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Il vizietto della politica italiana di cambiare, o meglio di manomettere, la legge elettorale ad ogni fine di legislatura è una prassi consolidata e purtroppo comune ai diversi schieramenti. Il primo a cimentarsi in questa impresa fu Silvio Berlusconi con il Porcellum, ideato da Roberto Calderoli, esponente di punta della Lega e sempiterno ministro, attualmente responsabile degli Affari regionali e delle Autonomie nel governo Meloni. A seguirne le orme su questa sciagurata strada furono dapprima Matteo Renzi, il quale fece approvare dalla sua maggioranza l’Italicum, naufragato ancor prima di essere applicato, e poi Paolo Gentiloni, il quale fece approvare il Rosatellum, la legge elettorale con cui è stato eletto l’attuale Parlamento. In questo scorcio di legislatura, in cui il governo delle tre destre si è contraddistinto per longevità e mediocrità, avendo prodotto zero riforme, Giorgia Meloni e la sua maggioranza hanno pensato di imitare gli illustri predecessori e di cimentarsi nella riforma della legge elettorale, presentando in Parlamento lo Stabilicum, detto anche Melonellum, un pastrocchio politicamente indigesto e per giunta incostituzionale.
 
L’obiettivo della riforma non è correggere distorsioni e incongruenze dell’attuale legge elettorale, per migliorare la qualità della nostra democrazia, favorire la partecipazione e dare reale rappresentanza ai cittadini, ma garantire a quanti occupano attualmente i posti di comando di tenersi stretto e perpetuare il proprio potere, impedire agli avversari di prevalere, di ottenere la maggioranza e di guidare legittimamente il Paese.
 
La riforma elettorale proposta dalla maggioranza contiene diversi elementi critici assai preoccupanti in termini di rappresentanza politica, equilibrio dei poteri, tenuta delle istituzioni e di legittimità costituzionale. 
 
Innanzitutto modificare le regole fondamentali della rappresentanza democratica nella fase finale della legislatura, senza consentire alla normativa approvata di consolidarsi e senza ricercare una convergenza parlamentare con le opposizioni, è un grave vulnus sul piano politico ed istituzionale. La legge elettorale non è un semplice strumento tecnico per organizzare il consenso, ma ha ricadute immediate e dirette sul rapporto tra cittadini, parlamento e forma di governo. Per questo la Corte Costituzionale e gli orientamenti giuridici elaborati in sede europea hanno evidenziato la necessità di un confronto ampio, condiviso e sottratto alle convenienze contingenti delle maggioranze.
 
Il calendario accelerato e il mancato coinvolgimento delle opposizioni nella discussione, espongono la nuova legge elettorale al rischio di essere dichiarata incostituzionale, sia prima del voto sia a camere già elette, con inevitabili ripercussioni su stabilità e legittimazione politica e democratica del Parlamento. Non si tratta di ipotesi di scuola. La Corte Costituzionale a più riprese è intervenuta per correggere i sistemi elettorali adottati dal legislatore, ritenuti sbilanciati a favore della governabilità e a scapito della rappresentatività.
 
Il Melonellum mira ad introdurre una legge formalmente proporzionale, corretta però da un robusto premio di maggioranza (70 seggi alla Camera e 35 al Senato), elimina la componente uninominale del Rosatellum e prevede collegi plurinominali con riparto proporzionale dei seggi, liste bloccate e senza possibilità di esprimere le preferenze. L’elemento politicamente e istituzionalmente più significativo è che le liste o la coalizione devono indicare, quando presentano il programma elettorale, il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio. Formalmente tale previsione non altera le prerogative costituzionali del Capo dello Stato nel conferimento dell’incarico di formare il governo secondo quanto previsto dalla Costituzione, ma sul piano politico si radicalizza il processo di personalizzazione della competizione elettorale e il voto finisce per diventare una investitura diretta del premier, pur in assenza di una revisione costituzionale della forma di governo parlamentare.
 
Il premio di maggioranza produce poi un’alterazione nel rapporto tra consenso elettorale e rappresentanza parlamentare. La Corte Costituzionale ha più volte ribadito che i correttivi maggioritari all’interno di un sistema proporzionale sono legittimi, ma entro limiti di ragionevolezza e proporzionalità e senza che ciò comporti una compressione eccessiva dei principi di rappresentatività e uguaglianza del voto sanciti dagli artt.1, 3 e 48 della Costituzione.
 
