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Negli ultimi articoli della rubrica Territorio & Comunità abbiamo parlato di due questioni che molti cittadini considerano importanti per il futuro della nostra comunità: la necessità di avere una visione condivisa per i prossimi dieci anni e il significato della decisione con cui la Corte dei Conti ha rideterminato in oltre 16 milioni di euro la massa passiva del Piano di Riequilibrio del Comune di Sezze.

Compresa la dimensione del problema, diversi lettori hanno posto una domanda ancora più importante:

E adesso? Quale futuro possiamo immaginare per Sezze?

Se per molti anni una parte significativa delle risorse comunali dovrà essere destinata al riequilibrio finanziario, forse vale la pena iniziare a ragionare insieme su quale comunità vorremmo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Da questa riflessione potrebbe nascere una sorta di "Patto per Sezze 2037", non un progetto di una parte politica o di una singola amministrazione, ma un percorso aperto a cittadini, associazioni, imprese, scuole, parrocchie e istituzioni. Un percorso che provi a guardare oltre le scadenze elettorali e che metta al centro alcuni obiettivi condivisi: conti in ordine, lavoro, servizi efficienti, tutela del territorio e opportunità per i giovani.

Come semplice auspicio potrebbe essere utile ricordare una riflessione di Sant'Agostino: la grandezza di una comunità non dipende dalla ricchezza o dal potere che possiede, ma dalla giustizia che riesce a realizzare. In quest'ottica il risanamento non sarebbe un fine, ma uno strumento per creare condizioni migliori per tutti.

Tra i settori che potrebbero offrire interessanti opportunità vi è, ad esempio, quello dell'assistenza agli anziani. Sezze ospita già diverse strutture dedicate alla terza età e la prevista RSA nell'area dell'ex ospedale potrebbe rafforzare una vocazione destinata probabilmente a crescere nei prossimi anni.

In questa prospettiva si potrebbe avviare una riflessione sul progetto "Residence Santa Lucia", immaginato come un'impresa di comunità partecipata da Comune, cittadini e investitori privati, capace di integrare assistenza agli anziani, accoglienza, servizi alla persona e valorizzazione del territorio, creando nuova occupazione qualificata e nuove opportunità economiche per la comunità setina.

Una simile iniziativa potrebbe beneficiare di alcuni punti di forza che il territorio già possiede: la posizione geografica di Sezze, il clima particolarmente favorevole durante gran parte dell'anno, la vicinanza a Roma, Napoli e alle località balneari del litorale pontino, la presenza della linea ferroviaria, il collegamento con la rete autostradale e la relativa vicinanza agli aeroporti di Roma. A questo si aggiungono il patrimonio ambientale dei Monti Lepini, la ricchezza storica e culturale del territorio e la qualità della vita che molte persone oggi ricercano.

Naturalmente questa è soltanto una delle possibili idee da approfondire. Restano infatti fondamentali altri settori nei quali Sezze possiede competenze, tradizioni e potenzialità importanti: l'agricoltura di qualità, il turismo culturale e naturalistico, il commercio, l'artigianato, le energie rinnovabili e i servizi innovativi.

Non esistono formule magiche né scorciatoie. Lo sviluppo nasce quando una comunità riesce a valorizzare le proprie risorse, attrarre investimenti, utilizzare al meglio le opportunità offerte dai fondi regionali, nazionali ed europei e aiutare i giovani a trasformare idee, competenze e passione in attività concrete.

Per questo il successo del Piano di Riequilibrio forse non dovrebbe essere valutato soltanto in termini contabili. Potrebbe essere misurato anche dalla capacità di creare lavoro, attrarre investimenti e offrire ai giovani motivi concreti per restare, tornare o scegliere di costruire qui il proprio futuro.

In fondo la sfida non è soltanto risanare i conti. La vera sfida è riuscire a trasformare il peso del passato in una possibilità per il futuro.

È un percorso che richiede tempo, continuità e partecipazione. I problemi accumulati in decenni difficilmente possono essere risolti nell'arco di una sola legislatura. Ma se la comunità riuscirà a condividere una visione di lungo periodo, il risanamento potrà diventare non soltanto un sacrificio necessario, ma il punto di partenza di una nuova stagione di sviluppo, coesione sociale e fiducia.

Risanare i conti è necessario. Costruire il futuro è una responsabilità che appartiene a tutti noi.

Pubblicato in Politica

 

 

L’economia italiana oggi affronta una fase di rallentamento, caratterizzata da una crescita del PIL modesta (stimata attorno allo 0,5%-0,7%) e da un altissimo debito pubblico, che la colloca tra i Paesi europei con i margini più stretti.

