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Alessandro Mattei

Alessandro Mattei

 

 

Una conferenza dei capigruppo molto importante si è tenuta ieri a Sezze. Una riunione utile per fare il punto sulla sanità e sul futuro imminente anche del nosocomio setino. Il presidente del consiglio comunale di Sezze, Enzo Eramo, ha riunito intorno ad un tavolo tutti i gruppi consigliari ed il nuovo direttore sanitario aziendale Giuseppe Visconti. Il Dott. Visconti ha illustrato nel dettaglio il passaggio e quindi la trasformazione dei PPI (Punti di Primo Intervento) in PAP (Punti di Assistenza Primaria) che avverrà dal 1 gennaio 2020. Il nuovo direttore ha confermato che non ci saranno novità rilevanti rispetto alle prestazioni sanitarie dei PPI ,in quanto ci sarà lo stesso personale H24 e la stessa strumentazione già in dotazione. Cambierebbe solo il nome ma nella sostanza la qualità dei servizi dovrebbe essere garantita. Nella medesima riunione, dove erano presenti anche il sindaco Sergio Di Raimo, l’assessore Andrea Campoli e i consiglieri capigruppo, Visconti ha parlato anche dello studio di protocolli d’intesa che di fatto eviteranno code al Pronto soccorso di Latina nel caso in cui il paziente dovrà essere sottoposto ad una visita specialistica proveniente dai PAP. Altra questione affrontata quella del reparto di Radiologia del San Carlo di Sezze. Nell’incontro il direttore sanitario ha parlato della gara di appalto per l’acquisto del nuovo apparecchio. Se le procedure non saranno sbloccate per gennaio, la ASL provvederà all’acquisto della strumentazione tramite il mepa (mercato elettronico della pubblica amministrazione). Nella capigruppo è stata comunicata, inoltre, l’assunzione di 30 tecnici di radiologia, personale che sarà disponibile già dal 1 gennaio anche per Sezze. Il decreto Lorenzin n.70/2015 prevedeva la chiusura dei 7 PPI anche della Provincia di Latina, cosa che con la trasformazione degli stessi non avverrà nelle prestazioni. Diffidenti, scettici e delusi i consiglieri di opposizione di Sezze. A partire dal consigliere Serafino Di Palma presente nella riunione con il nuovo direttore Visconti. Di Palma, da sempre in prima fila contro il depauperamento della sanità dei Monti Lepini, in trincea con le baionette per difendere l’ultimo avamposto dei Monti Lepini, e cioè il presidio di Sezze, ha espresso tutti i suoi dubbi su questa ennesima trasformazione. Per Di Palma i nomi che si danno sono importanti perché “si passerà da un sistema emergenziale ad un sistema ambulatoriale”. Per il consigliere di Biancoleone i 10 anni di battaglie sono servite a poco o a nulla, Sezze resta tra i Comuni che non hanno fatto ricorso al Tar e “ i  nostri rappresentanti istituzionali in Regione Lazio, a partire dal consigliere Salvatore La Penna, non hanno trasmesso mai le nostre ansie e le nostre preoccupazioni come invece avrebbero dovuto fare”.

 

Il Direttore Visconti

 

 

 

Il pallone tensostatico di via Roccagora di Sezze sarà intitolato a Linda Grassucci, la grande campionessa di karate che ci ha lasciati prematuramente poche settimane fa dopo una lunga lotta contro un male incurabile. Nella mattinata di oggi la conferenza dei Capigruppo di Sezze, convocata dal presidente del consiglio comunale Enzo Eramo, ha deciso all’unanimità di dare mandato al sindaco Sergio Di Raimo e alla Giunta comunale di deliberare e avviare le procedure per l’intitolazione della struttura sportiva alla cara Linda. Proprio nel tensostatico di via Roccagorga Linda aveva disputato numerose gare e aveva praticato l’arte del karate trasmettendola ad altri ragazzi e ragazze. Tutti i gruppi consiliari di Sezze hanno espresso parere favorevole riconoscendo a Linda il grande valore sportivo ed umano. Linda, oltre ad essere stata una grandissima atleta, era riuscita con naturalezza a conquistarsi la stima, la fiducia e l’affetto dell’intera comunità: la grande partecipazione emotiva legata alla sua prematura scomparsa ne è stato umile esempio. Alla riunione dei capigruppo di oggi, oltre al sindaco Di Raimo e al presidente Eramo, hanno partecipato i consiglieri comunali Eleonora Contento, Rita Palombi, Armando Uscimenti, Alessandro Ferrazzoli, Ernesto Di Pastina, Giovanni Moraldo, Serafino Di Palma, Mauro Calvano e Senibaldo Roscioli.