La riforma, se nessuna coalizione raggiunge il 42% dei voti, eventualità tutt’altro che remota, prevede la ripartizione proporzionale dei seggi, con la conseguenza di dover formare coalizioni post-elettorali, instabili e poco durature. Paradossalmente una legge ideata per garantire la stabilità, rischia di riportarci alle dinamiche politiche della Prima Repubblica.
 
Costruire il bipolarismo attraverso il premio di maggioranza, è una operazione artificiale, in quanto il nostro sistema politico si caratterizza per una frammentazione strutturale sotto l’aspetto culturale e programmatico. Costringere partiti molto distanti a coalizzarsi soltanto per inseguire il premio di maggioranza non garantisce maggiore stabilità all’azione di governo.
 
Non meno importante è il tema della compressione del diritto di voto. Le liste bloccate negano ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, scelta che resta appannaggio esclusivo delle segreterie di partito, accentuando ulteriormente la distanza tra cittadini e istituzioni in un contesto già segnato da crescente astensionismo e sfiducia politica.
 
In conclusione il Melonellum o Stabilicum si caratterizza per un impianto normativo incerto, esposto a seri dubbi di costituzionalità e concretamente incapace di garantire il riavvicinamento dei cittadini e la stabilità politica.
Pubblicato in Riflessioni

 

 

Musica, cultura, arte, tradizioni, enogastronomia e momenti dedicati alla valorizzazione del territorio. Torna anche quest’anno l’Estate Setina, il cartellone di iniziative promosso dal Comune di Sezze che accompagnerà cittadini e visitatori da giugno a settembre con oltre 40 appuntamenti distribuiti tra il centro storico, i quartieri e i luoghi simbolo della città.

L’edizione 2026 si presenta come una delle più ricche degli ultimi anni, con un programma pensato per coinvolgere ogni fascia d’età e valorizzare le eccellenze culturali, storiche e paesaggistiche del territorio. Un percorso che intreccia spettacolo e tradizione, promozione turistica e partecipazione sociale, confermando l’Estate Setina come uno degli appuntamenti più attesi dell’intera stagione estiva. 

Tra gli eventi già annunciati figurano Rosso Visciola – Il cibo nella terra del mito in programma il 13 giugno, L’Appia si racconta, il fiume si vive del 21 giugno, che unirà approfondimento storico e scoperta del territorio attraverso un’escursione in canoa lungo il fiume Linea, e la tradizionale Notte Bianca del 29 agosto, destinata ancora una volta a trasformare il centro storico in un grande palcoscenico a cielo aperto.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di offrire un’estate diffusa e partecipata, capace di mettere in rete associazioni, operatori culturali, realtà del volontariato e attività economiche locali, creando occasioni di incontro, aggregazione e promozione del territorio. Una formula che negli anni ha contribuito a rafforzare l’identità culturale della città e ad attirare un numero crescente di visitatori.

Il calendario sarà costantemente aggiornato nel corso dei prossimi mesi con nuovi appuntamenti che andranno ad arricchire ulteriormente l’offerta culturale e ricreativa dell’estate setina.

Il vice sindaco e assessore alla Cultura, Michela Capuccilli, ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione del programma:

“L’Estate Setina rappresenta il risultato di un lavoro lungo e complesso che coinvolge numerosi settori dell’amministrazione comunale. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento agli uffici comunali che, con professionalità, disponibilità e spirito di servizio, hanno lavorato per mesi alla costruzione di un calendario così articolato. Organizzare oltre quaranta eventi richiede impegno, coordinamento e grande attenzione ai dettagli. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori del territorio siamo riusciti a costruire un programma capace di valorizzare la nostra città sotto molteplici aspetti. L’Estate Setina è una grande occasione per vivere Sezze, riscoprirne le tradizioni, promuoverne la cultura e accogliere visitatori provenienti da tutto il territorio provinciale e regionale.”

L’invito dell’amministrazione comunale è quindi quello di partecipare ai numerosi appuntamenti in programma, contribuendo a rendere l’estate 2026 un’occasione di condivisione, crescita culturale e valorizzazione della comunità setina.

 
Pubblicato in Eventi Culturali

 

 

 

È nata ufficialmente l’Associazione dei Lidano, un sodalizio dedicato alla tutela del nome Lidano, della lingua setina e delle tradizioni legate a Santo Patrono che con San Carlo da Sezze si dividono e condividono allo stesso tempo fedeli e non.

La costituzione è avvenuta durante un incontro da Bruno ai Zoccolanti, alla presenza di alcuni dei principali promotori: Lillo la Jattuccia, Lillo la Scafarola, Lillo Mezza Pagnotta, Lillo Garibaldi e Lillo Arduini.

