Sezze: troppe vite spezzate, servono risposte sull’incidenza dei tumori
A Sezze i tumori colpiscono sempre più persone giovani, soprattutto donne. Non parliamo solo di numeri, ma di vite reali. E io lo so bene, perché nel 2000 ho perso mia madre a causa di un microcitoma polmonare: aveva soltanto 46 anni.
Mia madre, una delle prime vittime
Mia madre non fumava, non beveva, non aveva abitudini che potessero far pensare a un rischio. Lavorava ogni giorno su Corso della Repubblica, dove per ore e ore era costretta a respirare i gas di scarico dei tir che attraversavano il centro del paese. In un mese quel tumore fulminante se l’è portata via. Forse fu uno dei primi casi a Sezze di una morte così precoce e improvvisa. Da allora, troppe altre famiglie hanno vissuto la stessa tragedia.
Una città avvelenata
Chi abita qui lo sa: nelle notti si alzano i fumi dei roghi di plastiche e rifiuti. Un odore acre che entra nelle case e resta sulla pelle. Si sa che quei fumi sprigionano diossine e sostanze cancerogene, ma i controlli sono assenti e i dati inesistenti.
Non è solo l’aria a destare preoccupazione. Anche l’acqua è a rischio: le nostre fonti, l’Ufente e le Sardellane, sono circondate da rifiuti abbandonati. Discariche ovunque anche a ridosso dei corsi d’acqua. È inevitabile domandarsi quanto di quello che beviamo e mangiamo ogni giorno sia contaminato. A tutto questo si aggiunge il traffico: camion e tir che attraversano le nostre strade e le nostre campagne, liberando polveri sottili e gas tossici, ormai riconosciuti come fattori di rischio per diversi tipi di tumore.
I dati che non arrivano
In Italia i tumori sono in crescita, e anche nel Lazio i numeri confermano un aumento generale. Non solo al polmone: crescono i casi di tumore al seno, al colon, all’utero, alla tiroide. Ma a Sezze non abbiamo dati precisi. Non sappiamo se davvero la nostra comunità sia più colpita della media, perché nessuno ha mai pubblicato statistiche locali.
Eppure, le testimonianze ci sono, le famiglie colpite sono tante. Possibile che nessuno voglia vedere il filo che lega queste storie?
Cosa chiediamo
A Sezze servirebbero:
monitoraggi seri e pubblici sulla qualità dell’aria e delle acque;
controlli costanti per fermare i roghi notturni e punire chi inquina;
programmi di screening oncologico diffusi e accessibili;
un registro tumori locale, che raccolga dati precisi e trasparenti.
Roghi, discariche e tumori
I tumori ci sono dappertutto, ed è vero che in parte il loro aumento è fisiologico: viviamo più a lungo e le diagnosi sono più precise. Ma a Sezze il problema è un altro: si sottovalutano i roghi notturni e le discariche abusive, fonti di sostanze tossiche che respiriamo e ingeriamo ogni giorno. Non potremo mai azzerare il rischio di ammalarci, ma forse potremmo ridurlo. Servirebbe però la volontà di guardare in faccia il problema e intervenire davvero.
Una questione di giustizia
La morte di mia madre non è stata un caso isolato. È parte di una catena di lutti che continuano a colpire famiglie intere, persone giovani. Ogni nome, ogni volto, ogni età troppo giovane ci ricorda che non si tratta di statistiche astratte ma di vite reali.
Perché vivere a Sezze non può voler dire respirare veleni e attendere che il destino decida chi sarà il prossimo.
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Oggi la comunità setina piange un'altra giovane donna, Cristina Tosto. Lottava da anni contro un male incurabile. A novembre avrebbe compiuto 45 anni. Insegnante, mamma di due ragazzi, donna dolce e riservata. Alla famiglia e ai familiari sentite condoglianze della redazione de LA NOTIZIA CONDIVISA.
