Sezze: i Carabinieri Forestali sequestrano un centro di demolizioni autoveicoli
Comunicato stampa Carabinieri Forestali
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Nei giorni scorsi, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Sezze, a seguito di un'attività ispettiva presso un centro demolizioni autoveicoli sito nel medesimo Comune, hanno accertato che l'attività veniva svolta in totale assenza di titoli autorizzativi.
In particolare i militari hanno riscontrato che nell'area erano presenti rifiuti rientranti nelle categorie di 'pericolosi' e 'non pericolosi', costituiti tra l'altro da parti di autovetture smontate, fusti di oli esausti, motori di autoveicoli in parte al coperto e in parte su piazzale scoperto, cassoni contenenti motori, semiassi, radiatori e ammortizzatori. Sono stati rinvenuti inoltre cumuli di pneumatici pari a circa 50 metri cubi di ingombro, un muletto senza targa funzionante, carrelli con bombole di ossigeno e acetilene funzionanti pannelli usati per la coibentazione, numerose lamiere in ferro, un carro attrezzi funzionante. autovetture in parte targate e 60 paraurti di autovetture in materiale plastico.
Nel piazzale della ditta erano presenti delle griglie per la raccolta delle acque di prima pioggia che venivano convogliate in una vasca, al cui interno è stata riscontrata la presenza di una pompa aspiratrice con un tubo che, bypassando in maniera illegale il depuratore, va a convogliare il tutto nel pozzetto d'ispezione di acque bianche.
Constatati i fatti, si è proceduto al sequestro penale preventivo dell'area e a deferire il legale rappresentante della società all'Autorità Giudiziaria sia per gestione illecita di rifiuti sia per mancato rispetto della disciplina inerente alla raccolta delle acque di prima pioggia.
I militari dell'Organizzazione Forestale dell'Arma dei Carabinieri proseguono nelle loro attività di prevenzione e repressione dei reati a danno dell'uomo e dell'ecosistema, anche sensibilizzando cittadini e imprese a porre in essere le corrette pratiche in materia di gestione dei rifiuti, sottolineando i vantaggi economici, sociali e ambientali derivanti da un corretto trattamento degli stessi. Nel contempo incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva.
Monti Lepini, il sindaco di Sezze Lucidi: “Servono investimenti, basta stare ai margini”
Un appello a rimettere i territori interni della provincia di Latina al centro delle scelte di sviluppo, superando una narrazione considerata ormai superata e puntando su infrastrutture, servizi essenziali e qualità della vita. È il messaggio lanciato dal sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, che richiama l’attenzione sul ruolo strategico dei Monti Lepini e sulle criticità che ancora oggi ne limitano crescita e opportunità.
“I Monti Lepini - esordisce Lucidi - sono una terra antica, ricca di storia e cultura. La bonifica della palude pontina è stata portata avanti anche dai nostri nonni che hanno dato un contributo decisivo allo sviluppo di tutta la provincia. Un territorio ampio, in cui risiedono decine di migliaia di persone relegato ai margini delle grandi scelte di sviluppo. Le politiche pubbliche guardano quasi esclusivamente alle aree metropolitane o alla costa, mentre i territori interni vengono considerati “periferici”, quando in realtà custodiscono una parte essenziale dell’identità e dell’equilibrio provinciale e regionale. Questo territorio chiede con forza infrastrutture adeguate, servizi moderni, sostegno alle imprese locali, valorizzazione del patrimonio naturale, immobiliare e culturale. Deve essere cambiata la prospettiva: i Monti Lepini non sono un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare".
L'analisi di Lucidi, poi, cerca di entrare più in profondità: "C’è un equivoco di fondo che va superato: quando si parla dei Lepini, troppo spesso si pensa esclusivamente a interventi in ambito agricolo o rurale. È una visione riduttiva, parziale e falsa, legata a un passato che non tornerà più. Qui vive una comunità reale: famiglie, anziani, giovani, imprese, scuole, ci sono bisogni complessi da soddisfare. Questa narrazione avallata in parte anche dalla politica locale, non mi trova d'accordo, è datata e non adatta ai tempi moderni. Noi abbiamo invece bisogno di infrastrutture moderne, servizi efficienti, collegamenti adeguati, sanità, formazione, cultura, innovazione. Non si può continuare a immaginare lo sviluppo delle aree interne solo attraverso bandi agricoli".
