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Sabato, 20 Settembre 2025 21:20

Gaza e il fetore dei soldi

 

 

A Wall Street è tutta una questione di soldi, il resto è conversazione”, afferma sorridendo nel film “Wall Street” Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas.
 
Gaza brucia, decine di persone muoiono ogni giorno, vite a perdere, sacrificabili in nome di un disegno politico folle e di interessi economici di un ristretto gruppo di immobiliaristi e speculatori senza scrupoli che stanno inquinando ed erodendo le strutture fondamentali degli stati ed in particolare delle nostre democrazie.
 
Il ministro delle Finanze israeliano, il razzista Bezalel Smotrich ha gettato la maschera, non si è nascosto dietro fumisterie e scuse improbabili, non ha invocato la legittima difesa per giustificare il massacro del popolo palestinese, ma ha dichiarato entusiasta alla conferenza immobiliare Urban Renewal Summit a Tel Aviv: “Gaza è una miniera d’oro immobiliare, già avviati i negoziati con gli Usa per la spartizione”.
 
E così mentre l’Unione Europea balbetta di possibili sanzioni e la Commissione Indipendente delle Nazioni Unite punta il dito contro Israele per il genocidio in atto, l’ineffabile il ministro di estrema destra ha rivelato l’esistenza di “negoziati avviati con gli americani” per stabilire come spartirsi la Striscia di Gaza alla fine del conflitto e lucrarne vantaggi economici e finanziari.
 
Con un cinismo tanto impareggiabile quanto spregevole, come se facesse riferimento ad una normale operazione di speculazione immobiliare, Bezalel Smotrich ha evidenziato come “la demolizione, la prima fase del rinnovamento della città, l’abbiamo già fatta. Ora dobbiamo solo costruire”. La circostanza che questa “prima fase del rinnovamento della città”, l’avere cioè raso al suolo totalmente quella striscia di terra, abbia provocato fino a oggi oltre 65mila morti, molti dei quali bambini, è un dettaglio insignificante rispetto al prevalere degli interessi economici, del progetto da realizzare nell’enclave palestinese. Giustamente (sic!) avendo investito molti soldi, l’unico punto su cui i plutocrati finanziatori del conflitto stanno discutendo è come chiudere un accordo soddisfacente per tutti, è come distribuire in percentuale il terreno sottratto ai palestinesi. Il “business plan” per Gaza è sulla scrivania del presidente USA Donald Trump, il quale “sta verificando come questa situazione diventerà una manna dal cielo immobiliare”.
 
Il progetto del ministro delle finanze israeliano e del governo di cui fa parte non si limita ovviamente alla sola Gaza. Sappiamo bene, infatti, come sia trascorsa appena qualche settimana dal via libera alla costruzione di 3.400 nuovi insediamenti in Cisgiordania, per realizzare la contestatissima Colonia E1, la quale “cancella l’illusione dei due Stati e consolida la presa del popolo ebraico sul cuore della Terra d’Israele”. Ove non fosse sufficientemente chiaro, Bezalel Smotrich ha tenuto a precisare che in questo modo: “Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan, ma con i fatti” ed ha ribadito, presentando i nuovi insediamenti, che costituiscono “un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea”.
 
Dalla Cisgiordania a Gaza, il diritto di milioni di uomini, donne e bambini a vivere nella loro terra, lì dove sono le loro radici e si è snodata la loro storia, viene cancellato e non sono contemplate motivazioni ammissibili per lamentarsene in quanto, con impareggiabile generosità, viene loro offerto un salvacondotto, la possibilità di sopravvivere seppur raminghi per terre straniere, reietti e scarti dell'umanità.
 
Le parole di Bezalel Smotrich suscitano sconcerto solo in quanti lo conoscono poco o niente, poiché il campionario delle sue dichiarazioni è alquanto vasto ed inquietante.
 
Riguardo la Striscia di Gaza e la Cisgiordania ha affermato: “Serve l'annientamento totale. E mi offro come boia”.
 
