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Stazione di Sezze, un restyling da milioni di euro ma è già degrado

Dic 04, 2025 Scritto da 
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l progetto di riqualificazione per l’ex  stazione di Sezze Romano (oggi punto di arresto semplificato, senza infrastrutture operative)  è stato ufficialmente presentato il 21 novembre 2022 da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), come parte di un piano che coinvolge molte stazioni in tutta Italia.

Secondo gli annunci, l’investimento complessivo previsto è di 12 milioni di euro.

I lavori ancora in corso riguardano tre macro-aree:

  1. il piazzale antistante la stazione,
  2. gli interni della stazione,
  3. gli spazi di accesso ai treni, cioè marciapiedi, pensiline, sottopassaggi e strutture funzionali di accesso.

Nonostante l’investimento e gli interventi annunciati, pendolari e residenti segnalano che la stazione — e soprattutto le aree esterne — continuano a essere soggette a degrado, incuria e abbandono. Fra le segnalazioni:

  • Spazi verdi e aiuole mai curate “non è stato fatto nulla per rendere l’area accogliente”: dopo i lavori di FS l’amministrazione non ha messo mano alla cura degli spazi verdi.
  • Problemi di sicurezza: vandalismi (rotture di vetri, auto danneggiate nel parcheggio), furti nelle auto in sosta, presenze sospette e bivacchi nelle ore serali.

Queste testimonianze suggeriscono un forte scarto fra le intenzioni del progetto di FS  e la condizione reale vissuta quotidianamente con assente interesse da parte dell’amministrazione.

Restare “bello sulla carta” non corrisponde a essere “accogliente nella realtà”.

Per trasformare davvero la stazione in un punto funzionale e rispettato del territorio serve — oltre agli interventi di restyling — una manutenzione continua, decoro urbano, cura del verde e presidio sociale. Solo così gli investimenti potranno avere un impatto reale sulla qualità della vita dei pendolari e dei cittadini. Questo gap mette in evidenza che un restyling — anche consistente — può diventare inefficace se non accompagnato da una gestione costante e partecipata da parte della nostra amministrazione.

Il nodo del parcheggio ferroviario di via degli Archi: annunci di sicurezza — ma finora poco fatto

Anche il parcheggio della stazione di Sezze Scalo (area via degli Archi, San Lidano) da tempo è sotto la lente dei cittadini: episodi di furti, danneggiamenti a auto in sosta e atti di vandalismo hanno creato un clima di insicurezza tra chi lascia lì la vettura ogni giorno. Molti preferiscono occupare spazi in divieto di sosta con evidenti restringimenti di carreggiata nel centro abitato dello Scalo piuttosto che parcheggiare nel luogo adibito, per paura di furti e danneggiamenti.

Non va dimenticato che nel settembre 2024, le commissioni comunali “Gestione delle Risorse” e “Lavori Pubblici”, rispettivamente presiedute dalla consigliera Federica Pecorilli e dal consigliere Pasquale Casalini, hanno annunciato una proposta ritenuta risolutiva: l’area — che conta circa 330 posti auto — sarebbe stata videosorvegliata, delimitata, con un servizio di guardiania dalle 6 del mattino alle 22, e con sorveglianza attiva anche di notte.

Era previsto che una ditta esterna avrebbe gestito il parcheggio: si doveva occupare non solo della sorveglianza, ma anche della manutenzione ordinaria e straordinaria del sito. Le tariffe, secondo l’annuncio, sarebbero state “irrisorie”, con agevolazioni per pendolari e studenti.

Tuttavia, nonostante le promesse e le dichiarazioni di una “soluzione definitiva”, nulla è realmente cambiato: l’annuncio è rimasto lettera morta. I problemi di vandalismi, furti e degrado nel parcheggio continuano a essere segnalati dai residenti, e il progetto sembra essersi arenato. La cronica mancanza di controlli e di un presidio stabile rende ancora oggi l’area un parcheggio considerato “a rischio”.

Gravissimo l’episodio avvenuto ieri, con l’aggressione ai danni di un giovane pendolare. Un fatto che non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima conferma di un problema più ampio che affligge l’intero scalo e non solo: pendolari e cittadini continuano a muoversi in un contesto di totale insicurezza. È un paradosso che un’infrastruttura fondamentale per gli spostamenti di studenti, lavoratori e famiglie resti priva di quel minimo di tutela e vivibilità che dovrebbe essere garantito a ogni cittadino.

Bisogna restituire dignità e sicurezza a un luogo che rappresenta la porta d’ingresso del territorio. Finché non ci saranno interventi concreti e costanti, i pendolari continueranno a convivere con paura e rassegnazione. Il rischio più grande, oggi, è proprio questo: accettare il degrado come se fosse inevitabile.

Pubblicato in Cronaca

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