Secondo il sindaco di Sezze: "Serve una visione più ampia: investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali, sui servizi essenziali, sulla qualità della vita. Un esempio su tutti: il distretto sanitario Latina III, il nostro, è l’unico della provincia che non dispone di un pronto soccorso. Inoltre abbiamo poche autoambulanze come se qui non vivessero persone in carne ed ossa. È una condizione che pesa ogni giorno sulla sicurezza e sulla serenità delle persone che vivono in questi territori. È solo un esempio di una marginalità che non può più essere accettata. Uno sviluppo equilibrato non può lasciare indietro intere aree. Occorre una strategia che riconosca il ruolo dei nostri comuni e li renda protagonisti delle politiche di investimento, non semplici destinatari residuali. Un territorio vive solo se viene messo nelle condizioni di crescere, e noi meritiamo di essere messi al pari di tutti gli altri. Non chiediamo privilegi, chiediamo attenzione e di competere alla pari".
Insomma, urge un cambio di passo: una strategia di sviluppo davvero equilibrata non può prescindere dai territori interni e dai bisogni concreti delle comunità che li abitano.
IN CAMMINO INSIEME PER LA PACE A SEZZE
La Comunità di Sant’Egidio ha celebrato la Giornata mondiale della Pace il 1° gennaio 2026 a Roma con la tradizionale marcia “Pace in tutte le terre”, che ha riunito migliaia di persone provenienti da diverse città d’Italia e del mondo. In Piazza San Pietro i partecipanti si sono raccolti per ascoltare il messaggio di Papa Leone XIV e per ricordare i Paesi ancora segnati dalla guerra, rinnovando l’invito a costruire “una pace disarmata e disarmante” e a denunciare l’aumento delle spese militari, oggi promosse come soluzione internazionale da molti governi.
Per numerose associazioni, il biennio 2025-2026 è stato un tempo di intenso impegno per la pace: lo stesso grido che ha unito migliaia di persone a Roma ha risuonato anche in molte altre città, come richiesta corale di fine dei conflitti e di giustizia per i popoli colpiti dalla violenza.
Questo appello si inserisce nei giorni dell’unità dei cristiani, con uno spirito profondamente ecumenico, ma si rivolge anche a tutti i popoli che, in un contesto internazionale sempre più complesso, desiderano invocare la pace e promuovere il dialogo tra le religioni. L’iniziativa parla inoltre ai laici e ai non credenti che, in un mondo tormentato da guerre e ingiustizie, continuano a lottare per un futuro di convivenza e riconciliazione.
La speranza condivisa è che questo grido venga ascoltato dai potenti della terra e che, ovunque, cessi il rumore delle armi.
In questo solco si colloca anche l’iniziativa di Sezze, che intende fare eco alle manifestazioni svoltesi in numerose città d’Italia e del mondo. Grazie al contributo di associazioni laiche e religiose del territorio, la comunità locale si prepara a invocare insieme la pace. L’iniziativa, promossa dal parroco di Santa Lucia, don Giovanni, prevede un pomeriggio di riflessione e condivisione.
Alle ore 17.00 si terrà una riflessione sulla quotidianità della pace, animata dal Centro diurno C. Tamantini e aperta a tutte le persone che desiderano sentirsi coinvolte. Alle ore 18.00 seguirà la Liturgia per la Pace, momento di preghiera e raccoglimento comunitario.
Alle 18.30 prenderà avvio la marcia verso il centro storico, che unirà alcuni luoghi simbolici del paese attraverso testimonianze e soste di riflessione. Durante il cammino sono previsti interventi sui conflitti emergenti e un momento di memoria dedicato al bombardamento di Sant’Andrea.
La marcia si concluderà nella piazza della Cattedrale, dove ogni gruppo o singola persona potrà lasciare una bandiera, un cartellone, un dipinto o un altro segno simbolico, contribuendo a costruire un messaggio collettivo di pace. L’invito è rivolto in modo particolare anche a bambini, ragazzi e scuole di ogni ordine e grado.
La marcia è aperta a tutti e tutte, perché la pace è di tutti. Un cammino condiviso che, da Roma a Sezze, continua a dare voce alla speranza.
