La strage degli invisibili
Sezze Scalo, il sogno di una frazione più vivibile per gli anziani
Qualche tempo fa mio padre è stato a Melfi, in Basilicata, una città di circa 17.000 abitanti. Tornando, mi ha raccontato una realtà che dovrebbe far riflettere anche noi. A Melfi esistono aree verdi e luoghi di aggregazione dove gli anziani possono incontrarsi, passeggiare, sedersi all'ombra e trascorrere del tempo insieme. Non si tratta di opere straordinarie o di progetti milionari, ma semplicemente di spazi pensati per le persone.
Da qui nasce una domanda che riguarda anche Sezze Scalo: perché da noi non si riesce a immaginare qualcosa di simile?
Il sogno per la nostra frazione è semplice. Creare una lunga pista ciclopedonale alberata che attraversi il territorio, con panchine, fontanelle e aree ombreggiate. Un luogo sicuro dove gli anziani possano camminare senza il timore del traffico, senza dover condividere spazi inadeguati con le automobili e senza essere costretti a rinunciare a una passeggiata per paura del caldo o dei pericoli della strada.
Immaginate uno spazio dove le persone possano incontrarsi, parlare, fare attività fisica leggera e mantenere viva quella socialità che troppo spesso viene sacrificata. Perché il problema non è soltanto il caldo. Il problema è l'isolamento. Quando mancano parchi, percorsi protetti e luoghi di incontro, gli anziani finiscono per trascorrere sempre più tempo chiusi in casa.
E oggi non siamo ancora nel pieno dell'estate. Quando arriveranno luglio e agosto, con temperature sempre più elevate, la situazione sarà ancora più difficile. Molti anziani saranno costretti a rifugiarsi nelle proprie abitazioni perché non avranno a disposizione spazi pubblici adeguati dove trascorrere qualche ora all'aperto in sicurezza.
La domanda che dovremmo rivolgere alla politica è molto semplice: perché invece di progettare opere cucite sui bisogni reali della comunità si continua a investire in interventi che spesso sembrano privi di una visione complessiva? Perché non si parte dalle esigenze concrete delle persone che vivono ogni giorno il territorio?
Una comunità non ha bisogno soltanto di nuove opere. Ha bisogno di opere utili. Ha bisogno di spazi che migliorino la qualità della vita, che favoriscano l'incontro tra le persone, che rendano il paese più vivibile e più umano.
Sezze Scalo merita una visione. Merita un progetto che guardi ai prossimi venti o trent'anni e non soltanto alla prossima inaugurazione. Merita luoghi dove gli anziani possano camminare all'ombra degli alberi, sedersi su una panchina, incontrare amici e vicini, sentirsi parte della comunità.
Forse il vero tema non è quanto spendere, ma per chi si sceglie di spendere. Perché una frazione che investe nei suoi anziani investe nel benessere di tutti. E una politica che ascolta i bisogni reali dei cittadini costruisce un futuro. Una politica che realizza opere senza una visione, invece, rischia di costruire soltanto strutture destinate a non lasciare alcun segno nella vita delle persone. Quando una comunità è costretta a chiudersi in casa, il problema non è il caldo: è l'assenza di una visione capace di creare luoghi dove la vita possa essere vissuta.