 

Nihil sub sole novum, recita un antico passo biblico, nulla di nuovo sotto il sole. In prossimità del Natale, e precisamente il 21 dicembre, il cantiere sospeso del Monumento che si vuole edificare a San Lidano spegne le sue prime 7 candeline. Sette mesi di impasse politico e amministrativo, sette mesi di attesa nella speranza che il buonsenso prevalesse su logiche ad oggi ancora incomprensibili. Sette mesi di impegni disattesi, nonostante ci sia stata ampia volontà a trovare un compromesso per condividere una scelta che, di fatto, ha diviso l’opinione pubblica. Tutto inutile ad oggi, come il cantiere fermo sul Belvedere, diventato ricettacolo di immondizia, degrado, fotografica a colori di una politica che non c'è e, soprattutto, muro di scontro tra correnti politiche, partitiche e addirittura personali. In tempi in cui si festeggia la caduta dei muri e si auspica la costruzione di ponti come non si stanca di dire Papa Francesco, a Sezze si va controcorrente e le divisioni, le lacerazioni vanno oltre la politica, passando per le sacrestie e sconfinando in ambiti famigliari e personali. Fatto sta che tra sondaggi farlocchi, polemiche social, messaggini e post boriosi e autoreferenziali, la comunità di Sezze da 198 giorni non gode più di un’area meravigliosa, di un luogo magico, uno spazio storico e favoloso qual è il Muro della Tèra di Sezze. La battaglia pacifica e trasparente del comitato spontaneo ha acceso i riflettori su un nuovo scempio perpetrato ai danni della nostra città, su un modo di amministrare la città che allunga le distanze con i cittadini e li piega alle sole scelte di palazzo. Evidentemente si vuole così,  si vuole educare al brutto, alla non partecipazione, all’assenza di comunità. A proposito di assenza, delude molto una certa politica e alti rappresentanti istituzionali per la loro clamorosa assenza nel dialogo e nella compartecipazione nella vicenda del Belvedere. Come se non fossero di Sezze, costoro, si sono eclissati dietro ruoli apparentemente super-partes, offendendo una città.

 

 

Un progetto molto interessante ed esteticamente straordinario. Un gruppo di artisti ha quasi completato dei murales presso il plesso scolastico di Crocevecchia a Sezze, rendendo l’ingresso della scuola più accogliente, allegro e vivo. Ne saranno realizzati altri in altre scuole della città. Si tratta indubbiamente di una iniziativa brillante, giovanile che, oltre a mettere in mostra una vera e propria arte, regala alla scuola e agli studenti quel senso di gioia e spensieratezza necessaria per la crescita sana di un bambino. Gli artisti che hanno realizzato il murales sono due ragazzi di Latina, Otaf e Zoto. Non sappiamo chi ci sia dietro questo progetto, un hashtag ce lo suggerisce (#amosetia) ma è davvero bello e utile, ma sappiamo con certezza che all'ombra ci sono ragazzi che amano veramente la nostra città. Ovviamente l'idea è stata sposata, condivisa e sviluppata dall'amministrazione comunale di Sezze, dal presidente della commissione consigliare cultura Federica Fiorini e dall'ex assessore alla Scuola Paola Di Veroli. Il tema su cui molti studenti hanno lavorato è "La Sezze che vorrei". Molti alunni hanno lavorato in classe e poi realizzato dei disegni diventati oggi dei murales. La scuola resta l’unico luogo deputato alla formazione della persona, del suo carattere e della sua identità. Accogliere un alunno così non può che essere utile al suo sviluppo. Chi ha vissuto questi quartieri sa quanto è difficile organizzarsi e condividere spazi e idee. Il popoloso quartiere di Casali-Crocevecchia ne è un esempio. La periferia, pur nel miglioramento generale rispetto al passato, resta ancora isolata da quelle che sono le diverse opportunità che offre un centro cittadino, seppur modesto come Sezze. Complimenti.

