Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita' illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie, per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

 

 

C'è un po' di Sezze sul palco del Festival di Sanremo 2026. Gian Marco Grande, giovane talento setino, è infatti tra i coautori di “Prima o poi” , il brano che Michele Bravi porta in gara al Teatro Ariston. La canzone, firmata da M. Bravi – Rondine – G. Grande – M. Bravi – Rondine, segna un momento importante sia per l'artista umbro sia per il giovane autore di Sezze. Per Bravi si tratta della terza partecipazione al Festival, un ritorno atteso dal pubblico dopo la vittoria a X Factor nel 2013, che lo consacrò tra le voci più interessanti della nuova scena pop italiana.

“Prima o poi” è il testo che Bravi presenta sul palco dell'Ariston, una canzone intensa e introspettiva, in linea con la cifra stilistica che negli anni ha contraddistinto il suo percorso artistico. Dietro le parole e le sonorità del brano c'è anche la sensibilità e la creatività di Gian Marco Grande, che con questo importante traguardo porta il nome di Sezze nel cuore della più prestigiosa manifestazione musicale italiana. Per la comunità setina è motivo di orgoglio vedere un proprio giovane concittadino contribuire a un evento di risonanza nazionale come il Festival di Sanremo. Un risultato che testimonia impegno, talento e passione per la musica.

A Gian Marco Grande va un grande “in bocca al lupo” da parte di tutta Sezze, con l'auspicio che questo sia solo l'inizio di un percorso ricco di soddisfazioni e successi.

Pubblicato in In Evidenza

 

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Priverno hanno deferito in stato di libertà un ragazzo di 20 anni del posto, già noto alle forze di polizia, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’episodio si è verificato a Priverno, in provincia di Latina, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio predisposto per la prevenzione e repressione dei reati in materia di droga. I militari, durante un pattugliamento, hanno fermato il giovane mentre si trovava a piedi nei pressi di un bar del centro. A seguito di perquisizione personale, il 20enne è stato trovato in possesso di circa 6 grammi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” e di una modica quantità di “marijuana”, ritenute destinate allo spaccio. Le sostanze rinvenute sono state sottoposte a sequestro e saranno oggetto di analisi qualitative e quantitative, secondo le disposizioni impartite dall’Autorità Giudiziaria competente. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, per l’indagato, vale il principio di non colpevolezza sino a sentenza definitiva, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione.

 

Pubblicato in Cronaca

 

 

Parte ufficiale il Giro dell'Agro Pontino – Stagione Ciclistica 2026, il circuito di OPES Latina che negli anni si è affermato come uno degli appuntamenti più attesi del ciclismo amatoriale del territorio.

Un progetto che stagione dopo stagione è cresciuto in maniera significativa, sia per numero di gare inserite in calendario sia per partecipazione di atleti, team e appassionati. Sempre più società scelgono di far parte del circuito e sempre più persone seguono le tappe lungo le strade dell'Agro Pontino, trasformando ogni evento in una vera festa dello sport.

Ad aprire il calendario sarà la nuova prima tappa del 1° marzo, la XIV edizione del Memorial Marino Peloso, organizzata dal Peloso Team Latina. La gara, sulla distanza di 70 km, partirà dal Distributore Total in Via del Lido a Latina, con due partenze e quattro ordini di arrivo. Un tracciato completo e spettacolare che attraverserà alcuni dei punti più suggestivi del territorio pontino, inaugurando ufficialmente una stagione che si preannuncia intensa e partecipata.

Dopo l'appuntamento inaugurale, il circuito proseguirà per tutta la stagione con tappe distribuite tra marzo e ottobre, toccando diverse località simbolo del territorio. Il calendario prevede appuntamenti tra cui Latina, Ardea, Frosinone, Priverno, Paliano, Sermoneta, Palestrina, Roma, Nettuno, Priverno, Doganella, Aprilia, Sezze, Pomezia, Terracina e Velletri, con gare organizzate dalle società del territorio che rappresentano il cuore pulsante del movimento ciclistico OPES. Tra le prove in programma anche eventi speciali, memoriali storici e il Campionato Nazionale OPES, a conferma della qualità tecnica e organizzativa raggiunta dal circuito. Una stagione articolata che premierà costanza e partecipazione, valorizzando l'impegno degli atleti lungo tutte le tappe.

