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Alessandro Mattei

Alessandro Mattei

 

 

Il cambiamento demografico in atto rappresenta una delle sfide più rilevanti che Sezze dovrà affrontare nei prossimi anni. A sottolinearlo è il sindaco Lidano Lucidi, che richiama l’attenzione su un fenomeno ormai strutturale: il calo della natalità accompagnato da un progressivo invecchiamento della popolazione.

«Dal mio punto di vista – afferma il sindaco – un tema centrale nei prossimi anni sarà quello del cambiamento anagrafico in atto della popolazione italiana, e Sezze non fa eccezione». Un processo che non può essere considerato secondario, perché incide direttamente sulla capacità di governo di una città e sulla tenuta dei suoi servizi essenziali.

In particolare, a destare preoccupazione è l’impatto del calo demografico sul sistema scolastico. «Avere meno bambini vuol dire avere meno classi – spiega Lucidi – e meno classi significa meno docenti e personale ATA». Una dinamica che, inevitabilmente, apre anche il delicato dibattito sul futuro dei plessi scolastici presenti sul territorio comunale. «È abbastanza intuibile – aggiunge – che delle strutture scolastiche non possono rimanere aperte se ci sono pochissimi bambini».

I dati anagrafici degli ultimi cinque anni rendono evidente il cambiamento in atto. Nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025, il numero dei decessi si è mantenuto stabilmente elevato, attestandosi ogni anno intorno alle 300 unità. Un dato che, confrontato con quello delle nascite, evidenzia uno squilibrio significativo.

Nello stesso arco temporale, infatti, i nuovi nati sono progressivamente diminuiti: dai 207 del 2021 si è passati ai 196 del 2022, ai 173 del 2023, fino a toccare il minimo di 155 nel 2024. Nel 2025 si registra una lieve risalita a 173 nascite, che tuttavia non è sufficiente a invertire la tendenza complessiva.

Il saldo naturale resta quindi fortemente negativo e pone interrogativi concreti sulla sostenibilità futura della rete scolastica, dei servizi sociali e, più in generale, sull’assetto urbano e comunitario della città.

Per l’amministrazione comunale, la sfida sarà quella di governare questo cambiamento con scelte lungimiranti, capaci di tenere insieme razionalizzazione delle risorse e tutela del diritto allo studio, senza perdere di vista l’obiettivo più ampio: rendere Sezze una città attrattiva per le giovani famiglie e le nuove generazioni.

Un tema che, come sottolinea il sindaco Lucidi, non riguarda solo il presente, ma il futuro stesso della comunità setina.

 
 
Mercoledì, 04 Febbraio 2026 14:08

Lutto nel mondo del karate a Sezze

 

 

Nilde Grassucci, a nome del Team Karate Grassucci di Sezze, si stringe con profondo dolore alla famiglia per la scomparsa di Chiara Caiola , di 24 anni , di Sezze, ricoverata presso l'ospedale Goretti da domenica.  Chiara aveva iniziato la pratica del karate all'età di appena 10 anni , distinguendosi fin da subito per impegno, talento e passione. Nel corso degli anni aveva raggiunto importanti traguardi sportivi, conseguendo la cintura nera 1° dan FIJLKAM e laureandosi campionessa italiana CSEN .

La sua ultima gara è stata il Campionato Regionale CSEN nell'ottobre 2025 , testimonianza di un percorso sportivo vissuto con dedizione fino all'ultimo.  Il Team Karate Grassucci ricorda Chiara non solo come atleta, ma come esempio di forza, determinazione e amore per lo sport. Il suo ricordo resterà vivo nel cuore di chi l'ha conosciuta dentro e fuori dal tatam.

La redazione de La Notizia Condivisa si stringe al dolore della famiglia di Chiara.