 

 

Sono a dir poco imbestialiti. Un gruppo di commercianti di Sezze si stanno organizzando per mettere fine ad un fenomeno in forte crescita e che sta danneggiando i veri commercianti che tra tasse e concorrenza sleale non riescono a sbarcare il lunario. Al centro della loro protesta un meccanismo di vendita on line diabolico e disonesto, una truffa vera e propria ai danni di chi paga le tasse e verso chi ha dovuto fare sacrifici per mettere su una attività con licenza. E’ il fenomeno delle vendite on line sui social e whatsapp da parte di privati senza partita iva. “In questi ultimi anni fare commercio, specialmente nei piccoli centri è diventato sempre più difficile e  lo testimoniano le numerose chiusure di attività commerciali. Oltre alla grande distribuzione, le vendite online (tra cui Amazon il principale nemico) – ci dicono alcuni commerciati di Sezze -  è nato un nuovo fenomeno di vendite online tramite gruppi Facebook e Whatsapp da parte di privati senza partita iva che vendono merce di ogni genere il più delle volte contraffatta. Il meccanismo consiste nella pubblicazione di foto di merce che non hanno in casa ma che si trova direttamente dal fornitore ed effettuano vendite senza autorizzazioni prendendo una percentuale sul guadagno”. Insomma guadagni facili senza pagare un centesimo e senza autorizzazioni. Oltre al danno la beffa per chi è in regola, per i dovuti e numerosi controlli da parte dei soggetti preposti in barba a quelli che vendono da casa senza alcuna autorizzazione. Insomma, tra i commercianti di Sezze si sta costituendo un movimento con l’obiettivo di ideare un gruppo apposito per cercare di arginare il fenomeno. Alcuni profili di falsi venditori sono stati già segnalati alle autorità competenti e si andrà avanti per fermare questa vendita abusiva di privati fuori legge.

 

 