"Negli anni il Giro dell'Agro Pontino ha registrato una crescita costante, sia sotto il profilo numerico che organizzativo - commenta il vice presidente nazionale OPES, Davide Fioriello - L'aumento degli iscritti, il livello tecnico sempre più alto e l'attenzione alla sicurezza e alla valorizzazione del territorio hanno reso il circuito un punto di riferimento nel panorama ciclistico amatoriale. OPES da sempre investe nel settore ciclistico ed il Giro dell'Agro Pontino è un esempio concreto di come lo sport possa creare tra associazioni, istituzioni e comunità locali. Continueremo a sostenere con convinzione questo percorso, perché crediamo nello sport come veicolo di valori, partecipazione e inclusione".

Con queste premesse, la stagione 2026 del Giro dell'Agro Pontino si prepara a regalare nuove emozioni, consolidando un percorso di crescita che anno dopo anno rafforza il legame tra sport e territorio.

Per non perdere tutti gli sviluppi è possibile seguire i canali social dedicati al Giro dell'Agro Pontino su  opeslatina.it , su facebook ed instagram Opes Latina e Giro dell'Agro Pontino. Partner del circuito Level Bike World, Santa Carne e Risparmio Carni Velletri. Per maggiori informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Sport
Giovedì, 26 Febbraio 2026 09:29

L’agonia di Cuba nell’indifferenza mondiale

 

Economia al collasso, carenza di beni di prima necessità, inclusi cibo e medicinali: è estrema. Un mese dopo il sequestro di Nicolás Maduro, Cuba diventa il nuovo nemico per la sicurezza degli Stati Uniti.

Donald Trump ha dichiarato infatti l’emergenza nazionale, segnalando come il governo cubano destabilizzi la regione latinoamericana alleandosi con gli avversari politici e commerciali degli USA, quali Russia, Cina e Iran. Trump vuole trasformare l’isola nel suo cortile di casa. L’isola è colpita da una gravissima carenza di carburante. L’interruzione delle forniture venezuelane, un tempo pilastro dell’economia cubana, e le nuove sanzioni statunitensi hanno portato a blackout record a Cuba.

La mancanza di elettricità e carburante sta paralizzando gli ospedali, rendendo difficile garantire i servizi di base e la conservazione dei medicinali.

A questi si aggiunge un’epidemia di Chikungunya (una malattia virale trasmessa da zanzare infette) che ha già causato circa 50.000 casi e decine di decessi.

Il sistema dei pagamenti è in tilt: contanti, salari e carte di credito sono diventati quasi inutilizzabili in molte zone. La popolazione affronta file estenuanti per i beni di prima necessità e la gestione dei rifiuti è diventata critica in molte città.

Gli Stati Uniti hanno intensificato la pressione con ordini esecutivi che colpiscono chiunque fornisca petrolio, e non solo, all’isola, così come con il divieto all’Italia di utilizzare medici cubani in Calabria, tanto utili anche nel periodo Covid: sono centinaia i dottori che di fatto tengono in piedi ospedali che altrimenti chiuderebbero.

Eppure il governo italiano sembra ignorare il dramma dell’isola… c’è un tema di riconoscenza “etica”.

L’unica nazione è il Messico, che cerca di avere la schiena dritta mantenendo un rapporto economico nonostante i diktat di Trump, e la Russia, che sta cercando di rompere il blocco imposto da Trump.

Parallelamente, è stata lanciata una missione umanitaria internazionale denominata “Flotilla-Nuestra America” nel tentativo di portare aiuti e sfidare il blocco economico.

Trump ha inviato all’Avana Marco Rubio per raggiungere un accordo con gli Stati Uniti (tra l’altro è cubano), respingendo l’idea di un cambio di regime: “Cuba è attualmente una nazione fallita”, secondo Trump.

