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A proposito della casa della salute di Sezze, per il taglio dei posti letto infermieristico. Questo purtroppo è il risultato che parte da molto lontano, è da 20 anni che la sanità pubblica subisce una emorragia verso il privato. Oramai la Regione Lazio ha fatto una scelta precisa ... è quella di puntare il tutto sulla sanità privata, cioè tutto a pagamento, sia i ricoveri se vuoi essere curato e sia le visite mediche sé vuoi essere visitato, altrimenti liste di attesa in finite, addirittura per il fine vita devi pagare altrimenti aspetti. Sezze fa parte di questo disegno, che la Regione Lazio attraverso i suoi codici determina quello che la Casa della Salute può fare oppure no! Una struttura quella di Sezze, secondo me, all’altezza di qualsiasi situazione, una struttura con personale che da anni lavorano con una cooperativa e da anni aspettano di essere assunti a tempo indeterminato nel Servizio sanitario nazionale, tante promesse.  Personale all’avanguardia ma che non vengono dotati di attrezzature e servizi perché la politica ha deciso così... assurdo. E ‘ da anni che sostengo che la sanità va tolta dalle  Regioni e va modificato l’art. V che regolamenta i finanziamenti alle regioni, non possiamo permetterci 21 sanità regionali (ci costano 850 miliardi di cui 50 nel Lazio), perché sono diventati centri di potere politico di clientele e sprechi dei partiti che non possiamo più permetterci. Anche su chi, ancora crede ad un minimo della politica dovrebbe dire basta a questo stato di cose e fare una proposta chiara che per avere una sanità unica universale e pubblica che va riportata a livello centrale per poter utilizzare le risorse nei territori, i cosiddetti presidi ospedalieri, per fare pronto soccorso, visite mediche e da filtro per l’ospedale santa Maria Goretti, che già oggi scoppia. Non ultimo, per importanza si investa di più sul personale medico infermieristico attraverso i concorsi e basta con le cooperative o personale a gettone è più investimenti nelle strutture territoriali.

Pubblicato in Politica

 

Forse è la politica che non si interessa di loro dei giovani. Il 22 di settembre a Latina piazza del Popolo e tutte le piazze d’Italia erano gremite di giovani e di insegnanti che manifestavano a sostegno del popolo della Palestina e Gaza libera, Palestina che è stata cancellata dall’arroganza americana e dalla politica di comodo, avendo dato carta bianca al criminale (decretato dal tribunale dei diritti internazionali) Netanyahu, di fare tabula rasa di Gaza e occupare la Cisgiordania con i coloni ebrei, mettendo così, ne al riconoscimento di due popoli e due Stati.

I giovani di oggi militano nelle associazioni per i diritti più “estremi “ perché nella politica tradizionale non ci sono spazi o molti, non credono più nella politica. Questo succede perché la politica tradizionale è sempre più presa da percorsi personali dei propri politici e al mantenimento delle logiche di partito e al proprio compiacimento e sempre più lontana dalla società civile.

Ho partecipato a più iniziative “cosidette estreme” e ho ascoltato e notato la presenza di tanti giovani che oggi riutano i nostri politici ( per la politica che si fa ). Il giovane di oggi non crede più nella politica perché purtroppo è fatta di compromessi al ribasso o clientele, più delle volte la politica non fa ciò che viene promesso in campagna elettorale. La forza politica si aggiudica alle elezione la maggioranza per governare il paese su un programma politico presentato agli elettori, ma una volta al governo fa l’esatto contrario di quello che ha promesso in campagna elettorale: questo è quanto viene denunciato dai giovani.

Oggi il progresso ha portato un grande benessere per i nostri giovani che vedono questo benessere rimesso in discussione proprio dai nostri politici locali e mondiali. 
Si rimettono in discussione il diritto alla salute pubblica, il diritto alla scuola pubblica, poco lavoro, non per meritocrazia ma più delle volte su raccomandazione. Contratti precari e stipendi da fame, e si parla sempre più di guerre, armamenti e così via; oggi prevale la legge del più forte e di chi ha più soldi, tanti ragazzi lasciano il nostro paese per andare all’estero per realizzarsi ( sono 29 mila giovani l’anno diplomati e laureati che lasciano il nostro paese).
 
La nostra società nata dalla povertà e dalle macerie della seconda guerra mondiale, ma con tanta serietà, ducia, onestà, e’ stata ricostruita dai nostri padri sul lavoro, sull’istruzione, sulla solidarietà e l’inclusione sociale come un diritto per tutti e non per alcuniTroppi opportunismi, troppi privilegi a persone che non meritano e troppe clientele che rimettono in discussione i diritti fondamentali previsti dalla nostra costituzione che dovrebbe essere una regola per la politica di oggi.

Allora che fare per riportare i giovani alla politica? 
I giovani si riconoscono sempre più nell’associazionismo e sempre meno nei partiti. Interessante potrebbe essere la rete giovani istituita nel 2021 dalle associazioni giovanili, oggi ferma, che potrebbe attivare un confronto intergenerazionale tra giovani cittadini e decisori politici e per favorire la creazione di un rinnovato progetto per il paese. Potrebbe essere un’inversione di rotta, coinvolgere maggiormente i giovani nei processi decisionali anche attraverso canali digitali per far sì che loro si sentano attori pro attivi in questo ambito e nei processi decisionali e avere la centralità delle nuove generazioni per il futuro dell’Italia e delle nostre comunità.