In un clima collaborativo e distensivo, l’incontro tenutosi ieri tra il sindaco di Sezze e i comitati cittadini “Murodellatéra” e “Cittadini per Sezze” ha indubbiamente aperto nuovi scenari difficilmente pensabili da quelle che erano state le ultime dichiarazioni di Sergio Di Raimo in aula consigliare. E’ stato infatti lo stesso sindaco a voler chiarire alcuni passaggi e affermazioni fatte proprio in merito ai lavori sul Belvedere di Santa Maria, scusandosi anche con i presenti per “una frase infelice” proprio perché “non c’era la volontà di denigrare nessuno”, in riferimento al fatto che non saranno Cinquanta cittadini a condizionare le scelte dell’Ente. Nel suo intervento il sindaco ha fatto una panoramica di quello che è stato l’iter che dal 2018 fino ad oggi ha portato prima all’approvazione dei lavori e poi alla sospensione degli stessi da parte dell’Ufficio Tecnico. Pur restando convito che il monumento dedicato a San Lidano “sia una bella opera e che non andrà a depauperare il belvedere”, il primo cittadino ha aperto ai comitati dicendo che da parte sua “vuole che questa opera sia il più possibile condivisa e che non divida la città”.  Il sindaco stesso ha proposto di mediare con il donatore e primo committente dei lavori, Don Massimiliano Di Pastina, per un incontro con una delegazione dei comitati per rivedere la collocazione del monumento, perché come è stato definitivamente chiarito, nessuno è mai stato contro la Statua o contro qualcuno, ma solo a favore della tutela di un luogo storico e unico della nostra città. Il sindaco di Sezze quindi, mostrando sensibilità e disponibilità anche a tornare indietro sulla statua, ha chiesto all’assemblea dei presenti di recepire anche altre idee in modo da poter aprire al confronto il più possibile. Fondamentale è stato il faccia a faccia con i cittadini, a dimostrazione che oltre i social bisogna parlarsi a quattrocchi per capire e capirsi veramente bene. Fondamentale è stato il sentimento nelle argomentazioni espresso dai presenti e in primo luogo dai due relatori delegati dei comitati, Franco Abbenda per il “Murodellatèra” e Francesco Petrianni per “Cittadini per Sezze”.  Franco Abbenda, intervenuto dopo il sindaco, lo ha coinvolto parlando dell’intero complesso di Santa Maria e dei suoi legami con la comunità. “La nostra volontà  - ha detto - è di proteggere un bene paesaggistico che ha un impatto sulla cittadinanza immenso. Il Murodellatera è un luogo particolare per tutti. Esistono dei beni che proprio perché non sono di qualcuno non devono essere di nessuno. Il concetto di bene pubblico deve essere tutelato dal sindaco, fosse anche per un solo cittadino”. Importante dal punto di vista dell’iter tecnico l’intervento di Francesco Petrianni. Tra i diversi passaggi importanti il dirigente in pensione del comune di Sezze ha ricordato, snocciolando la norma applicata sui lavori iniziati e poi sospesi, che il parere tecnico ha confuso il termine urbanistico con il termine edilizio. “Il Piano Regolatore del Comune di Sezze - ha detto Petrianni - parla di piano particolareggiato del centro storico, e senza questo strumento non si può toccare lo stato delle cose. Infatti lo stesso tecnico afferma che si possono fare solo opere di conservazione e risanamento. Se il Comune di Sezze vuole fare un’opera di riqualificazione deve approvare un piano di riqualificazione con tutto un percorso diverso rispetto a quello è stato fatto”. Insomma una cosa è un attività edilizia, altra è una attività di urbanizzazione. Diversi infine i contributi dati dai presenti. Uno tra tutti. Il professor Alberto Filigenzi ha letto una lettera firmata dall’onorevole Lelio Grassucci, nella quale l’ex deputato e dirigente di partito chiede di non stravolgere un luogo anche e soprattutto per la sua importanza architettonica e artistica gotico-cistercense, realizzata nella semplicità, umiltà e povertà del nuovo monachesimo del tempo.

 

 