 

 

 

Il Sindaco del Comune di Sezze ha annunciato nei giorni scorsi il raggiungimento di un importante traguardo nel settore della gestione dei rifiuti: secondo i dati relativi al mese di aprile 2025, la raccolta differenziata ha raggiunto la quota del 60,91%, un risultato che l’Amministrazione comunale ha definito significativo nel percorso verso una maggiore sostenibilità ambientale.

Alla luce di questo dato, Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e il Movimento Sezze Bene Comune, riuniti in un Coordinamento cittadino che si riconosce nei valori della Carta Costituzionale e in una visione condivisa per il futuro della città, hanno ritenuto necessario avviare un approfondimento sull’effettiva efficacia del sistema di raccolta differenziata attualmente in vigore.

Con spirito costruttivo e senza alcun pregiudizio, il Coordinamento ha inviato una lettera formale al Sindaco, agli assessori competenti e alla dirigenza della SPL Spa, chiedendo l’accesso a dati puntuali e dettagliati che consentano di valutare non solo le percentuali dichiarate, ma anche l’impatto economico e gestionale del servizio.

In particolare, le forze politiche firmatarie chiedono di conoscere:

  • le tonnellate di rifiuto indifferenziato conferite, i costi di smaltimento e i soggetti destinatari;

  • le quantità di rifiuti differenziati effettivamente venduti sul mercato del riciclo, i prezzi di vendita e gli introiti reali per il Comune;

  • le modalità di gestione dello sharing economico derivante dalla vendita dei materiali riciclabili.

Il Coordinamento sottolinea che, una volta analizzati i dati richiesti, sarà pronto a riconoscere eventuali meriti all’Amministrazione comunale per le scelte effettuate, qualora queste risultino efficaci e vantaggiose per la collettività.

Di seguito, il testo integrale della lettera inviata:


Spett.le
SINDACO DI SEZZE

E p.c.
– Assessore all’Ambiente
– Assessore al Bilancio
– Presidente SPL Spa

Le scriventi organizzazioni partitiche sono a chiederLe, nella Sua veste di Sindaco della città di Sezze, al fine di ottenere un quadro completo sull’andamento della raccolta differenziata nel nostro comune, di essere informate rispetto alle seguenti richieste di dati:

  1. Quante tonnellate di indifferenziata vengono conferite presso la società destinataria della frazione indifferenziata e a quale costo per tonnellata?

  2. Quante tonnellate di differenziata vengono effettivamente vendute sul mercato del riciclo, a quali prezzi e quanto viene incassato per la stessa vendita?

  3. Come viene gestito il fattore di sharing derivante dalla vendita del prodotto/rifiuto sul mercato?

Per eventuali comunicazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In attesa di un cortese riscontro da parte Vostra, porgiamo cordiali saluti.

Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra, Circolo di Sezze
Partito Democratico – Circolo di Sezze
Partito Socialista Italiano – Sezione di Sezze
Movimento Sezze Bene Comune

 

 

Mancano meno di quindici mesi alla conclusione della legislatura e per il sindaco di Sezze, Luciano Lucidi, si apre una fase politica decisiva. Il tempo delle riflessioni riservate sta lasciando spazio a interrogativi sempre più concreti: ripresentarsi con una coalizione civica, replicando il modello che lo portò alla vittoria nel 2021, oppure aprire ufficialmente ai simboli di partito, a partire da Forza Italia.

Un dilemma tutt’altro che teorico, soprattutto alla luce della composizione dell’attuale maggioranza consiliare, nella quale diversi consiglieri comunali ricoprono incarichi negli organi dirigenti dei partiti, sia a livello locale che provinciale. Un dato politico che rende sempre più difficile mantenere un profilo esclusivamente civico.

La scelta che il primo cittadino sarà chiamato a compiere avrà un impatto diretto sull’assetto delle prossime elezioni amministrative e potrebbe ridisegnare gli equilibri all’interno del consiglio comunale. L’esperienza civica ha certamente garantito a Lucidi una maggiore autonomia decisionale e la capacità di intercettare consensi trasversali; allo stesso tempo, però, nel corso degli anni ha prodotto anche un progressivo isolamento politico e istituzionale, soprattutto nei rapporti con i livelli sovracomunali.