Orgogliosamente omofobo, si è detto contrario alla legittimazione dei cristiani perché “Il Signore è uno, non trenta. Ha creato il mondo e a noi ebrei ha dato la Torah. Non si può distorcere la verità dello Stato ebraico”.
 
Si è più volte espresso a favore di radere al suolo i campi profughi e di far morire di fame e sete chi non evacua dalle zone di guerra, convinto che: “Non ci sono mezze misure”.
 
È così religioso, lui che è un avvocato, da far prevalere la Bibbia sulle leggi dello stato.
 
Ha in odio gli arabi al punto che vorrebbe far segregare le donne che li partoriscono e fucilare i bambini.
 
All’Autorità Palestinese di Abu Mazen, preferisce Hamas.
 
Secondo Bezalel Smotrich, l’unico arabo buono è un arabo morto e “chi brucia le case ai palestinesi commetterà anche un reato, ma di sicuro non è un terrorista: il terrorismo ebraico è una contraddizione in termini”.
 
Vive asserragliato nella sua colonia di Kedumim e, ogni sera che torna a casa, dice di sentirsi «in pace con la coscienza e coi vicini». Ad onor del vero la sua coscienza sembra essere quantomeno addormentata se non inesistente e anche di vicini risulta averne ben pochi, visto che la sua casa è al di fuori del perimetro dell’insediamento, già di per sé illegale, e occupa un terreno (se possibile) ancora più vietato dagli accordi internazionali. 
 
Il problema è che “il colono barbuto dagli occhi azzurri che è diventato il volto dell’intolleranza e dell’estremismo politico e religioso impenitente del Paese”, come lo ha definito con una pennellata rapida ed efficace il quotidiano israeliano Haaretz, non è semplicemente il leader con la kippah del Partito Sionista Religioso, che conta appena sette seggi alla Knesset ma è essenziale per la tenuta della fragile coalizione di governo e rappresenta la cifra più autentica del progetto politico dell’attuale governo israeliano, all’insegna della violenza, del razzismo, dello svilimento e della violazione dei diritti umani e del perseguimento degli interessi economici più biechi.  
Pubblicato in Riflessioni

 

Inaugurato oggi il progetto "Vivi Amaseno", importante per lo sviluppo territoriale nel comprensorio dei Lepini, nei pressi del borgo medievale di Fossanova, a ridosso del fiume Amaseno. L’intervento riguarda la riqualificazione di una zona campestre, nella quale è stato realizzato un bacino di depurazione delle acque da utilizzare per un orto sociale e di un rimessaggio per canoe e biciclette.

Qui verrà realizzato un approdo sul tratto di fiume limitrofo in modo da favorire la navigazione dello stesso. Presto verrà istituito un bando d’affidamento del sito al quale potranno rispondere associazioni di settore e privati cittadini. L’Avv. Luigi Di Palma, nuovo Commissario della XIII COMUNITÀ MONTANA LEPINI- AUSONI, ha rimarcato l’importanza di "far funzionare e mettere a regime un progetto realizzato e pronto per essere avviato".
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In occasione dell’inaugurazione del progetto “Vivi Amaseno”, Fratelli d’Italia di Sezze ha voluto essere presente con una significativa rappresentanza, per esprimere il proprio sostegno e per riconoscere l’impegno del nuovo Commissario della Comunità Montana, l'Avv. Luigi Di Palma. Il progetto "Vivi Amaseno", che si sviluppa a ridosso del fiume Amaseno, prevede interventi di riqualificazione in un'area che diventerà un punto di riferimento per la comunità locale e per i visitatori. "Il progetto - così Fratelli d'Italia di Sezze - rappresenta anche un concreto esempio di come la collaborazione tra le istituzioni e il territorio possa generare risultati tangibili per il benessere collettivo. Come Coordinamento di Fratelli d’Italia di Sezze continueremo a supportare progetti che guardano al futuro, con la convinzione che solo con un impegno continuo e collettivo sarà possibile realizzare un cambiamento reale e duraturo per il nostro territorio".

