Ottant'anni fa
Anch’io sono nato ottant’anni fa, e proprio quest’anno festeggio questo importante traguardo. Un giorno speciale, quello in cui i miei genitori mi hanno dato la vita. Non vi racconto nemmeno le condizioni di povertà e di freddo in cui venni al mondo.
Mia nonna Luisa mi raccontava che, in quei giorni di dicembre, aveva tenuto acceso il camino dalla mattina alla sera nell’appartamentino di via Valerio Flacco. Faceva un freddo intenso e i miei genitori erano stati ospitati proprio lì, in una piccola casa di proprietà dell’avvocato Pasqualucci. La casa di mio nonno, infatti, era stata distrutta dai bombardamenti della guerra.
Quelle stanze faticavano a trattenere il calore e a proteggere dal freddo me, appena nato. Qualche tempo dopo, mia nonna ci accolse in una sua abitazione in Vicolo della Speranza: una casa modesta, ma ricca di affetto e di solidarietà.
I miei genitori erano molto giovani, senza certezze per il futuro, ma con una grande voglia di lavorare e di costruire una vita migliore. Mi hanno cresciuto affrontando con coraggio le difficoltà di quegli anni. Sono diventato adulto attraverso sacrifici oggi difficili persino da immaginare.
Ho studiato prima in collegio, poi al liceo e infine all’università. Nel frattempo avevo conosciuto Gabriella, la donna con cui ho condiviso un’intera esistenza, fatta di affetti, impegno, gioie e sfide affrontate sempre insieme.
Guardandomi indietro, penso a quel bambino nato in un inverno gelido e in tempi difficili, e provo gratitudine per tutto il cammino percorso: per i sacrifici dei miei genitori, per l’amore della mia famiglia e per la fortuna di aver costruito, giorno dopo giorno, una vita piena di significato.
