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Un’interrogazione consiliare per chiedere all’Amministrazione se intenda adottare la definizione agevolata delle entrate comunali prevista dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026). A presentarla è il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Serafino Di Palma, che ha indirizzato l’atto al presidente del Consiglio comunale, al sindaco e al segretario generale del Comune di Sezze.

Il riferimento normativo è contenuto nei commi 102–110 della manovra finanziaria 2026, che riconosce a Regioni ed enti locali la facoltà di disciplinare, con apposito regolamento, forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, comprese sanzioni e interessi. La misura, tuttavia, non è automatica: richiede una specifica deliberazione del Consiglio comunale, previo parere dell’Organo di revisione e verifica della sostenibilità finanziaria.

Nel testo dell’interrogazione, Di Palma sottolinea come lo strumento possa riguardare tributi ed entrate quali IMU, TARI, canone unico patrimoniale, sanzioni amministrative e altre entrate proprie dell’ente, consentendo – a seconda delle modalità che verrebbero stabilite – il pagamento del solo capitale o la riduzione, fino all’azzeramento, di sanzioni e interessi.

Secondo il consigliere, se “correttamente strutturata”, la definizione agevolata potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per il recupero di crediti difficilmente esigibili, migliorando la capacità di riscossione dell’ente e favorendo al contempo la regolarizzazione delle posizioni debitorie di famiglie e imprese in difficoltà.

L’interrogazione richiama inoltre la presenza, come in tutti gli enti locali, di residui attivi legati a tributi e altre entrate proprie, evidenziando come una misura di questo tipo, se attentamente calibrata, potrebbe incrementare la riscossione effettiva e alleggerire il carico sanzionatorio per i contribuenti.

Quattro i quesiti posti al sindaco e alla giunta: se sia già stata avviata una valutazione tecnica e finanziaria sull’adozione del regolamento; se sia stata effettuata una ricognizione dei residui attivi potenzialmente interessati con relativa stima dell’impatto sugli equilibri di bilancio e sul Fondo crediti di dubbia esigibilità; se l’Amministrazione intenda sottoporre a breve al Consiglio una proposta di regolamento, indicando linee guida e criteri applicativi; e, in caso contrario, quali siano le motivazioni ostative.

Alla nota è allegato un documento operativo IFEL-ANCI a supporto della proposta.

Il tema potrebbe approdare nelle prossime settimane in Consiglio comunale, aprendo un confronto politico e tecnico su una misura che, se adottata, avrebbe ricadute sia sui conti dell’ente sia sui contribuenti del territorio.

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A Sezze lo sport continua a essere ostaggio delle promesse. Mancano strutture adeguate, gli impianti sono insufficienti o incompiuti e le uniche alternative restano le palestre scolastiche, spesso in condizioni precarie. L’ultimo episodio è emblematico: la palestra della scuola di via Piaggio Marine completamente allagata. Un impianto inutilizzabile, attività sospese, società sportive in difficoltà e ragazzi costretti a fermarsi. Non è solo un problema tecnico. È il simbolo di una gestione che, negli anni, non ha trasformato le parole in fatti.


Nel programma dell’amministrazione guidata da Lucidi si leggeva:
“L’impiantistica sportiva, anche con opere incompiute, è un problema che dovrà essere affrontato con le associazioni del territorio. È intenzione della nostra amministrazione comunale aprire un confronto serio e duraturo per la gestione degli impianti, in modo che siano un valore aggiunto per il mondo dello sport e non un peso. Per la ricerca di finanziamenti è importante la collaborazione tra l’ente comunale e le associazioni, in quanto anche queste ultime possono essere oggetto di finanziamento, non solo per le manifestazioni sportive ma anche per gli impianti.
Favoriremo lo sviluppo delle manifestazioni sportive, cercando di dare carattere di continuità alle stesse in modo da renderle un punto fisso annuale, da inserire nel calendario degli eventi.
Le attività sportive dovranno essere integrate anche con le attività sociali così da renderle parti di un’unica visione. Un ruolo fondamentale verrà svolto anche con gli istituti scolastici che verranno coinvolti nella progettazione e nello sviluppo dello sport.
Favoriremo, anche con l’aiuto delle attività commerciali, la diffusione dell’e-Sport, o sport elettronico”. 
Parole chiare. Visione dichiarata. Impegni precisi.


Oggi, però, la situazione racconta altro. Le società sportive sono costrette a utilizzare quasi esclusivamente le palestre scolastiche perché mancano impianti comunali adeguati. E quelle stesse palestre — che nel programma avrebbero dovuto essere parte di una “visione integrata” con gli istituti scolastici — si trovano in condizioni tali da diventare impraticabili.
Una palestra allagata non è solo un disagio temporaneo. È l’ennesima dimostrazione di una manutenzione carente e di una programmazione che non ha prodotto risultati concreti.
Nel frattempo, le associazioni sportive continuano a fare miracoli, tra sacrifici economici, volontariato e passione. Ma non può essere sempre e solo il mondo associativo a sopperire alle mancanze strutturali. Colpisce, nel programma, il riferimento alla diffusione dell’e-Sport. Nulla contro l’innovazione o lo sport elettronico. Ma a Sezze oggi il problema non è la mancanza di console o tornei digitali: è l’assenza di spazi fisici sicuri dove far correre, allenare e crescere i ragazzi.
In un momento storico in cui i giovani sono sempre più assorbiti da cellulari, social e videogiochi, lo sport tradizionale rappresenta un argine fondamentale contro isolamento, sedentarietà e disagio. Se togliamo anche quello, cosa resta?
Lo sport è disciplina, rispetto delle regole, sacrificio, inclusione. È un presidio sociale. È prevenzione. È comunità.
Ogni palestra chiusa, ogni impianto incompiuto, ogni infiltrazione non riparata è un messaggio implicito ai giovani: lo sport non è una priorità. Senza impianti pubblici strutturati e manutenuti con continuità, lo sport locale resta confinato in spazi provvisori, insufficienti a garantire crescita, continuità e qualità all’attività agonistica dei ragazzi.
Eppure, investire nello sport significa investire nel futuro della città. Significa ridurre il disagio giovanile, rafforzare il tessuto sociale, sostenere le famiglie.
Le promesse programmatiche parlavano di confronto, gestione condivisa, finanziamenti, integrazione con le scuole. Oggi le società sportive si trovano a fare i conti con strutture allagate e impianti inesistenti.
La distanza tra parole e realtà è evidente.
La vera domanda, ora, è semplice e diretta: quando lo sport diventerà davvero una priorità per Sezze e non soltanto un punto scritto in un programma elettorale?

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