Raccolta differenziata a Sezze: quando i numeri non raccontano tutta la storia
Nei giorni scorsi - sul bollettino informativo del sindaco di Sezze Lidano Lucidi - è stata diffusa una grafica istituzionale che attribuisce a Sezze una raccolta differenziata pari al *64,1% nel 2025*, presentata come il miglior risultato mai raggiunto dalla città. È però necessario distinguere tra andamento mensile e dato annuale consolidato, l'unico utilizzato nei report ufficiali regionali e nazionali (ISPRA, ARPA, Legambiente). Le stesse percentuali riportate nella comunicazione mostrano infatti oscillazioni significative durante l'anno, a conferma di un sistema che non appare ancora pienamente stabile e strutturato.
Non a caso, Sezze non risulta inserita tra i “Comuni Ricicloni” di Legambiente, riconoscimento assegnato alle amministrazioni che superano stabilmente il 65% di raccolta differenziata annua e mantenendo bassi livelli di rifiuto indifferenziato pro capite. Un'assenza che non sminuisce i progressi registrati, ma che evidenzia come i risultati comunicati non siano ancora sufficienti, su base annuale, per rientrare tra le realtà considerate virtuose a livello regionale e nazionale.
Ma al di là delle percentuali, sorge spontanea una domanda: che cosa ne penseranno di questi numeri gli abitanti del centro storico, che quotidianamente si trovano a convivere con abbandonandoni irregolari, sacchi accumulati e micro-discariche?
E come vengono percepiti questi risultati da chi vive nelle campagne di Sezze Scalo, dove il fenomeno delle discariche abusive lungo le strade rurali resta una presenza costante?
La raccolta differenziata non è solo una percentuale da comunicare, ma un'esperienza quotidiana che si misura nel decoro urbano, nella pulizia delle strade, nel controllo del territorio e nella prevenzione degli abbandoni. Elementi che, in molte zone del Comune, continuano a rappresentare una criticità evidente. In questo quadro si inserisce anche il caso di Via Sandalara, tornato recentemente all'attenzione per una denuncia presentata non dai cittadini ma dalle guardie ambientali a seguito della presenza di rifiuti abbandonati e micro-discariche. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una situazione già segnalata in passato, che evidenzia come il problema degli abbandoni irregolari resti ancora irrisolto in alcune aree del territorio comunale.
Il caso di Via Sandalara diventa così emblematico della distanza che può esistere tra le percentuali comunicate e la realtà quotidiana vissuta da una parte della cittadinanza, richiamando l'attenzione sulla necessità di affiancare ai dati *un'azione costante di controllo, prevenzione e intervento sul territorio*. Sezze Scalo è una discarica a cielo aperto e si puliscono solo le zone più frequentate: Via Casa di Piano, ss 156, Migliara 45, ex Cirio, lungo UFENTE, Arnaldo dei Bufali gridano verità.
Il rischio di una comunicazione basata esclusivamente sui numeri è quello di autocelebrarsi senza affrontare fino in fondo i problemi reali. Se l'attenzione resta concentrata solo sulle percentuali, senza un'analisi concreta delle situazioni più difficili, si corre il pericolo di perdere il contatto con la realtà vissuta dai cittadini.
I dati possono e devono essere uno strumento utile, ma *non possono sostituire l'osservazione del territorio. Senza un intervento deciso sulle discariche abusive, sul controllo e sull'educazione ambientale, i numeri rischiano di restare una rappresentazione parziale.
Guardare la realtà nella sua complessità fa riconoscere che solo affrontando i problemi, e non limitandosi a contarli, si può davvero migliorare.
E allora la domanda resta aperta: *ci crediamo davvero a questi dati?
O forse chiedetelo a chi ogni giorno schiva sacchi abbandonati nel centro storico, oa chi, nelle campagne di Sezze Scalo, convive con discariche che i numeri non riescono a nascondere.