E' rimasta riservatissima fino ad oggi ."Ma una notizia un po'originale /Non ha bisogno di alcun giornale /Come una freccia dall'arco scocca /Vola veloce di bocca in bocca (cit. De Andrè). Il sindaco di Sezze Sergio Di Raimo pochi giorni fa ha posto chiaramente la fiducia sul proseguimento dei lavori sul Belvedere. La messa in opera della Statua del Santo Patrono è diventata per lui un obiettivo che va oltre ogni altro problema serio e grave irrisolto della città. Senza troppi giri di parole Di Raimo ha chiesto alla sua maggioranza di esprimersi in aula su un caso che di politica non aveva nulla ma di etico tutto. Ha chiesto ai suoi consiglieri di votare la Statua e in caso contario di firmare la sfiducia e tornare a casa. Adesso, quindi, la questione si è ribaltata, ed il primo cittadino, ostinato ad andare avanti e a seguire un progetto nato unilateralmente, vuole contarsi e vedere chi ha il coraggio di sfiduciarlo o chi vuole andare avanti con la statua al centro del Belvedere. Il sindaco, pubblicamente, ha già detto che a lui quel progetto piace molto e che vuole realizzarlo senza ascoltare l’opinione di un gruppo di Cinquanta cittadini. Vuole interstarsi questa opera a 2 anni e mezzo dalla sua elezione. Adesso spetta ai consiglieri comunali mettere la faccia. Per giunta, nel merito, lui e la sua (ex) Giunta lo hanno già votato e ora vuole che sia il consiglio comunale ad esprimersi chiaramente per prendersi le sue responsabilità politiche e amministrative. Responsabilità in realtà non dovute perché il progetto nasce in altre sedi e viene approvato dai soli componenti della Giunta senza passaggi in commissione e in consiglio. Una richiesta forte, quindi, quasi altezzosa, davanti ad un progetto che non compare nemmeno nei programmi elettorali e che non è stato mai menzionato in campagna elettorale ma che, al contrario, è fuoriuscito improvvisamente come un fungo solo con una delibera di Giunta nel 2018, diciamo alla chitichella. Di Raimo, quindi, si vuole giocare tutto, non lo ha fatto nemmeno quando si è trattato di votare il bilancio di previsione e quando qualcuno, poi nei fatti, non lo ha votato veramente. Di Raimo vuole mettersi alla prova su un progetto che, messo così, oltre a dividere l’opinione pubblica per le cose già dette in aula (come per altre vicende, a partire dai lavori alla Valerio Flacco o sul caso dei rifiuti e della maleducazione dei cittadini) spacca la sua maggioranza e soprattutto mette in difficoltà il suo Partito. Il Pd, fresco fresco di segretario, infatti, vuole trovare una coesione, una posizione equilibrata e sensata e lo sta facendo attraverso l’impegno silenzioso del neo segretario Daniele Marchetti. Gli imbarazzi sono tanti e le difficoltà serpeggiano nemmeno quando si parlò di rimpasto e crisi di maggioranza. Gli altri gruppi invece cosa faranno? La sua maggioranza sarà compatta? Polidoro, Calvano, Ferrazzoli, Roscioli, Barbati cosa diranno e faranno? E l’opposizione. Conosciamo la posizione di Sezze Bene Comune ma non quella del Biancoleone anche se, per definizione e posizioni differenti, non dovrebbe sostenere un progetto-autogol. Il sindaco, ottimo e stimato commercialista, forse per deformazione professionale, ultimamente ama contare troppo e tutto. Speriamo che i conti siano giusti… Mancano 2 anni e mezzo alla fine del mandato. La prima amministrazione comunale Di Raimo è al giro di boa, riuscirà a compiere una virata o sarà costretta a tirare i remi in barca?

 

 

Crescono di giorno in giorno le adesioni a tutela del Belvedere di Santa Maria di Sezze. L’iniziativa social lanciata dal Comitato “MurodellaTèra” con la Cartolina “#Iosonounodeicinquanta” sta raccogliendo condivisioni straordinarie sui social a conferma che tanti cittadini sognano una Sezze diversa dove ancora esiste il rispetto della storia, delle tradizioni e di luoghi che fanno parte della nostra comunità. Goccia dopo goccia, ognuno a suo modo, sta esprimendo con passione e forza il desiderio di non vedere stravolto il Belvedere di Santa Maria. Pian piano, anche i meno appassionati, stanno rivedendo le loro posizioni e nelle ultime ore stanno capendo e dimostrando di tenere molto a quello che rappresenta, nella sua semplicità, l’ultimo baluardo di una Sezze che sta per essere completamente cancellata, insieme a vestige di un passato che tutti insieme dobbiamo tutelare e valorizzare. Uniti non saremo mai soli. La conservazione intatta del Belvedere rappresenta oggi l’emblema di un riscatto sociale rispetto ad un passato dove scelte politiche sbagliate hanno purtroppo cancellato buona parte della nostra storia, delle nostre radici. Semplici cittadini, docenti, operai, artigiani, cantanti, musicisti, alunni, pensionati si stanno unendo in una battaglia pacifica e trasparente contro quello che potrebbe rappresentare un nuovo scempio perpetrato ai danni della nostra città, come lo è stato in passato per l’Anfiteatro, per la Piazza dei Leoni, per Porta Pascibella, per il centro storico e per altri luoghi simbolo della nostra città. Non sapremo come andrà a finire, perché non saranno certamente i cittadini a potere e dover decidere se mettere o meno il Monumento di San Lidano al centro del Belvedere, ma certamente un bel giorno potremmo ben dire che siamo stati tra coloro i quali, ad un certo punto, hanno detto di No a gran voce.