Trump punta alla destabilizzazione attraverso le manifestazioni di piazza, in particolare all’Avana, causate dall’esasperazione per i continui blackout, la mancanza di cibo e medicinali e la situazione socio-economica. Cuba non chiede armi o aiuti militari, ma chiede al mondo civile di poter assistere i suoi anziani con dignità, garantire un futuro ai propri giovani e difendere la propria sovranità: la lettera della mamma cubana è indirizzata a tutta la comunità internazionale.

Pubblicato in L'Approfondimento

 

 

Con la Deliberazione di Giunta n. 27 del 19 febbraio 2026 le tariffe per l'utilizzo delle strutture comunali a Sezze diventano ufficiali parte degli atti propedeutici al bilancio di previsione 2026–2028.

Non si tratta quindi solo di una scelta organizzativa, ma di una decisione economico-politica inserita nella programmazione finanziaria dell'ente. La delibera chiarisce il contesto.

Gli auditorium e le sale comunali — tra cui l'Auditorium Mario Costa, l'Auditorium San Michele Arcangelo, la Sala dell'Ercole – Museo Archeologico, la Sala Videoconferenze Peppino Impastato e la struttura del Lago Mole Muti — sono stati oggetto di intervento significativo:

  • installazione di un impianto di climatizzazione VRF e nuovo impianto luci e audio al San Michele;
  • manutenzione straordinaria dell'impianto luci e migliorie strutturali al Mario Costa;
  • allestimento multimediale della sala “Peppino Impastato”;
  • ristrutturazione dell'immobile presso il Lago Mole Muti.

L'Amministrazione motiva, dunque, le tariffe con l'esigenza di coprire costi di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria e sostenibilità economica delle strutture.

Una posizione comprensibile. Ma è sufficiente per chiudere il dibattito? La delibera introduce elementi che meritano attenzione.

È previsto l'utilizzo gratuito — comprensivo di sala, impianti e tecnico — nei seguenti casi:

  • un solo utilizzo annuo per le istituzioni scolastiche locali;
  • un solo utilizzo annuo per enti pubblici (Provincia, Regione, altre autonomie);
  • iniziative di particolare interesse sociale, culturale o istituzionale, per un massimo di una giornata, senza biglietto d'ingresso.

Per un eventuale secondo utilizzo (sempre senza bigliettazione), è prevista una riduzione del 50%, ma solo previa apposita deliberazione di Giunta e “ad insindacabile giudizio dell'Amministrazione”.

Qui si apre un nodo politico. La gratuità non è automatica, ma discrezionale.
E soprattutto è rigidamente limitata.

Le associazioni che prevedono bigliettazione non possono accedere alla gratuità, indipendentemente dalla finalità culturale o dal margine economico reale dell'iniziativa.

La delibera sostituisce integralmente i precedenti atti e collega esplicitamente le tariffe al bilancio di previsione. Questo passaggio è centrale.

Significa che le entrate derivanti dall'utilizzo delle strutture concorrono alla sostenibilità economica dell'ente. Ma allora la domanda diventa inevitabile: gli spazi culturali comunali devono essere centri di servizio pubblico o capitoli di ingresso?

Se la logica è quella dell'autofinanziamento, le tariffe trovano una coerenza contabile.
Se la logica è quella della promozione culturale diffusa, qualche perplessità resta.

 

Il punto critico è la dimensione associativa locale

Nel tessuto locale operano prevalentemente associazioni no profit, gruppi culturali, comitati spontanei. Realtà che spesso non dispone di sponsor strutturati.

Per loro:

  • 400–500 euro per un auditorium,
  • 150–200 euro per una sala,
  • costi aggiuntivi per impianti o tecnici,

possono rappresentare un deterrente concreto.

La delibera tutela formalmente le associazioni con sede nel territorio o iscritte all'Albo, ma il beneficio reale si limita a un solo utilizzo gratuito annuo.

È sufficiente per sostenere una programmazione culturale viva e continuativa?

La Giunta — presieduta dal Sindaco Lucidi Lidano — ha agito nel rispetto delle procedure e con pareri tecnici e contabili favorevoli. Sul piano amministrativo, nulla da eccepire.

Sul piano politico e culturale, però, il tema resta aperto.