In questo contesto, Forza Italia e Lega osservano con attenzione il percorso del sindaco e sarebbero pronte a sostenerne la ricandidatura, a condizione però che vengano presentati ufficialmente i simboli di partito. Una scelta che per i rappresentanti locali appare sempre meno rinviabile, pena il rischio di una marginalizzazione politica. I consiglieri Pasquale Casalini e Federica Lama per Forza Italia e Orlando Santoro per la Lega saranno chiamati a sciogliere le riserve in tempi brevi.

Parallelamente, non meno complessa appare la posizione dei consiglieri di maggioranza più vicini al centrosinistra — Calvano, Piccinella, Rieti e Pecorilli — per i quali risulterebbe difficile restare all’interno di una coalizione che, con l’ingresso formale dei partiti di centrodestra, si sposterebbe in modo evidente verso destra.

Un dato, tuttavia, sembra ormai acquisito: la coalizione civica presentata nel 2021 non esiste più nella sua forma originaria. Nel tempo si è trasformata in un contenitore politico ibrido, che fatica a riconoscersi in un’identità chiara e condivisa. Il bivio è ormai davanti al sindaco Lucidi: continuità formale o ridefinizione politica. E la scelta, questa volta, non potrà essere rimandata.

 

Due procedimenti giudiziari, un unico nodo centrale: la legittimità delle operazioni sui terreni gravati da uso civico. Con le deliberazioni n. 2 e n. 3 approvate nella seduta del 16 gennaio 2026, la Giunta comunale di Sezze ha deciso di costituirsi in giudizio davanti al Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana, affidando entrambi gli incarichi legali all’avvocato Antonio Cardinale.

I procedimenti, iscritti ai numeri RG 23/2025 e RG 24/2025, sono stati promossi dallo stesso Commissario agli usi civici, dott. Antonio Perinelli, nei confronti della Regione Lazio e del Comune di Sezze, e riguardano la verifica della qualità giuridica dei terreni interessati da recenti permute autorizzate ai sensi della legge n. 168/2017.

Il caso del cimitero comunale: un passaggio amministrativo cruciale

Il primo contenzioso riguarda le aree su cui insiste il cimitero comunale. Qui il Comune ha operato una permuta con trasferimento dei vincoli di uso civico da terreni del demanio civico (Foglio 36, particelle 2299, 2300 e 2301) a un’area di proprietà comunale inserita nel patrimonio disponibile.

Un’operazione delicata, che tocca un’infrastruttura pubblica essenziale, ma che ora viene messa in discussione dal Commissario, chiamato a verificare se la natura dei terreni e il trasferimento dei vincoli siano avvenuti nel pieno rispetto della normativa.

Setia Factory: sviluppo e vincoli collettivi

Il secondo procedimento riguarda invece il progetto “Setia Factory”, presentato come iniziativa di utilità sociale. Anche in questo caso il Comune ha effettuato una permuta: un’area gravata da uso civico (Foglio 62, particella 359) è stata scambiata con un altro terreno comunale (Foglio 5, particella 182), con contestuale trasferimento dei vincoli.

Il tema, però, resta lo stesso: la corretta qualificazione giuridica dei suoli e la legittimità dell’intera operazione amministrativa.

Perché interviene il Commissario

La legge consente la permuta con trasferimento dei vincoli di uso civico, ma a condizioni molto stringenti. Proprio per questo il Commissario ha deciso di intervenire prima che gli effetti delle permute diventino irreversibili.

Il messaggio è chiaro: non basta l’autorizzazione regionale, serve la certezza che i terreni coinvolti abbiano realmente la natura giuridica dichiarata e che l’interesse collettivo originario non venga compromesso.

