Israele e la pena di morte su base etnica
La guerra in Iran e la crisi energetica fanno sentire i loro effetti nel mondo del lavoro
A novembre 2025, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi.
La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -34 mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-48enni. Il numero di occupati cresce per i 25-34enni e rimane stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età; il tasso di occupazione cala al 62,6% (-0,1 punti).
La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2,0%, pari a -30 mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età, tranne i 25-34enni, per i quali il numero dei disoccupati è in aumento; il tasso di disoccupazione scende al 5,7% (-0,1 punti), quello giovanile al 18,8% (-0,8 punti).
La crescita degli inattivi (di coloro che hanno rinunciato alla ricerca del lavoro) tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a 72 mila unità) interessa entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero degli inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,5% (+0,2 punti).
Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro e sono stabili gli inattivi di 15-64 anni.
A novembre 2025, il numero di occupati supera quello di novembre 2024 di 178 mila unità; l’aumento riguarda gli uomini e le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età.
Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,3 punti percentuali, anche se si tratta di lavoro precario, povero, sottopagato e con partite IVA.
Rispetto a novembre 2024, cala sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,7%, pari a -106 mila unità) sia quello degli inattivi (coloro che hanno rinunciato a trovare un lavoro che non c’è) tra i 15-64 anni (pari a -35 mila unità).
A novembre 2025, il numero di occupati, pari a 24 milioni e 188 mila, è in calo rispetto al mese precedente.
La diminuzione coinvolge i dipendenti a termine (2 milioni e 447 mila) e gli autonomi (5 milioni e 215 mila), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti ultracinquantenni (16 milioni e 496 mila).
L’occupazione aumenta rispetto a novembre 2024 (+179 mila occupati in un anno), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+258 mila) e degli autonomi (+126 mila), parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine (-204 mila).
Su base mensile, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione scendono rispettivamente al 62,6% e al 5,7%, mentre il tasso di inattività sale al 33,5%.
A febbraio 2026, su base mensile, il calo degli occupati si associa alla crescita dei disoccupati e alla sostanziale stabilità degli inattivi, ma continua a crescere la cassa integrazione nell’industria.
Nonostante la riduzione della forza lavoro giovanile, a causa del calo demografico, della crisi energetica e della guerra in atto, la disoccupazione tra i giovani rimane una sfida strutturale.