In un momento storico in cui si parla di partecipazione, inclusione e valorizzazione del territorio, la scelta di legare strettamente cultura e sostenibilità economica può apparire come una necessità finanziaria, ma anche come un possibile limite alla vitalità associativa.

La vera domanda, allora, non è se le tariffe siano “legittime”. La domanda è: che ruolo vogliamo assegnare agli spazi pubblici?

Tra tutte le tariffe approvate dal Comune di Sezze, quella che fa più discutere è senza dubbio quella relativa alla struttura del Lago Mole Muti.

Sulla carta, l'immobile risulta “recentemente ristrutturato” e pienamente rientrato nella disponibilità del patrimonio comunale. Nella percezione di molti, però, la realtà sarebbe ben diversa: degrado evidente, manutenzione carente, interventi necessari prima ancora di accendere un microfono.

E allora la domanda sorge spontanea — con un pizzico di ironia:
è giusto far pagare 150 o 200 euro per l'utilizzo di una sala che, secondo alcuni, richiederebbe prima un intervento di sistemazione? Forse, più che un tariffario, servirebbe un capitolato lavori.
O magari una formula innovativa: sconto “chi porta il trapano”, riduzione per chi sistema la porta divelta, bonus per chi pulisce prima di iniziare il convegno.

Battete a parte, il punto è serio: chiedere un corrispettivo pieno per una struttura percepita come in condizioni non ottimali rischiando di trasformare il dibattito sulle tariffe in un dibattito sulla manutenzione. Perché se l'investimento pubblico giustifica il costo, il degrado lo mette inevitabilmente in discussione. Sotto la tabella con tutte le tariffe

 

 

 

 

-  Tariffa utilizzo strutture comunali – Anno 2026

Struttura

Fascia Oraria

Iscritti/Scuole (€)

Non iscritti (€)

Nota

Auditorium Mario Costa

Intera giornata (09–24)

400

500

+100 proiettore professionale

 

½ giornata mattina (09–13)

300

400

 
 

½ giornata pom/sera (15–24)

320

420

 

Auditorium San Michele Arcangelo

Intera giornata (09–24)

150

220

+50 proiettore

 

½ giornata (09–13 / 15–24)

130

200

 

Sala dell'Ercole – Museo Archeologico

Intera – solo sala

150

180

 
 

Intera – con impianto

200

230

 
 

½ giornata – solo sala

100

130

 
 

½ giornata – con impianto

150

180

 

Sala struttura Lago Mole Muti

Intera – solo sala

150

180

 
 

Intera – con attrezzature

200

230

 
 

½ giornata – solo sala

100

130

 
 

½ giornata – con attrezzature

150

180

 

Sala Videoconferenze Peppino Impastato

Intera giornata (09–21)

100

120

+50 tecnico

 

½ giornata

60

80

+50 tecnico

 

 

 Gratuità previste

  • 1 utilizzo annuo gratuito per le scuole locali.
  • 1 utilizzo annuo gratuito per enti pubblici.
  • 1 giornata gratuita (senza biglietto) per iniziative di particolare interesse, con eventuale secondo utilizzo al 50% previa delibera di Giunta.
Pubblicato in Attualità

 

Dopo l’audizione di Acqualatina, la città attende un cronoprogramma concreto: non spiegazioni, ma impegni verificabili.

Ho letto con attenzione quanto riportato nel resoconto ufficiale “Il Sindaco informa – Agenda settimanale 7-2026” in merito all’audizione dei vertici di Acqualatina nel Consiglio Comunale del 19 febbraio.

I lavori sulla condotta delle Sardellane, in particolare nel tratto Migliara 46, sono stati descritti come interventi imponenti e strategici per la stabilità del sistema idrico che alimenta Latina e i comuni limitrofi. È stata assicurata la conclusione entro la fine di marzo, con il ripristino delle aree interessate.

Prendiamo atto dell’impegno tecnico illustrato. Ma non possiamo fermarci alla dimensione tecnica.

Per Sezze quei lavori hanno significato mesi di disagi: strade chiuse, rattoppi provvisori, attività economiche penalizzate, residenti costretti a convivere con cantieri prolungati. Un territorio che ha sostenuto un sacrificio evidente per un’infrastruttura che, di fatto, serve principalmente altri bacini.

