Caro scuola, calo degli iscritti ed Istituti non a norma
L’estate sta finendo e le famiglie cominciano a fare i conti con l’apertura delle scuole. Con le problematiche di tutti gli anni passati, professori che mancano e scuole che sono state dimensionate. Personale scolastico in apprensione per le graduatorie e chi per i mancati pagamenti di stipendio che lo riguardano e costi per le famiglie per il caro libri. Insomma una scuola con le sue problematiche che di anno in anno aumentano sia per un deficit di nascite che per delle scelte politiche da parte del governo; si depotenzia sempre più il pubblico per andare verso il privato: il bonus per le scuole private ne è una prova, penalizzando così sempre le famiglie disagiate e si costruisce una scuola sempre più privata con finanziamenti pubblici a discapito della scuola pubblica.
Il solito sistema: si depotenzia la scuola pubblica a favore del privato, per poter dire che il pubblico non funziona. Il caro scuola per l’anno scolastico 2025/2026 raggiunge cifre record, tra zaini, quaderni, diari, prodotti di cancelleria, materiale da disegno, libri e dizionari, l’esposto complessivo può superare quota 1.300 euro per studente.
FOCUS
In provincia di Latina la situazione delle scuole per l’anno scolastico 2025/2026 è caratterizzata da un calo degli iscritti con 73.181 studenti rispetto ai 75.684 dell’anno precedente. Per quanto riguarda le scuole non in regola nella nostra provincia mancano dati aggiornati e più precisi dagli enti locali o delle istituzioni preposte al controllo della sicurezza nelle scuole. Da dati del 2017 risultano solo 32 le scuole comunali e i licei della provincia di Latina ritenuti antisismici. Le restanti 417, invece, sono tutte strutture ufficialmente a rischio. Numeri importanti quelli rilevati dal Ministero dell’istruzione in merito all’edilizia scolastica, che ridisegna un quadro preoccupante per il territorio, soprattutto dopo i diversi casi di crepe o danni che i dirigenti scolastici hanno segnalato ai Vigili del Fuoco e agli enti di riferimento subito dopo i terremoti che hanno colpito recentemente il Centro Italia. Ma ci sono alcune scuole che si salvano, soprattutto sui Lepini, e nel sud pontino. Gli altri Comuni sono tutti a rischio, fatta eccezione per Cisterna.
Purtroppo il governo sulla scuola ha delegato tutto alle Regioni, lavandosi le mani, con la realizzazione dei 21 centri di spesa a livello Regionale e Deresponsabilizzarsi da un rilancio della scuola pubblica attraverso investimenti sulla riqualificazione della qualità dell’istruzione e del personale docente, sulla messa a norma degli Istituti, così come mettere mano all’abbandono scolastico e poi non dimentichiamo che la scuola italiana prima della regionalizzazione era tra i primi posti a livello europeo per una scuola di qualità. Gli ultimi dati purtroppo ci danno al quartultimo posto per qualità di istruzione, dopo di noi Bulgaria Romania e Ungheria …ma che variano a livello nazionale tra Regioni e Regioni. Andare a scuola in Italia non è dappertutto uguale e questo è un grande problema: alla faccia del diritto costituzionale per una scuola pubblica per tutti.
