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Giovedì, 16 Maggio 2019 06:15

Il Giro d'Italia a Sezze come una poesia

 

Nonostante il vento e la pioggia battente nessuno, a Sezze, ha voluto mancare alla festa del Giro di Italia. Bambini, donne, anziani hanno dimostrato il forte legame che ancora hanno con la bicicletta. Noi, più adulti, lo abbiamo sempre seguito, in passato, alla radio e in TV, Ma quest'anno, vederlo dal vivo, è stato un  sogno che  si è realizzato. Con gli occhi spalancati e fissi sulla carovana di corridori che saliva le coste della collina che porta in paese. Sezze si è dimostrata all'altezza della situazione e degna di ospitare questo evento, in barba a chi sostiene che i sezzesi non sono meritevoli di nulla. E' stata una bella giornata che ha coinvolto tutti perché il mito della bicicletta richiama cadute dolorose, scivoloni, sudore e tanta fatica. Il ciclismo affascina ancora  perché è uno sport eroico, perché negli altri sport ci si può fermare, si può rifiatare, ma in salita, quando i muscoli ti fanno male, non ti puoi fermare perché se smetti per un solo attimo di pedalare torni indietro. Quando piove, quando nevica, quando c'è un caldo torrido, sei sempre lì, a correre. Il giro d'Italia è qualcosa di speciale, un appuntamento imperdibile, una corsa bellissima di circa 3500 Km, divisi in tre settimane, con solamente tre giorni di riposo. Si attraversano quasi tutte le regioni dello stivale, visitando le più belle città di Italia e paesaggi incantevoli e incontaminati. Si attraversano paesini e comuni, alternando strade urbane e splendide colline come quelle dei Monti Lepini. Per molti anni, sui muri delle vecchie case e lungo i tornanti delle strade si potevano leggere tracce di una passione popolare che tramutava un uomo in un mito, che raccontava la  storia dei ciclisti, come metafora di un Paese che vuole andare avanti. Coppi, il campionissimo, Bartali,  Moser, Pantani, per citarne solo alcuni. Gli italiani vogliono sempre sognare, vogliono sempre sperare in un mondo diverso e migliore. Allora il ciclismo si trasforma in  poesia e messaggio di impegno, di fatica e di rivincita. Come è fortunatamente capitato anche a noi sezzesi, con la gloriose imprese del campione  Filippo Simeone.

Pubblicato in La Terza Pagina
Mercoledì, 15 Maggio 2019 14:53

Il serpentone a Sezze... ed è subito giubilo

 

 

Alle 16.27 esatte il serpentone del 102° Giro d’Italia è giunto sopra a Sezze ed è stato subito giubilo per tutti. Nonostante l’incessante pioggia ed il freddo di questi giorni molti cittadini si sono portati con ombrelli e K-Way lungo tutto il tragitto della Quinta tappa e del percorso che da Sezze Scalo sino a via Roccagorga ha interessato il territorio comunale di Sezze. Una emozione grande per tutti, adulti e piccoli, per un evento unico. A Sezze il Giro più famoso della Penisola non era mai passato e chissà quando accadrà nuovamente. In molti potranno dire: " Io c'ero". La nostra comunità ancora una volta è riuscita a dare il meglio di sé, ha voluto esserci nonostante tutto, ha partecipato per pochi minuti alle sofferenze dei grandi ciclisti è stata lì con loro incitandoli a proseguire.  Una grande organizzazione per una breve ma intensa emozione. 

Pubblicato in Attualità

 

Scuole chiuse a Sezze per il 15 maggio, giorno della quinta tappa Frascati – Terracina del 102° Giro d’Italia. Il sindaco di Sezze Sergio Di Raimo, con una apposita ordinanza, ha deciso la chiusura dei plessi scolastici di ogni ordine e grado insistenti su tutto il territorio comunale per prevenire eventuali rischi per la sicurezza e per l’incolumità tanto degli alunni quanto del personale che opera nella scuola, nonché per garantire un regolare svolgimento della manifestazione. Il serpentone dei ciclisti il 15 maggio partirà da Frascati per arrivare a Terracina, passando anche per il territorio di Sezze. Il gruppo, intatti, attraverso il passaggio per Borgo Faiti, affronterà la salita di Sezze passando per le Coste, dove è previsto il secondo e ultimo gran premio della montagna della giornata, per andare poi verso Roccagorga, Rocca dei Volsci e Priverno per giungere in quel di Terracina.

 

 

Pubblicato in Attualità