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Due procedimenti giudiziari, un unico nodo centrale: la legittimità delle operazioni sui terreni gravati da uso civico. Con le deliberazioni n. 2 e n. 3 approvate nella seduta del 16 gennaio 2026, la Giunta comunale di Sezze ha deciso di costituirsi in giudizio davanti al Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana, affidando entrambi gli incarichi legali all’avvocato Antonio Cardinale.

I procedimenti, iscritti ai numeri RG 23/2025 e RG 24/2025, sono stati promossi dallo stesso Commissario agli usi civici, dott. Antonio Perinelli, nei confronti della Regione Lazio e del Comune di Sezze, e riguardano la verifica della qualità giuridica dei terreni interessati da recenti permute autorizzate ai sensi della legge n. 168/2017.

Il caso del cimitero comunale: un passaggio amministrativo cruciale

Il primo contenzioso riguarda le aree su cui insiste il cimitero comunale. Qui il Comune ha operato una permuta con trasferimento dei vincoli di uso civico da terreni del demanio civico (Foglio 36, particelle 2299, 2300 e 2301) a un’area di proprietà comunale inserita nel patrimonio disponibile.

Un’operazione delicata, che tocca un’infrastruttura pubblica essenziale, ma che ora viene messa in discussione dal Commissario, chiamato a verificare se la natura dei terreni e il trasferimento dei vincoli siano avvenuti nel pieno rispetto della normativa.

Setia Factory: sviluppo e vincoli collettivi

Il secondo procedimento riguarda invece il progetto “Setia Factory”, presentato come iniziativa di utilità sociale. Anche in questo caso il Comune ha effettuato una permuta: un’area gravata da uso civico (Foglio 62, particella 359) è stata scambiata con un altro terreno comunale (Foglio 5, particella 182), con contestuale trasferimento dei vincoli.

Il tema, però, resta lo stesso: la corretta qualificazione giuridica dei suoli e la legittimità dell’intera operazione amministrativa.

Perché interviene il Commissario

La legge consente la permuta con trasferimento dei vincoli di uso civico, ma a condizioni molto stringenti. Proprio per questo il Commissario ha deciso di intervenire prima che gli effetti delle permute diventino irreversibili.

Il messaggio è chiaro: non basta l’autorizzazione regionale, serve la certezza che i terreni coinvolti abbiano realmente la natura giuridica dichiarata e che l’interesse collettivo originario non venga compromesso.

La scelta della difesa e le prime criticità

La Giunta ha optato per un affidamento diretto, motivandolo con l’“eccezionale complessità” della materia degli usi civici. Entrambi gli incarichi sono stati affidati allo stesso legale, l’avv. Antonio Cardinale, ritenuto specialista del settore, pur non essendo inserito nell’elenco comunale dei professionisti.

Una scelta legittima sul piano regolamentare, ma che solleva interrogativi politici e amministrativi:

- perché due procedimenti distinti, ma strettamente collegati, vengono affrontati solo ora in sede giudiziaria?

- la Regione e il Comune hanno valutato preventivamente il rischio di un intervento commissariale?

- l’Ente ha margini di responsabilità nel caso in cui le permute vengano ritenute illegittime?

I possibili risvolti: scenari aperti

L’udienza fissata per il 9 febbraio 2026 rappresenta un passaggio chiave. Gli esiti possibili non sono neutri:

- Conferma della legittimità: il Comune uscirebbe rafforzato, ma resterebbe comunque il precedente di un controllo giudiziario su operazioni già autorizzate.

- Annullamento o sospensione delle permute: scenario ben più delicato, che potrebbe bloccare opere pubbliche, progetti di utilità sociale e generare nuovi costi per l’Ente.

- Responsabilità amministrative: qualora emergessero irregolarità, potrebbero aprirsi ulteriori profili di responsabilità, anche contabile.

Una questione che va oltre il processo

Al di là dell’esito giudiziario, la vicenda mette in luce un tema strutturale: la gestione degli usi civici continua a rappresentare un terreno scivoloso per gli enti locali, soprattutto quando sviluppo, opere pubbliche e vincoli storici entrano in collisione.

Il doppio fronte giudiziario aperto a Sezze non è solo una questione tecnica, ma un banco di prova politico-amministrativo che potrebbe incidere profondamente sul futuro assetto del territorio e sul rapporto tra istituzioni e beni collettivi.

Pubblicato in In Evidenza