Nonostante un’inflazione ridotta e un trend positivo nel turismo, pesano i rincari energetici e la crisi industriale.

Le stime della Banca d’Italia indicano una crescita economica debole, con l’Italia che si posiziona costantemente verso gli ultimi posti in Europa per tasso di espansione.

Il debito pubblico continua a rappresentare la principale vulnerabilità strutturale, superando i 3.150 miliardi di euro e collocando l’Italia al primo posto in Europa per incidenza sul PIL.

Il progressivo calo dei tassi di interesse da parte della BCE sta riducendo il costo del denaro, sebbene i rincari delle materie prime, come i carburanti, continuino a pesare sul potere d’acquisto di famiglie e imprese.

L’unico punto di forza è il settore dei servizi e del turismo, che continua a mostrare una forte capacità di resistenza, mentre l’attuazione degli investimenti legati al PNRR rimane il principale volano per evitare la stagnazione. E l’evasione fiscale?

L’evasione fiscale (di cui ormai si parla quasi soltanto in occasione di qualche condono, e che non riguarda soltanto qualche negozio di immigrati che apre e chiude) incide sul futuro dell’Italia, sottraendo costantemente oltre 100 miliardi di euro all’anno alle casse dello Stato.

Questo massiccio “divario fiscale” limita fortemente la capacità del Paese di finanziare servizi pubblici essenziali, investire in infrastrutture strategiche, ridurre il debito pubblico e abbassare l’elevata pressione fiscale che grava sui contribuenti onesti, qualunque cosa ne dica Meloni.

Il fenomeno incide sul futuro del Paese attraverso diversi canali chiave.

La mancata riscossione si traduce in una cronica scarsità di risorse per la sanità, l’istruzione, il trasporto pubblico e le pensioni, costringendo il sistema a operare al ribasso.

I mancati introiti impediscono allo Stato di ridurre il cuneo fiscale e le tasse, frenando la crescita economica e limitando la capacità di attrarre nuovi investimenti.

L’evasione genera una redistribuzione regressiva del reddito: i lavoratori dipendenti e i pensionati, le cui entrate sono tracciate alla fonte, finiscono per sostenere un carico fiscale sproporzionato rispetto alle categorie nelle quali il sommerso è più elevato.

Nonostante il problema rimanga grave, le strategie di contrasto stanno mostrando una crescente inefficacia. Nonostante l’incrocio delle banche dati, il potenziamento della fatturazione elettronica e gli obblighi di collegamento tra registratori telematici e POS, molti settori e categorie restano di fatto sconosciuti al fisco. Inoltre, non si fa nulla per ridurre il divario tra chi paga le tasse e chi non le paga, mentre assistiamo a condoni a go-go.

Questa sarà la grande sfida dei futuri governi, se vorranno recuperare risorse da investire e, soprattutto, recuperare la fiducia di tutti coloro che oggi si allontanano sempre più dalla politica. Anche le ultime elezioni amministrative ne sono una testimonianza.

Pubblicato in L'Approfondimento

 

Torna a Sezze "Rosso Visciola", l'appuntamento dedicato alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari locali che sabato 13 giugno celebrerà la sua terza edizione. Un evento nato e sviluppato dall'amministrazione comunale con l'obiettivo di promuovere il territorio attraverso le sue produzioni tipiche, la sua storia e le sue tradizioni. Protagonista della manifestazione sarà la visciola, prodotto identitario della cultura gastronomica locale, attorno al quale è stato costruito un percorso capace di coinvolgere produttori, associazioni, cittadini e visitatori in un'esperienza che unisce gusto, cultura e scoperta del territorio.

L’intenzione dell’amministrazione comunale, sentendosi parte di una realtà che va oltre i confini di Sezze, è quella di promuovere l’intero territorio dei Monti Lepini e della Provincia di Latina. Il patrocinio dell’Appia Regina Viarum e la presenza di diverse Pro Loco, associazioni e produttori del territorio significa proprio questo: uscire dagli egoismi locali e promuovere l’identità di un’area più vasta. Eventi di questo tipo non devono essere considerati semplicemente occasioni di intrattenimento, ma veri e propri strumenti di valorizzazione culturale, turistica ed economica, capaci di raccontare il territorio, sostenere le produzioni locali e generare nuove opportunità di crescita per l'intera comunità. È stata la nostra amministrazione che ha iniziato questo percorso della visciola e cerchiamo anno dopo anno di migliorare e farlo sentire sempre più come appuntamento caratterizzante di un territorio. 

Pubblicato in Attualità