La scelta della difesa e le prime criticità

La Giunta ha optato per un affidamento diretto, motivandolo con l’“eccezionale complessità” della materia degli usi civici. Entrambi gli incarichi sono stati affidati allo stesso legale, l’avv. Antonio Cardinale, ritenuto specialista del settore, pur non essendo inserito nell’elenco comunale dei professionisti.

Una scelta legittima sul piano regolamentare, ma che solleva interrogativi politici e amministrativi:

- perché due procedimenti distinti, ma strettamente collegati, vengono affrontati solo ora in sede giudiziaria?

- la Regione e il Comune hanno valutato preventivamente il rischio di un intervento commissariale?

- l’Ente ha margini di responsabilità nel caso in cui le permute vengano ritenute illegittime?

I possibili risvolti: scenari aperti

L’udienza fissata per il 9 febbraio 2026 rappresenta un passaggio chiave. Gli esiti possibili non sono neutri:

- Conferma della legittimità: il Comune uscirebbe rafforzato, ma resterebbe comunque il precedente di un controllo giudiziario su operazioni già autorizzate.

- Annullamento o sospensione delle permute: scenario ben più delicato, che potrebbe bloccare opere pubbliche, progetti di utilità sociale e generare nuovi costi per l’Ente.

- Responsabilità amministrative: qualora emergessero irregolarità, potrebbero aprirsi ulteriori profili di responsabilità, anche contabile.

Una questione che va oltre il processo

Al di là dell’esito giudiziario, la vicenda mette in luce un tema strutturale: la gestione degli usi civici continua a rappresentare un terreno scivoloso per gli enti locali, soprattutto quando sviluppo, opere pubbliche e vincoli storici entrano in collisione.

Il doppio fronte giudiziario aperto a Sezze non è solo una questione tecnica, ma un banco di prova politico-amministrativo che potrebbe incidere profondamente sul futuro assetto del territorio e sul rapporto tra istituzioni e beni collettivi.

 

Ogni volta che passo per via Umberto a Sezze mi si stringe il cuore vedendo Palazzo Rappini chiuso. Credo che sia uno dei palazzi storici di Sezze più affascinanti e imponenti, un immobile di pregio che rischia di deteriorarsi completamente come altri presenti nel cuore del paese tra cui il Teatro di via Pitti. E' stata anche la sede di quelle che venivano chiamate le scuole medie, anche io sono stato tra quegli alunni che hanno avuto la fortuna di frequentare quell'istituto scolastico in questa sede.

Purtroppo Palazzo Rappini è chiuso dall'ottobre 2020 a seguito della dichiarazione di totale inagibilità. Il provvedimento è stato adottato dopo un sopralluogo tecnico e la relazione conclusiva redatta ha evidenziato gravi criticità strutturali tali da rendere l'edificio non sicuro. Nella relazione si legge che «la struttura evidenzia criticità sia dal punto di vista globale che locale». In particolare, le problematiche riguardano la capacità resistente dei maschi murari in condizioni statiche e sismiche, la capacità deformativa in caso di sisma e la capacità resistente e di esercizio dei solai di interpiano. 

Secondo una valutazione tecnica preliminare, per il completo consolidamento strutturale dell'edificio sarebbero necessari circa 3 milioni di euro , una cifra significativa ma che meriterebbe di essere presa in considerazione vista l'importanza storica dell'edificio. Ultimamente l'immobile era stato preso in considerazione per lo spostamento degli uffici del Centro per l'Impiego di Sezze Scalo. Poi l'idea venne abbandonata. 

Prima della chiusura, Palazzo Rappini ospitava importanti realtà istituzionali e culturali: la Compagnia dei Lepini, l'ufficio del Giudice di Pace e il Museo del Giocattolo Ludus , inaugurato il 9 giugno 2007. Quest'ultima rappresentava un'eccellenza culturale del territorio, nato dall'incontro tra ricerca scientifica, valorizzazione delle tradizioni locali e sperimentazione delle potenzialità educative, espressive e socializzanti del gioco. Il museo, profondamente radicato nella comunità, era conosciuto anche come “Museo del giocattolo territoriale” e si presentava con un allestimento rinnovato, curato inizialmente con la collaborazione di Rosolino Trabona e Umberto De Angelis e successivamente da Paola Pasqualucci.  