 

La delegazione di Fratelli d'Italia di Sezze

Pubblicato in Politica

 

 

I consiglieri comunali di Bassiano Futura Costantino Cacciotti, Piero Avvisati e Domenico Guidi, hanno inviato una lettera  al Direttore Generale dell’ASL Dott.ssa Sabrina Cenciarelli e al Direttore del Distretto Sanitario LT3 dott. Vincenzo Lucarini per segnalare la carenza di medici di famiglia a Bassiano, con richiesta di nuove assegnazioni.

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Egregi Direttori,

Il Gruppo Consiliare Bassiano Futura esprime grande preoccupazione per la situazione che si sta creando a Bassiano a seguito del pensionamento di alcuni medici di famiglia e del loro mancato immediato avvicendamento in forma stabile.

La necessità di un efficiente Servizio Sanitario pubblico e territoriale è tornata al centro del dibattito.

Nell’attesa di servizi finalmente più ampi rispetto a quelli già notoriamente carenti nel nostro territorio, non è però possibile indebolire il rapporto fiduciario tra cittadino e medico di famiglia, che da sempre ha costituito il più immediato riferimento sanitario sul territorio.

Non deve essere superato il limite dei 1.500 pazienti per medico e ogni cittadino deve poter raggiungere facilmente l’ambulatorio del proprio medico di famiglia senza doversi spostare su altri Comuni.

Su questi punti chiediamo un impegno preciso e puntuale alla ASL, visto i gravi disagi che i residenti del nostro Comune stanno affrontando a causa della significativa carenza di medici di base.

La situazione richiede un intervento immediato e risolutivo.

Nel mese di settembre 2025 è andato in pensione il Dott. Giancarlo Tufo e nel prossimo mese di novembre potrebbe andare in pensione anche la Dott.ssa Amelia Pacilli.

Questa riduzione drastica del personale medico crea un vuoto insostenibile nella rete di assistenza sanitaria di base.

Questa prospettiva non solo aumenta il disagio per i nostri cittadini, ma può compromettere gravemente la loro salute e il loro benessere.

Di fronte a questa carenza di un servizio sanitario essenziale, come Gruppo Consiliare di Bassiano rivolgiamo richiesta al Direttore Generale della ASL e al Direttore del Distretto Latina 3, affinché sia fatta chiarezza sulla situazione e siano adottate le necessarie misure per garantire che ogni cittadino possa ricevere l’adeguata assistenza sanitaria.

La sollecitudine nell’affrontare questo problema è fondamentale per assicurare il benessere e la salute della comunità di Bassiano e garantire un accesso equo e tempestivo alle cure mediche per tutti i suoi abitanti.

Il medico di famiglia rappresenta il primo e fondamentale baluardo del Servizio Sanitario Nazionale. È colui che garantisce una sanità di prossimità, un supporto immediato e continuo per la popolazione.

La mancanza di medici di base, se non affrontata prontamente, rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza sanitaria per la nostra comunità. Si invita pertanto la ASL a considerare con la massima urgenza l’avvicendamento dei medici che andranno in pensione. È fondamentale che queste posizioni vengano sostituite quanto prima per evitare un collasso del sistema sanitario locale.

Non possiamo permettere che i nostri cittadini rimangano senza l’assistenza medica di cui hanno bisogno e a cui hanno diritto.

Inoltre, si ritiene indispensabile organizzare un incontro istituzionale al più presto per discutere dettagliatamente di queste problematiche e trovare insieme soluzioni concrete ed efficaci. Il nostro Gruppo Consiliare è pronto a collaborare attivamente con la ASL per garantire il miglior servizio possibile ai nostri cittadini.

Confidando nella sensibilità e nell’impegno delle autorità competenti, si resta in attesa di un riscontro per fissare l’incontro e discutere delle misure immediate da adottare.

Si assicura sin d’ora piena disponibilità e collaborazione per ogni iniziativa necessaria a risolvere le criticità rappresentate.

 

 

Pubblicato in Attualità