Secondo il primo censimento interno, i Lidano attualmente individuati sono 143, esclusa la diaspora dei “Lillo” residenti fuori dal territorio. L’assemblea ha eletto presidente Lillo Arduini, affidando a Lillo la Scafarola la guida della Giariccia e a Lillo Mezza Pagnotta la Commissione Affari Costituzionali.

Lo Statuto prevede l’iscrizione per chi porta Lidano come primo nome, mentre per i non Lidano è stata annunciata la nascita degli “Amici di Lidano”.

Tra gli obiettivi dell’associazione figurano la valorizzazione della cultura setina, la tutela del nome Lidano e il riconoscimento dei “Lillo” come patrimonio immateriale della comunità locale. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla conservazione della lingua setina.

I promotori guardano già al prossimo 2 luglio, data in cui saranno organizzate iniziative legate alle celebrazioni del millenario di San Lidano.

«Oggi si parte: viva Lidano e lunga vita a Lidano», è il messaggio con cui si è conclusa l’assemblea costitutiva. 

Pubblicato in Attualità

 

 

C'è una parte di Sezze che per secoli ha accompagnato il cammino di generazioni di cittadini e che oggi torna a vivere grazie all'impegno di chi crede nella valorizzazione del territorio. È la Via Setina Antica, storico percorso che rappresenta una preziosa testimonianza delle origini e dello sviluppo della città lepina.

Negli ultimi anni l'ASD MTB I Carbonari si è distinta per un'attività che va ben oltre l'ambito sportivo. L'associazione ha promosso un importante lavoro di recupero, pulizia e manutenzione della Via Setina Antica, restituendo alla comunità uno dei tracciati più antichi e affascinanti del territorio setino e contribuendo a preservarne il valore storico, culturale e paesaggistico.

Tra gli interventi realizzati spicca l'installazione di una serie di strutture pensate per rendere il percorso più riconoscibile e fruibile. Sono stati collocati due cartelli segnaletici agli accessi principali della strada: uno all'inizio del percorso, nella zona dell'ex Idrosanitaria sopra Sezze, e uno all'imbocco dal versante di Sezze Scalo, in località ex Cava Petrianni. Lungo il tracciato sono state inoltre installate due panchine, una delle quali offre uno splendido affaccio sulla Pianura Pontina, regalando ai visitatori un punto privilegiato da cui ammirare il paesaggio.

Particolarmente significativa è anche la realizzazione di un'edicola informativa corredata da un pannello esplicativo dedicato alla storia della Via Setina Antica e del sito archeologico nel quale il percorso si inserisce. Un ulteriore tassello di un progetto che punta non soltanto a recuperare un'antica via di comunicazione, ma anche a raccontarne l'importanza storica e culturale alle nuove generazioni e ai visitatori.

La Via Setina Antica non è infatti soltanto un sentiero immerso nella natura. È una vera e propria pagina di storia a cielo aperto, un percorso che conserva le tracce del passato e racconta il legame profondo tra Sezze e il suo territorio. Attraversarla significa immergersi in un paesaggio ricco di testimonianze archeologiche, scorci suggestivi e memorie che hanno accompagnato la vita della comunità per secoli.

Per celebrare il recupero e la valorizzazione di questo straordinario patrimonio, l'ASD MTB I Carbonari organizza una passeggiata storico-naturalistica aperta a tutta la cittadinanza. L'iniziativa si svolgerà domenica 5 luglio con ritrovo alle ore 9 presso la località Madonna della Pace. Il percorso, semplice e adatto anche alle famiglie e ai bambini, offrirà ai partecipanti l'opportunità di vivere un'esperienza immersiva tra storia, natura e cultura.

Ad accompagnare i visitatori saranno tre esperti che arricchiranno la passeggiata con approfondimenti e racconti dedicati alle peculiarità del territorio: l'archeologa Elisabeth Bruckner, il paleontologo Michelangelo La Rosa e il geologo Vittorio Faustinella. Grazie ai loro interventi sarà possibile conoscere più da vicino gli aspetti storici, archeologici e geologici della Via Setina Antica, mentre durante l'evento verrà illustrato anche il contenuto del nuovo pannello informativo realizzato dai Carbonari.

La riscoperta della Via Setina Antica rappresenta oggi un'importante opportunità per Sezze. Recuperare e promuovere percorsi storici significa custodire la memoria collettiva, favorire forme di turismo sostenibile e creare nuove occasioni di crescita culturale. Un percorso che, grazie all'impegno e alla passione dei Carbonari, torna a essere non soltanto un luogo da attraversare, ma uno spazio da conoscere, vivere e tramandare alle future generazioni.

Pubblicato in Attualità