Va ricordato che circa venti anni fa l'edificio era già stato oggetto di interventi di manutenzione, con il rifacimento degli infissi e il recupero della facciata esterna. L'intervento, tuttavia, non ha interessato le strutture portanti, che oggi risulta il nodo principale da risolvere per consentire una futura riapertura del palazzo.

La chiusura prolungata di Palazzo Rappini rappresenta una perdita significativa per il centro storico di Sezze, non solo dal punto di vista architettonico, ma anche culturale e sociale. Il futuro dell'edificio resta legato alla possibilità di reperire le risorse necessarie per un intervento strutturale profondo, capace di ripristinare alla città uno dei suoi luoghi simbolo.

 

Sotto l'interno del Museo del Giocattolo 

 

 

Era il dicembre del 2016 quando il Tensostatico di via Scopiccio, a Sezze, iniziava a prendere forma. A distanza di quasi dieci anni, però, la situazione non solo non è migliorata, ma appare nettamente peggiorata. Quella che già allora veniva definita un’opera incompiuta è oggi diventata il simbolo più evidente dell’abbandono e dello spreco di denaro pubblico.

Il pallone tensostatico di via Scopiccio si presenta come una vera e propria “cattedrale nel deserto”: una struttura mai entrata in funzione, dimenticata dalle amministrazioni che si sono succedute nel tempo e lasciata al degrado più totale. Un’opera che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per lo sport e l’aggregazione, ma che invece racconta una storia fatta di promesse mancate e responsabilità politiche mai chiarite.

La struttura venne realizzata grazie a un finanziamento regionale di oltre 270 mila euro, fortemente voluto e rivendicato all’epoca dall’ex gruppo della Margherita di Sezze. È bene ricordare che quel finanziamento, inizialmente destinato al recupero della palestra all’aperto di via dei Cappuccini nel parco della Macchia (oggi riqualificato dalla Giunta Lucidi), venne successivamente dirottato su via Scopiccio, nell’ambito di una più ampia riqualificazione dell’area e a coronamento della pista ciclabile.

Di quel progetto ambizioso oggi resta ben poco. Il Tensostatico è inutilizzabile, circondato dalle erbacce, con evidenti segni di deterioramento strutturale e sempre più esposto ad atti vandalici. Il tempo, l’incuria e l’assenza totale di manutenzione hanno fatto il resto, trasformando un investimento pubblico in un problema irrisolto.

Mancano tuttora elementi essenziali: servizi igienici, allacci, forniture e tutto ciò che sarebbe necessario per rendere la struttura fruibile. A distanza di un decennio, per completare l’opera servirebbero oltre 300 mila euro, una cifra difficile da reperire oggi, soprattutto in un contesto in cui ottenere nuovi finanziamenti regionali è sempre più complesso. La Giunta Lucidi ad oggi non ha chiesto alcun finanziamento per completare l'opera perché intende dare priorità alle strutture pubbliche utilizzate, a partire dal Tasciotti per il quale è stato chiesto un finanziamento e successivamente per il Tornesi a Sezze Scalo. 

Oltre al danno c'è la beffa. Esiste il concreto rischio che la Regione Lazio possa chiedere al Comune di Sezze la restituzione delle somme spese per quest’opera incompiuta. Uno scenario che potrebbe ripetersi anche per un altro progetto mai portato a termine: la Casa dei Giovani di via Cappuccini, parzialmente realizzata con un finanziamento regionale di 300 mila euro risalente al 2008.

 

 

La solidarietà ha vinto. E lo ha fatto con la forza di una comunità capace di stringersi attorno ai propri valori più autentici. Si è conclusa con uno straordinario successo la raccolta fondi “Sezze per la Salute”, che ha superato l’obiettivo prefissato raggiungendo la cifra di 10.813,78 euro.