I comuni, i governi, in sostanza debbono attivarsi di più per le politiche dei giovani e ascoltarli, attivando e costruendo meccanismi di coinvolgimento partendo proprio dalle associazioni presenti nei nostri territori. A livello locale si faccia un coordinamento di quello che c’è si dia una sede e gli strumenti e le regole per cominciare a coinvolgere i ragazzi che operano nelle varie associazioni e si sperimenti l’educatore di strada per una vera inclusione sociale e per dare un ruolo ai nostri ragazzi, perché anche la politica ha bisogno di una riqualicazione.
 
Pubblicato in L'Approfondimento

 

Il prossimo sabato 27 settembre, a partire dalle ore 10.15, l’Auditorium San Michele Arcangelo di Sezze ospiterà la giornata di studi dal titolo “La colonia di Setia. Ricerche nel Lazio repubblicano”.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Sezze in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Latina e Frosinone e la Sapienza Università di Roma, rappresenta un’importante occasione di approfondimento e confronto scientifico sul passato della colonia latina di Setia e sul suo ruolo all’interno del più ampio quadro del Lazio repubblicano.

Dopo i saluti istituzionali di Lidano Lucidi, sindaco di Sezze, e di Alessandro Betori, soprintendente SABAP per le province di Latina e Frosinone, si alterneranno interventi di studiosi e ricercatori che presenteranno i risultati delle più recenti indagini condotte sul territorio: Gianluca Melandri del SABAP Latina e Frosinone, Alessandro M. Jaia della Sapienza; Francesco M. Cifarelli dell'Università degli Studi dell’Aquila e Laura Ebanista (Sapienza Università di Roma) , che presenterà il suo lavoro Setia, ricerche di topografia urbana. A seguire, è prevista una sessione poster, ovvero la presentazione di progetti, ricerche e idee a cura degli studenti della Sapienza Università di Roma coinvolti nella campagna di ricognizione 2025. La giornata si concluderà alle ore 12.30 con un aperitivo di saluto.

"Grazie a un accordo tra Comune di Sezze, Soprintendenza e Università La Sapienza si stanno conducendo da qualche anno delle ricerche approfondite sulla nostra città; sono tanti gli universitari che vengono a studiare la nostra terra. Sono estremamente soddisfatto per il lavoro portato avanti con grande passione dalla Professoressa Laura Ebanista e dal suo team, lavoro che sta permettendo a tutti noi di riscoprire le radici più autentiche della nostra comunità", ha commentato il sindaco Lidano Lucidi. "Gli studi condotti da alcuni dei più autorevoli esperti del settore – continua il primo cittadino - stanno facendo emergere una storia complessa, ricca e ancora per molti versi da riscoprire. Si tratta di un approfondimento importante affrontato con attenzione e sistematicità, e che oggi ci restituisce un quadro più ampio e completo sulle origini della nostra Sezze.
Quello che celebriamo oggi non è un punto di arrivo, ma piuttosto un primo passo nella direzione della riscoperta e della valorizzazione di un patrimonio storico e archeologico immenso, che appartiene a Sezze e che dobbiamo sentire come una responsabilità condivisa. È un cammino che rafforza la nostra identità e ci impegna a custodirla e trasmetterla alle generazioni future".

 

 

 

Pubblicato in Eventi Culturali

 

 

Il circolo Fratelli d’Italia di Sezze ha protocollato, a firma del consigliere comunale Serafino Di Palma, una serie di interrogazioni che saranno discusse nel prossimo question time. Diverse le questioni poste all’attenzione del sindaco di Sezze Lidano Lucidi e del presidente del consiglio comunale Pietro Del Duca, a partire dalla messa in sicurezza e del decoro del Parco Cottignoli di Sezze Scalo e del parcheggio di via degli Archi. A tal proposito nell’interrogazione si legge: “Chiediamo di sapere i motivi per i quali non si è dato seguito alle attività propedeutiche necessarie per la definizione della gestione della custodia e guardiania del parcheggio nonostante l’argomento sia stato oggetto di discussione nelle competenti commissioni consiliari”.

Un’altra interrogazione presentata dal Circolo di FdI riguarda il dissesto idrogeologico del ponte e torrente Brivolco. “Intendiamo capire quali saranno i tempi previsti da questa amministrazione per la messa in sicurezza del Ponte e del Torrente considerando che lo stato d’arte dei lavori, iniziati e poi sospesi sono stati finanziati dal Ministero per la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico”.

Infine altre interrogazioni interessano la messa in sicurezza della SS Monti Lepini dal km 40+400 al 41+000, e la richiesta di interventi per tutelare la quiete pubblica contro le immissioni acustiche dei motorini e scooter nelle strade di Sezze.

 

Nella foto la condizione attuale del torrente Brivolco a Sezze Scalo 

 

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