Nel corso dell’audizione l’Amministratrice Delegata ha chiarito che le risorse non consentono di intervenire ovunque contemporaneamente e che la società procede secondo priorità. È una dichiarazione chiara. Ed è proprio qui che il tema diventa politico-amministrativo.

Perché se si procede per priorità, occorre rendere pubblica la graduatoria.

I dati nazionali e regionali parlano da soli. Secondo le rilevazioni ISTAT più recenti: • in Italia la dispersione idrica media supera il 42% dell’acqua immessa in rete; • nel Lazio le perdite superano il 46%.

Significa che quasi metà dell’acqua potabile viene dispersa prima di arrivare ai cittadini.

L’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) è l’ente pubblico che affida e controlla il servizio. Il gestore ha l’obbligo di programmare, investire e ridurre progressivamente le perdite. Dopo oltre un decennio di gestione, il tema non può essere affrontato come emergenza occasionale, ma come responsabilità strutturale. E allora la domanda è semplice: qual è il piano specifico per Sezze?

Non basta dire che le risorse sono limitate. Occorre indicare:

  1. Un cronoprogramma dettagliato, con elenco dei tratti di rete da risanare, tempistiche e risorse allocate.
  2. Un obiettivo misurabile di riduzione delle perdite, con indicatori annuali verificabili.
  3. Un sistema di comunicazione preventiva, che informi i cittadini prima delle sospensioni e non a posteriori.
  4. Un monitoraggio pubblico, con aggiornamenti periodici consultabili.

 

Perché senza numeri, scadenze e verifiche, la parola “priorità” resta una formula astratta.

Durante l’audizione si è sottolineato l’impiego di fondi significativi per infrastrutture che alimentano altri territori. Se quelle opere sono state ritenute strategiche, è legittimo chiedere quando Sezze diventerà strategica allo stesso modo. Non si tratta di contrapporre territori. Si tratta di pretendere equità nella programmazione.

Ma c’è un elemento che va oltre la tecnica. In Consiglio Comunale si è parlato di priorità, di fondi, di pianificazione industriale. L’Amministratrice è rimasta seduta. È un fatto. Fuori da quell’aula, però, la situazione è diversa.

A Sezze molte famiglie vivono in una condizione di allerta permanente. In particolare le donne, che organizzano la quotidianità domestica, restano idealmente – e spesso concretamente – in piedi: in piedi nell’incertezza dell’erogazione, in piedi con il timore che l’acqua possa mancare da un momento all’altro, in piedi a verificare se sarà possibile cucinare, lavare, garantire la normalità di una casa. Non è retorica. È realtà quotidiana.

L’acqua non è un capitolo tecnico. È dignità. È sicurezza. È serenità domestica.

Quando una comunità resta in piedi nell’incertezza, chi governa il servizio non può limitarsi a restare seduto nella logica delle priorità industriali. Se Sezze è una priorità, lo si dimostri con atti formali, tempi certi, investimenti dichiarati e verificabili. Se non lo è, lo si dica apertamente.

Ma la questione, a questo punto, riguarda l’intera comunità. Perché senza una visione di lungo periodo continueremo a inseguire le emergenze. È sempre più evidente la necessità di un movimento civico capace di presentarsi alla città con un programma almeno decennale, credibile e condiviso con la cittadinanza, che affronti in modo organico tutte le criticità: dall’acqua alla sanità territoriale, dalla scuola alla manutenzione urbana fino a un piano concreto di rilancio economico e produttivo del paese.

Un programma non fatto di slogan, ma di obiettivi misurabili, priorità definite, risorse individuate e verifiche pubbliche periodiche. Un patto civico che superi le appartenenze e metta al centro l’interesse collettivo.

Perché senza una programmazione pluriennale, con impegni verificabili e continuità amministrativa, continueremo a discutere di emergenze senza rimuoverne le cause. E tra dieci anni saremo ancora qui a parlare delle stesse criticità, con percentuali diverse ma con identici disagi.

E questa non è polemica. È richiesta di responsabilità pubblica.

Pubblicato in Attualità