Il comune di Sezze guarda al futuro della PA. il 14 aprile a Latina un incontro
Importante iniziativa del Comune di Sezze dedicata al futuro della Pubblica Amministrazione e ai processi di innovazione digitale.
Il prossimo 14 aprile 2026, alle ore 10.00, presso la Sala Conferenze del Ce.R.S.I.Te.S. di Latina, si terrà l’evento dal titolo “AI, competenze e valore pubblico: nuove prospettive per la trasformazione digitale delle PA locali”, promosso in collaborazione con la Sapienza Università di Roma e con il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo produttivo.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di modernizzazione amministrativa avviato dal Comune e rappresenta un’occasione di confronto qualificato sui temi dell’intelligenza artificiale, dello sviluppo delle competenze e della creazione di valore pubblico nelle amministrazioni locali.
La giornata sarà articolata in diversi momenti di approfondimento e dialogo: dopo i saluti istituzionali, sono previste due tavole rotonde dedicate rispettivamente ai temi di innovazione, governo e sicurezza e a quelli delle competenze e delle risorse umane per la Pubblica Amministrazione del futuro. Interverranno rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del sistema universitario e del tessuto imprenditoriale, offrendo una lettura integrata e multidisciplinare delle trasformazioni in corso.
«Questa iniziativa rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la capacità amministrativa del nostro territorio, promuovendo un utilizzo consapevole e responsabile delle tecnologie emergenti» sottolinea il Sindaco Lidano Lucidi. «L’intelligenza artificiale è una delle più grandi rivoluzioni della storia dell'umanità che cambierà per sempre il mondo. Per quanto riguarda gli enti locali essa non costituisce soltanto un’opportunità tecnologica, ma un vero e proprio fattore abilitante per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini, aumentare l’efficienza dei processi e sostenere decisioni pubbliche più informate e trasparenti».
La partecipazione all’evento è aperta a tutti gli interessati fino a esaurimento posti.
Senza un patto civico per Sezze, le cose non cambiano
Qualche giorno fa, dopo la messa, Gianni — un amico che parla poco ma pensa molto — mi ha fermato: «Ho letto i tuoi articoli. Ma spiegami: cosa significa davvero mettere insieme i maggiori partiti per governare il Comune per dieci anni?»
La risposta è semplice: non si tratta di un accordo tra partiti, ma di un patto tra politica e comunità.
Un patto fondato su poche priorità verificabili: risanare il bilancio (a partire dalla riscossione dei tributi), gestire in modo efficiente l’acqua pubblica, rafforzare sanità territoriale, scuola e assistenza, avviare sviluppo economico e lavoro.
La vera differenza sta nel metodo. Non interventi episodici, ma un programma di almeno dieci anni, capace di superare le scadenze elettorali. Perché — come insegnava Antonio Gramsci — il cambiamento si costruisce nel tempo, non nell’emergenza.
«Sì, ma come si governa insieme?» ha chiesto Gianni.
Con regole chiare: un programma scritto e pubblico, una squadra scelta di persone volenterose, verifiche annuali reali sull’avanzamento del programma, con controlli credibili: affidati anche a probiviri esterni all’amministrazione, espressione della comunità, persone autorevoli e indipendenti chiamate a verificare i risultati e a renderli pubblici, senza sconti per nessuno. E con partecipazione vera: consulte, rendicontazione, coinvolgimento diretto dei cittadini.
Serve anche affrontare il tema della guida: una possibile alternanza concordata tra le principali forze politiche non è una spartizione, ma una forma di responsabilità condivisa nel tempo.
Poi la domanda decisiva: «E i soldi?»
Un Comune vive di entrate proprie: IMU, TARI, IRPEF. Senza una riscossione seria, qualsiasi progetto resta sulla carta. Serve equità, ma soprattutto trasparenza: ogni euro deve essere visibile. Solo così si ricostruisce fiducia. Solo così la politica torna credibile.
E qui sta il punto vero.
Se non si cambia metodo, le cose non cambiano. Si continua ad amministrare l’immediato. Lo vediamo da anni. Pensiamo all’acqua. Dalla stagione della Dondi fino alla gestione Acqualatina, sono passati oltre vent’anni. Ma per i cittadini cosa è davvero cambiato? Non la qualità percepita del servizio.
Non la fiducia. È cambiata soprattutto una cosa: la bolletta, sempre più alta.
Alla fine Gianni mi ha detto: «Allora non è un accordo tra partiti.»
«No», gli ho risposto. «È un patto con la comunità.»
Poi mi ha guardato e mi ha chiesto: «E tu lo faresti? Anche gratuitamente?»
Gli ho risposto senza esitazione: «Sì. Perché il cambiamento, se è vero, deve partire anche dalla disponibilità personale.» Perché senza questo patto, chiamiamola come vogliamo, non è governo. È solo amministrare l’esistente, ripetendo gli stessi errori, con gli stessi risultati.
