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Il trasferimento del Centro per l'Impiego da Sezze Scalo a Sezze, presso il Monastero delle Clarisse, entra nella fase finale. Durante il question time in consiglio comunale, l'assessore Fernandez  ha annunciato che entro il 31 maggio saranno completati i lavori del secondo stralcio, confermando di fatto la prossima attivazione della nuova sede nel centro storico.

L'intervento, dal costo complessivo di 1.614.640 euro, riguarda la rifunzionalizzazione degli spazi interni del complesso delle Clarisse per ospitare uffici, aree di accoglienza al pubblico e locali di servizio destinati alle attività del Centro per l'Impiego. Un'operazione che punta al recupero di un immobile storico e al rafforzamento dei servizi pubblici nel cuore della città.

Tuttavia, accanto all'annuncio sul completamento dei lavori, resta aperta una domanda cruciale: dove parcheggeranno gli utenti?
Il Centro per l'Impiego è un servizio che richiama quotidianamente decine di persone, molte delle quali provenienti anche da fuori Sezze e spesso costrette a spostarsi in auto. La zona del Monastero delle Clarisse, come noto, soffre già di una cronica carenza di parcheggi, aggravata dalla presenza di uffici, abitazioni e attività commerciali.

Dalla documentazione progettuale emerge una dettagliata distribuzione degli spazi interni, ma non risultano soluzioni strutturali dedicate alla sosta, né aree di parcheggio riservate agli utenti o al personale. Un aspetto che rischia di trasformare un intervento di riqualificazione in un problema quotidiano per cittadini e lavoratori, con possibili disagi legati a traffico, soste selvagge e difficoltà di accesso ai servizi.

Il trasferimento dal polo di Sezze Scalo, più facilmente raggiungibile e dotato di maggiori spazi di sosta, al centro storico rappresenta quindi una scelta che, se non accompagnata da una pianificazione adeguata della mobilità, potrebbe penalizzare proprio le fasce di utenza più fragili che il Centro per l'Impiego è chiamato a servire.

A fronte di un investimento pubblico superiore a 1,6 milioni di euro, la domanda resta aperta: l'amministrazione ha previsto soluzioni concrete per garantire l'accessibilità del servizio, oppure il problema dei parcheggi verrà lasciato, ancora una volta, sulle spalle dei cittadini?

Pubblicato in Politica

 

 

L'auditorium, noto anche come Auditorium del Turismo Mario Costa , fu inaugurato il 13 maggio 2004 e, in quell'occasione, la Regione Lazio, tramite l'APT della Provincia di Latina, consegnò l'intero stabile al Comune di Sezze. La struttura è chiusa da anni e recentemente il Comune ha avviato gli interventi necessari per la sua riapertura.

Il nodo della questione è venuto a galla con la Determina n. 68 del 23 maggio 2024 del Settore Servizi al Territorio del Comune di Sezze. Con questo atto, l'Ente ha formalmente preso atto degli esiti della gara e affidato i lavori finalizzati alla presentazione della SCIA antincendio e all'ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), indispensabile per rendere la struttura sicura e agile.

Secondo la determina, il teatro non era in possesso delle certificazioni antincendio previste dal DPR 151/2011, rendendo necessari complessi interventi di adeguamento. I lavori riguardano:

  • Rifacimento dell'impianto di illuminazione di sicurezza

  • Installazione del sistema di rivelazione fumi

  • Adeguamento dell'impianto idrico antincendio

  • Opere elettriche collegate agli impianti

L'importo complessivo dei lavori è di circa 198 mila euro, mentre l'appalto è stato affidato alla ditta FVP Srl di Sezze per un valore finale di 152.456,50 euro IVA inclusa. Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) è l'architetto Antonio Stamegna, responsabile del Settore V – Servizi al Territorio.

Durante il recente Question Time in Consiglio Comunale, i consiglieri hanno chiesto spiegazioni sui motivi della lunga chiusura del teatro. L'assessore Pietro Bernabei, già assessore in diverse giunte dal 2007 al 2017, con deleghe tra cui Ambiente, Lavori Pubblici e Innovazione tecnologica, ha spiegato che la chiusura della struttura è stata attribuita a un adempimento burocratico risalente a circa 15 anni fa: una marca da bollo mancante sui documenti ufficiali relativi all'omologazione e al collaudo del teatro.

Secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco, l'assenza di questo marchio da bollo sulla certificazione ha impedito la regolare apertura del teatro al pubblico, rendendo la struttura inutilizzabile per eventi e attività culturali. La vicenda ha suscitato sorpresa e reazioni anche tra i banchi della maggioranza, riportando al centro del dibattito la questione della burocrazia e della gestione dei beni culturali nel Comune di Sezze.

Il futuro dell'Auditorium Mario Costa

Situato in via Piagge Marine, l'Auditorium Mario Costa rappresenta un punto di riferimento culturale per la comunità di Sezze. Con l'avvio dei lavori di adeguamento antincendio, la struttura si avvia verso la riapertura, ma resta aperta la questione della gestione futura: il sindaco Lucidi ha dichiarato che sarà bandita una gara per affidarlo a enti esterni, perché non bisogna pensare alla cultura come a qualcosa di gratuito.

In ogni caso, la vicenda del Teatro Costa rappresenta un esempio emblematico di come iter burocratici e adempimenti tecnici possano rallentare la fruibilità dei patrimoni culturali e dell'importanza di interventi tempestivi per ripristinare spazi di cultura alla comunità.

Chi avrebbe mai detto che la vera stella dietro la lunga chiusura del Teatro Costa fosse una marca da bollo?

Pubblicato in Attualità