24h di letture del romanzo "Il nome della rosa"
Umberto Eco ebbe modo di dichiarare che si può capire se uno scrittore, un artista, una persona che in vita ha avuto una certa fama abbia veramente lasciato qualcosa di importante agli altri, se ne rimane memoria almeno dieci anni dopo la sua morte. Alla luce di questo suo convincimento, chiese che di lui non si parlasse prima di dieci anni dalla sua morte.
Nel 2026 ricorrono i dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco (19 febbraio 2016) e il suo nome, la sua voce, i suoi scritti rimangono nella memoria dei più, i suoi libri vengono ancora letti e citati e spesso si ricorre a qualche suo intervento, scritto o in video, per provare a comprendere meglio il momento che viviamo.
Sono tante, dunque, le iniziative organizzate in Italia, e non soltanto in Italia, a partire da questo decimo anniversario.
Anche l’Associazione culturale Le colonne intende rendere omaggio a Umberto Eco ispirandosi a una iniziativa che la stessa Associazione organizzò nel 2010 quando, nel corso di un’intera giornata, altrettante persone lessero i cento Canti della Commedia di Dante Alighieri.
Sabato 22 agosto 2026 a Sezze, infatti, raccogliendo un’idea di Franco Abbenda, l’Associazione Le colonne ha organizzato la lettura integrale de Il nome della rosa, il romanzo d’esordio di Umberto Eco, pubblicato nel 1980. Si comincerà alle 18 del 22 e si proseguirà fino alla stessa ora del giorno successivo.
Cento lettrici e lettori, studenti, docenti, artigiani, professionisti, anche alcuni bambini, si alterneranno a leggere la storia di Guglielmo di Baskerville che, insieme al giovane Adso da Melk, tenta di risolvere movente e responsabile dei numerosi omicidi che si verificano in un monastero benedettino dell’Appennino toscano nel 1327.
Nelle prossime settimane saranno resi noti il luogo in cui si svolgerà la maratona di lettura, i nomi di coloro che leggeranno e la scansione oraria delle letture.
Notizie sull’iniziativa si possono trovare sul sito web dell’Associazione culturale Le colonne (www.lecolonne.net), sulle pagine Facebook (Compagnia teatrale Le colonne) e Istagram (lecolonnecompagniateatrale).
Centro Sociale, partito lo sgombero. Fratelli d'Italia: "Prima della demolizione servono certezze"
Con l'avvio delle operazioni di sgombero del Centro Sociale di Via Puglie , cresce la tensione tra cittadini, associazioni e frequentatori della struttura. Nelle ultime ore il dibattito si è acceso sia sui social sia nelle discussioni pubbliche, con numerosi interventi che contestano una scelta ritenuta da molti calata dall'alto e mai realmente condivisa con la comunità di Sezze Scalo.
Nei mesi scorsi non sono mancate iniziative di protesta, tra raccolte firme, manifestazioni simboliche e richieste di confronto con l'Amministrazione comunale. Molti residenti lamentano di non essere stati coinvolti in un percorso partecipativo riguardante il futuro di uno dei principali luoghi di aggregazione del quartiere.
A riaccendere ulteriormente la discussione è stata la nota diffusa dal Direttivo di Fratelli d'Italia Sezze, che ha chiesto maggiori garanzie sulla concreta realizzazione dell'asilo nido che dovrebbe sorgere al posto dell'attuale struttura.
La domanda che circola con sempre maggiore insistenza tra i cittadini riguarda soprattutto i tempi dell'intervento. Il progetto risulta infatti finanziato attraverso fondi PNRR destinati agli asili nido e, secondo le informazioni finora diffuse, la data prevista per la conclusione dell'opera sarebbe il 30 giugno. Una scadenza ormai imminente che alimenta interrogativi e perplessità visto che ancora stanno sgomberando l’edificio.
Molti residenti chiedono quindi che venga installata al più presto la cartellonistica di cantiere prevista dalla normativa, con l'indicazione chiara dei lavori da eseguire, del cronoprogramma, delle imprese coinvolte e delle tempistiche aggiornate. Informazioni che potrebbero contribuire a chiarire lo stato reale del progetto e a rassicurare una parte della cittadinanza.
Ad aumentare il malcontento è anche la situazione della struttura individuata dall'Amministrazione come sede temporanea per le attività del Centro Sociale. L'immobile, preso in locazione per 18 mesi, non risulterebbe infatti ancora adeguatamente allestito e reso idoneo ad accogliere utenti e associazioni. Di conseguenza, mentre lo sgombero della sede storica procede, molti frequentatori si trovano oggi senza uno spazio effettivamente disponibile dove svolgere le attività sociali e aggregative che da anni rappresentano un punto di riferimento per la comunità di Sezze Scalo.
Una circostanza che viene giudicata particolarmente delicata da numerosi cittadini, i quali ritengono che la disponibilità di una sede alternativa pienamente funzionante avrebbe dovuto precedere l'abbandono della struttura esistente, evitando così il rischio di interrompere servizi e momenti di aggregazione per una parte importante della popolazione locale anziana che d’estate non sa dove andare.
Con l'avvicinarsi degli appuntamenti elettorali, il tema rischia di diventare uno degli argomenti più discussi del dibattito politico locale. La vicenda del Centro Sociale di Sezze Scalo appare dunque destinata a rimanere al centro del confronto pubblico nelle prossime settimane, mentre cittadini e associazioni attendono risposte sui tempi e sulle modalità di realizzazione dell'opera, non solo asilo nido, ma anche del Centro sociale, che dovrebbe prendere il posto della struttura esistente.