Un risultato concreto e di grande valore, che permetterà l’acquisto di nuove e fondamentali attrezzature sanitarie a beneficio della Casa della Salute di Sezze e dell’intera cittadinanza. Un traguardo nato sotto il simbolo di un cuore che abbraccia la città, divenuto in poche settimane il segno visibile di una mobilitazione corale che ha attraversato tutto il mese di novembre.

Il successo dell’iniziativa è il frutto di una sinergia autentica tra le diverse anime del territorio, unite da un unico obiettivo: prendersi cura della propria comunità.

I promotori rivolgono un ringraziamento sentito innanzitutto ai cittadini di Sezze, che con ogni donazione, piccola o grande, hanno trasformato la speranza in realtà. Un grazie anche alle attività produttive locali, che hanno ospitato le urne della raccolta nei negozi e nei punti vendita, permettendo a ciascuno di compiere un gesto quotidiano di solidarietà.

Fondamentale il contributo delle società sportive, delle associazioni culturali, delle scuole di danza e di canto, che hanno animato e reso indimenticabili le serate del 21, 22 e 23 novembre, portando sul palco non solo talento, ma soprattutto cuore.

Un ringraziamento speciale va all’Associazione Fiati di Sezze, che ha dedicato il tradizionale Concerto di Santa Cecilia a questa nobile causa, e a Maurizio Martufello, che con il suo spettacolo ha saputo regalare sorrisi, emozioni e un contributo decisivo alla raccolta fondi.

Prezioso anche il supporto dell’Associazione La Macchia, che ha messo generosamente a disposizione la propria struttura per ospitare gli eventi conclusivi, dimostrando una sensibilità civile e un forte senso di appartenenza alla comunità.

Il coordinamento dell’intera iniziativa è stato curato con dedizione da Andos Sezze, CIF Comunale Sezze e Rotary Club Monti Lepini, capaci di trasformare un’idea in un progetto concreto e condiviso.
«Ogni offerta è un gesto che cura: con questo spirito Sezze ha dimostrato di essere una comunità viva, unita, capace di costruire oggi il benessere di domani», dichiarano i promotori.


Avviato il percorso per la donazione

È ufficialmente iniziato anche il percorso amministrativo per formalizzare la donazione delle somme raccolte. Saranno necessari alcuni tempi tecnici per la presentazione delle domande e la gestione delle procedure istituzionali; la conclusione dell’iter è prevista orientativamente entro due mesi.

Poiché l’importo raccolto supera il costo della prima attrezzatura prevista, i promotori stanno già lavorando per reinvestire l’eccedenza, individuando ulteriori strumenti sanitari utili a rispondere ai bisogni reali della Casa della Salute di Sezze.

«Vogliamo ribadirlo con forza: fino all’ultimo centesimo raccolto sarà destinato esclusivamente al miglioramento dei servizi sanitari della nostra città – affermano i promotori –. Ogni acquisto sarà puntualmente comunicato e documentato. La cittadinanza sarà aggiornata passo dopo passo su ogni nuova attrezzatura che entrerà in funzione grazie a questo straordinario gesto collettivo. La vostra fiducia è il nostro impegno più grande. Continuiamo a costruire insieme il futuro della salute a Sezze».

 

 

È stata una nottata particolarmente impegnativa per i volontari della Protezione Civile di Sezze, impegnati in un’intensa attività di ricognizione del territorio e nello spargimento di sale in diverse zone del paese, al fine di prevenire situazioni di pericolo per la circolazione stradale. Nel corso degli interventi sono stati distribuiti circa 50 quintali di sale, con azioni ripetute soprattutto nelle aree maggiormente critiche, interessate da perdite d’acqua dovute a rotture delle condotte, che hanno reso necessario un monitoraggio costante per evitare la formazione di ghiaccio e garantire condizioni di maggiore sicurezza alla viabilità.