La Cartolina del Comitato Murodellatèra

Domenica, 17 Novembre 2019 18:50

#SonounodeiCinquanta. Belvedere libero

 

#Sonounodeicinquanta. Una cartolina che nella sua bellezza e semplicità raffigura quello che era il Belvedere di Santa Maria. Il Comitato Murodellatèra ha promosso una iniziativa tutta social volta a sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica sulla tutela di un patrimonio artistico e paesaggistico che fa parte della nostra storia, della nostra comunità, della nostra vita. Nessuna guerra, nessuna iniziativa contro qualcuno o qualcosa ma solo a favore del Belvedere, di uno dei luoghi più affascinanti di Sezze che merita di essere conservato così come i nostri avi ce lo hanno trasmesso. Alle ore 18 in punto di oggi, il comitato e tanti cittadini hanno postato sui loro profili facebook questa immagine che vuole essere anche una risposta al primo cittadino Sergio Di Raimo il quale, nell'ultimo consiglio comunale, in merito ai lavori, e rispondendo ad un consigliere comunale, aveva apostrofato la domanda dicendo appunto che non saranno cinquanta cittadini a fermare i lavori iniziati e sospesi al belvedere. Il sindaco di Sezze, Sindaco di tutti, così facendo, ha scelto di ignorare una parte dei cittadini che, a più riprese, hanno cercato di capire quale fosse veramente l'interesse di questa amministrazione nel fare proprio al centro del Belvedere il monumento dedicato al nostro amato Santo Patrono. Senza entrare nei dettagli dell'iter il senso di appartenenza è stato comunque ignorato. Il sindaco, infatti, ha scelto la strada dell'esclusione, della non considerazione di una richiesta di confronto sempre trasparente e legittima. Saranno Dieci, Cinquanta, Cento, Mille i cittadini contrari a quel progetto, ma sono pur sempre cittadini che pagano le tasse, rispettano le leggi ed esprimono il loro voto elettorale. Fare la conta, contarsi, facendo divisioni e sottrazioni, non è stato mai elegante né aiuta a ricucire oggi un tessuto sociale sfilacciato e in piena crisi. Promuovere cultura come ha detto bene il sindaco recentemente è anche ascoltare, confrontarsi e capire le istanze dei cittadini e del cittadino. Saranno dieci, cento, cinquanta, sempre cittadini sono. La cultura è tradizione, storia, passato... ma nei fatti.

 

 

 

Nuovamente imbrattate le mura ciclopiche di Sezze. In questi giorni anche sui social sono state pubblicate foto che denunciano scritte con bombolette spray apparse sulla cinta muraria di Sezze sotto il Guglietto. La fortificazione della città risalente al IV° secolo a.C. nel corso degli anni non è la prima volta che viene imbrattata. Ne abbiamo viste di peggio, come quando un privato -  come se nulla fosse - sbancò il terreno sotto le mura per effettuare uno sterro non autorizzato. Per carità nulla di grave – come qualcuno subito dirà anche oggi – di tanti problemi adesso stiamo anche a focalizzare l’attenzione su una simile sciocchezza, su scritte infantili. Certo, ma di sciocchezze in sciocchezze, la sottovalutazione miope e vergognosa di quanto progressivamente sta avvenendo sta creando danni difficilmente recuperabili in futuro, detto diversamente si sta "bruciando" una nuova generazione di ragazzi. Il degrado sociale è in forte crescita e di tanto in tanto palesi indizi vengono alla luce. Atti vandalici contro una donna indifesa, immondizia gettata ovunque, incendi dolosi, segnali preoccupanti di nuove droghe tra i giovanissimi, furti in abitazione in pieno giorno, prostituzione, tutto fa parte di una trasformazione in negativo della società che sfugge a chi dovrebbe investire sulla cultura e sul rispetto delle regole. Tutte bravate per carità, nulla di grave. Intanto il degrado avanza.

 

Lo scavo del 2015 denunciato dal Gruppo in difesa dei Beni Archeologici di Sezze

 

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