzapubblica illuminazione con 30 nuovi pali a led, videosorveglianza su tutto il percorso2 totem digitali informativi e un nuovo marciapiede di 140 metri lungo Corso della Repubblica. 

La pista ciclabile rappresenta il primo stralcio di un progetto più ampio che collegherà la stazione ferroviaria di Sezze con 4 aree dello Scalo in vie di rigenerazione, tra cui il Monumento Naturale Impronte Dinosauro, il Lago Mole Muti e la Ex-Colonia Agricola, futura Setia Factory. Inoltre, l’intervento è complementare al progetto della XIII Comunità Montana, che prevede ulteriori tratti ciclabili sul territorio, per un investimento complessivo di circa 1,7 milioni di euro.

 

 

 

 

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