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A Sezze, e in particolare nella zona di Sezze Scalo, trovare una casa in affitto sta diventando un’impresa. Non è solo una percezione: chi cerca un appartamento in locazione si scontra con una realtà fatta di pochissime disponibilità, immobili datati o prezzi non sempre accessibili.
Eppure Sezze Scalo avrebbe tutte le caratteristiche per essere un punto di forza del territorio.
Una posizione strategica, ma poco valorizzata
Sezze Scalo è una zona strategica:
• è servita dalla stazione ferroviaria, collegata alla linea Roma–Napoli;
• si trova a pochi minuti dal mare di Sabaudia;
• è vicina ai monti Lepini e quindi alla montagna;
• è ben collegata con il capoluogo Latina.
Una posizione che molte altre realtà invidierebbero. Mare, montagna, ferrovia, pianura: non manca nulla sotto il profilo geografico e logistico. Manca però, secondo molti residenti, una visione amministrativa capace di trasformare questa zona nel vero motore di rilancio dell’intero comune.
Il nodo principale oggi è il mercato delle locazioni.
Giovani coppie, lavoratori pendolari, studenti universitari e famiglie che vorrebbero trasferirsi a Sezze Scalo per la comodità dei collegamenti si trovano davanti a un’offerta quasi inesistente. Gli appartamenti disponibili sono pochissimi e spesso:
• necessitano di ristrutturazioni,
• non rispondono agli standard abitativi moderni,
• oppure vengono destinati ad altri usi.
Il risultato è semplice: chi vuole restare o arrivare, non riesce. E finisce per guardare altrove.
Il paragone con le vicine realtà di Sermoneta, in particolare nelle zone di Scalo e Monticchio, è inevitabile. In quelle aree negli ultimi anni si è assistito a uno sviluppo più visibile: nuove costruzioni, quartieri residenziali più moderni, una maggiore disponibilità di abitazioni.
Questo ha creato un circolo virtuoso:
• più case disponibili,
• più famiglie che si trasferiscono,
• più servizi che nascono,
• maggiore vitalità economica.
A Sezze Scalo, invece, lo sviluppo edilizio appare fermo. E senza nuove abitazioni – soprattutto in affitto – diventa difficile attrarre giovani e lavoratori.
La domanda sorge spontanea: perché i giovani se ne vanno?
Non è solo una questione di lavoro. È anche una questione di prospettive.
Se un ragazzo o una giovane coppia non trova un appartamento dove vivere in autonomia, difficilmente potrà costruire il proprio futuro nel territorio.
L’assenza di un mercato delle locazioni dinamico produce effetti a catena:
• meno residenti giovani,
• meno consumi locali,
• meno iscrizioni nelle scuole,
• meno vitalità sociale.
Così il territorio invecchia e perde energie.
Eppure la soluzione potrebbe essere proprio lì, davanti agli occhi di tutti.
Sezze Scalo potrebbe diventare il motore trainante per la ripartenza di Sezze nel suo complesso. Servirebbe però:
• una pianificazione urbanistica mirata,
• incentivi per la realizzazione di nuove abitazioni,
• politiche per favorire l’affitto a canoni sostenibili,
• un piano di riqualificazione urbana della zona.
Una maggiore cura degli spazi pubblici, dei servizi, della viabilità e delle aree verdi contribuirebbe a rendere la zona più attrattiva anche per investitori e costruttori.
Una scelta politica, prima ancora che edilizia
Il punto centrale non è solo costruire nuove case, ma avere una visione.
Sezze Scalo, grazie alla sua stazione e alla posizione baricentrica tra mare e montagna, potrebbe intercettare:
• pendolari diretti a Roma e Latina,
• famiglie in cerca di qualità della vita,
• giovani che vogliono restare nel proprio territorio.
Senza un intervento deciso, però, il rischio è che continui lo spopolamento silenzioso: meno affitti, meno giovani, meno futuro.
La domanda esiste. La posizione è strategica.
Quello che manca è trasformare questa potenzialità in sviluppo concreto.
E forse è proprio da Sezze Scalo che potrebbe ripartire il rilancio di tutto il territorio.

Pubblicato in Attualità