Riflessioni sullo sviluppo: senza valorizzare l’esistente, quale futuro per Sezze?
Nel dibattito politico locale torna centrale il tema dello sviluppo come leva principale per garantire nuove entrate e sostenere il bilancio comunale del Comune di Sezze. Una posizione che merita però una riflessione più approfondita, soprattutto quando viene presentata come una scelta inevitabile.
Definire questa operazione come necessaria per garantire entrate future appare infatti una semplificazione: lo sviluppo non è automaticamente sinonimo di crescita equilibrata, né garantisce benefici diffusi. Senza una pianificazione attenta, il rischio concreto è quello di favorire interventi che generano consumo di suolo e vantaggi concentrati, senza un reale ritorno strutturale per l’intera cittadinanza.
Ma c’è una domanda ancora più importante che dovrebbe guidare ogni scelta amministrativa: se non si valorizza ciò che già esiste, come si può pensare di sostenere un’espansione? Un territorio che fatica a mettere a sistema il proprio patrimonio urbano, sociale ed economico difficilmente può reggere nuove trasformazioni senza squilibri.
L’idea che “senza sviluppo non crescono le entrate” trascura inoltre altre leve fondamentali dell’azione amministrativa: il miglioramento dell’efficienza della spesa pubblica, il contrasto all’evasione, la valorizzazione del patrimonio comunale e il rafforzamento di politiche di sviluppo sostenibile già integrate nel tessuto urbano. Ridurre il confronto a una contrapposizione tra sviluppo e immobilismo rischia di impoverire il dibattito e di semplificare eccessivamente una questione complessa.
Anche il richiamo agli investimenti persi in passato meriterebbe un’analisi più articolata. Non è affatto scontato che la causa sia stata solo l’assenza di espansione urbanistica. Spesso incidono fattori ben più determinanti: la qualità dei servizi, l’efficienza delle infrastrutture, la trasparenza amministrativa e la capacità di costruire un contesto realmente attrattivo nel lungo periodo.
In questo quadro, sarebbe utile interrogarsi anche sull’utilizzo delle risorse già disponibili, come quelle legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Alcuni fondi del PNRR avrebbero potuto rappresentare un’occasione concreta per rafforzare servizi essenziali, invece abbiamo assistito alla rincorsa a prendere soldi “ndo coglio coglio”.
Infine, chiedere a chi esprime perplessità di indicare un’alternativa è legittimo, ma il confronto dovrebbe partire da dati concreti, valutazioni di impatto e un reale coinvolgimento della comunità. Le scelte che incidono sul futuro del territorio non possono essere presentate come obbligate, ma devono essere discusse apertamente, considerando con equilibrio sia le opportunità sia i rischi.
Esempi concreti di occasioni mancate a Sezze
Nel caso del Comune di Sezze, parlare di occasioni mancate non significa fare polemica astratta, ma guardare a situazioni reali e visibili sul territorio.
- Centro storico e immobili inutilizzati
Il centro storico di Sezze continua a vivere una fase di progressivo svuotamento, con abitazioni chiuse e locali commerciali non utilizzati. Una strategia mirata di recupero – anche attraverso incentivi, bandi o partenariati pubblico-privati – avrebbe potuto rilanciare queste aree, sostenendo turismo, artigianato e piccole attività. Invece, la mancanza di una visione strutturata ha lasciato molte potenzialità inespresse. - Manutenzione urbana e viabilità
Le criticità legate alla manutenzione di strade, marciapiedi e spazi pubblici sono sotto gli occhi di tutti. Interventi diffusi e programmati avrebbero potuto migliorare sensibilmente la qualità della vita e l’attrattività del territorio, anche utilizzando risorse straordinarie come quelle del PNRR. - Sezze Scalo già esistente ma poco valorizzato
Prima ancora di parlare di espansione, l’area di Sezze Scalo presenta già oggi spazi e potenzialità non pienamente sfruttate: aree produttive non completamente sviluppate, servizi insufficienti e collegamenti migliorabili. Un intervento mirato su ciò che esiste – infrastrutture, servizi, mobilità – potrebbe rappresentare una base più solida rispetto a nuove previsioni urbanistiche. Basta guardare al Piazzale della Stazione che le Ferrovie di Stato hanno RISTRUTTURATO E CHE L’AMMINISTRAZIONE HA LASCIATO COMPLETAMENTE ABBANDONATA. - Servizi digitali e rapporto con cittadini e imprese
Molti cittadini e imprenditori segnalano ancora difficoltà nei tempi e nelle procedure amministrative. La digitalizzazione dei servizi comunali, la semplificazione burocratica e una maggiore trasparenza avrebbero potuto rappresentare un forte incentivo per chi vuole investire o semplicemente vivere meglio il territorio.
Lo sviluppo, se davvero vuole essere tale, non può prescindere da una base solida: quella di un territorio che funziona, che valorizza le proprie risorse e che costruisce il proprio futuro senza lasciare indietro nessuno.