Siamo al paradosso. Interi quartieri senza acqua in pieno inverno per continue e infinite riparazioni da parte di Acqualatina, disagi per molte famiglie nei giorni più critici dell'anno e pericolo sulle strade causato dalla perdita di acqua dalle condutture. 

 

Molte tradizioni stanno veramente scomparendo. Ci pensavo proprio in questi giorni di festività e ne parlavo con degli amici, quelli della mia generazione, l'ultima forse che ha vissuto momenti irripetibili di una millenaria tradizione setina.  

Un tempo, a Sezze, il Natale aveva un sapore diverso. Era più intenso, più profondo. Cominciava tra gli antichi vicoli del paese, dove l’aria si riempiva di profumi caldi e avvolgenti che uscivano dai forni. Ogni famiglia custodiva le proprie ricette come un patrimonio prezioso, tramandato di generazione in generazione.

C’era la povertà, c’era la fame, eppure nemmeno nei momenti più difficili – persino durante la guerra – non si rinunciava alla tradizione. Le donne setine, con pochi ingredienti e tanta dedizione, riuscivano sempre a salvare la magia del Natale, trasformando la semplicità in festa.

Oggi, con l’avvicinarsi delle festività, i ragazzi difficilmente pensano a tutto questo. I dolci natalizi sono quasi sempre gli stessi: panettoni e pandori industriali, spesso acquistati senza conoscere altro. Nessuno di loro potrà forse immaginare il profumo che riempiva i vicoli di Sezze, che entrava nelle case e si mescolava alle voci, ai gesti, all’attesa.

Fortunatamente, in città resistono ancora alcuni forni che provano a mantenere viva una parte della tradizione dolciaria sezzese. Tuttavia, si tratta di sapori che faticano a conquistare le nuove generazioni. Nelle case, invece, sopravvive ancora qualcosa: famiglie e nonne che, sotto Natale, preparano struffoli e zeppole, dolci ormai entrati nella tradizione locale grazie all’influenza della cucina napoletana.

Ma il vero dolce di Sezze, quello che sta lentamente scomparendo insieme ai suoi ricordi, era la pizza battuta. Un dolce elegante e raffinato, quasi ricamato, decorato con una glassa di zucchero e limone che disegnava motivi delicati, simili a merletti su una tela. Un dolce che parla di mani esperte e di tempi lenti. Un dolce che vive nei ricordi di chi l’ha visto nascere nelle cucine di casa, come accadeva con mia nonna e ultimamente con mia madre.

La pizza battuta, chiamata anche “pizza d’ova”, era un dolce setino, preparato sempre prima di Natale. Si cuoceva dopo l’ultima sfornata del pane, verso l’ora di pranzo, quando il forno aveva raggiunto la temperatura ideale. Le donne si organizzavano, si alternavano, aspettavano il momento giusto. Nulla era lasciato al caso.

Era una pizza riservata esclusivamente alle feste, e la sua preparazione era lunga e delicatissima. Non si usava lievito. Gli ingredienti erano pochi e semplici: uova, zucchero e farina. Non esistevano frullatori, e anche se fossero esistiti, non sarebbero stati ammessi. Il segreto stava tutto nell’olio di gomito. L’impasto veniva sbattuto anche per un’ora, con le fruste, dentro una terrina di coccio dalla forma stretta verso il basso, ideale per montare il composto.

Quella terrina, smaltata di bianco con piccoli puntini verdi, grande e robusta, era chiamata in dialetto “sinnelono”. Montare la pizza battuta era una vera arte: fatta di pazienza, forza, silenzi e attese. E quando finalmente usciva dal forno, il risultato era monumentale, profumatissimo, carico di un calore che oggi sembra appartenere a un’altra epoca. A un Natale che, forse, vive ormai solo nei ricordi, ma che merita di essere raccontato per non essere dimenticato.

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